"Tutto ciò che libera e tutto ciò che unisce", il ricordo di Silvia Ruotolo nel 15° anniversario della sua uccisione

Data pubblicazione: 12-06-2012
 
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Silvia Ruotolo

Ieri 11 giugno 2012 ricorreva il 15° anniversario della morte di Silvia Ruotolo, la giovane mamma uccisa a Salita Arenella durante un conflitto a fuoco tra clan rivali.

In sua memoria, la Fondazione Silvia Ruotolo Onlus (presieduta dalla figlia della vittima Alessandra Clemente), in collaborazione con la Municipalità 5 Arenella-Vomero del Comune di Napoli, la Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura italiane, l'associazione Libera, il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità e la Fondazione Pol.i.s. e con il patrocinio del Ministero dell'Istruzione, ha promosso una serie di iniziative presso i Giardini Silvia Ruotolo in Piazza Medaglie d'Oro, all'Arenella, Tutto ciò che libera e tutto ciò che unisce, sviluppatesi per l'intera giornata.

Ricco di appuntamenti il programma (cfr allegato), grazie anche all'impegno a titolo gratuito di numerose organizzazioni impegnate nella lotta alle illegalità del territorio, con la presenza di stand e la realizzazione di spettacoli vari.

"Il dolore si è trasformato in impegno e nel desiderio di contagiare gli altri - ha affermato il presidente nazionale di Libera don Luigi Ciotti, intervenuto alle manifestazioni -. Sta cambiando il modo in cui i parenti delle vittime delle mafie reagiscono al dolore. Alessandra, la figlia di Silvia, ora e' una donna che sta cercando di impegnarsi per migliorare la realta' in cui vive facendo cose per gli altri. Il Coordinamento nazionale dei familiari delle vittime cerca di allargarsi in molte zone del Paese, le cose stanno cambiando ma la strada e' in ancora molto in salita''. ''Non bastano le amministrazioni buone e oneste, ci vuole lo Stato - ha aggiunto Ciotti-, ci vogliono meno leggi e piu' legge, la magistratura deve essere messa in condizione di lavorare e poi ci vuole educazione e tanto lavoro".

Nel pomeriggio si è svolta una passeggiata antiracket per le strade del Vomero alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il prefetto e il questore di Napoli, rispettivamente Andrea De Martino e Luigi Merolla, l'assessore regionale ai Rapporti con le Autonomie Locali Pasquale Sommese, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, il presidente della Municipalità 5 Vomero - Arenella Mario Coppeto, Tano Grasso e Silvana Fucito della Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura italiane, Teresa Armato della Commissione Antimafia del Senato, il presidente della Fondazione Pol.i.s. Paolo Siani, i referenti regionali di Libera don Tonino Palmese e Geppino Fiorenza, il segretario generale della Fondazione Pol.i.s. Enrico Tedesco.

Anche il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro ha voluto ricordare Silvia: ''Sono passati quindici anni dal barbaro omicidio di Silvia Ruotolo e le parole di don Ciotti piu' di altre sottolineano il messaggio di oggi. Il dolore si e' trasformato in impegno e nel desiderio di contagiare gli altri''. ''È dovere di tutti i cittadini e delle Istituzioni non dimenticare mai ed essere ogni giorno impegnati in difesa della legalita'. Come sempre, un ringraziamento, per la insostituibile azione e per l'attivita' di stimolo, va alle associazioni ed alla famiglia che in questi anni ha saputo trasformare una tragedia in un messaggio di speranza", ha concluso Caldoro.

Alessandra Clemente, presente insieme al papà Lorenzo (che presiede il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità) e al fratello Francesco, ha ringraziato commossa dal palco tutti i partecipanti, tra cui numerosi familiari di vittime innocenti della criminalità: "Il nostro è un dolore che si rinnova. A quindici anni dall'assassinio di mia madre, vittima innocente di camorra, dimostro il mio ricordo con l'impegno. Le persone che sono qui oggi per ricordare Silvia Ruotolo e migliorare le cose fanno profumare di vita mia madre".

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