Messaggio del Presidente don Tonino Palmese in occasione dell'evento "Una data importante"

Data pubblicazione: 08-03-2022
 

MESSAGGIO RIVOLTO A UNA SCUOLA DI SAPRI

 

"Carissimo Pietro, docenti e giovani tutti,

scusate questa mia defezione ma sono in un luogo di silenzio e di preghiera e perciò impossibilitato nel collegarmi con voi. Questo però non mi impedisce di apprezzare la vostra importante iniziativa. Da qualche anno seguo i familiari delle vittime di femminicidio. Queste tragedie si consumano non tanto nell'attimo della follia ma dentro una cultura che da millenni si permette di affermare (anche se a volte per burla) che "chi dice donna, dice danno". Io penso che dobbiamo gioiosamente credere che CHI DICE DONNA, DICE DONO.

Mi permetto di consegnare a me e a voi i sentimenti di gratitudine per avere nella mia vita la cultura di Gesù di Nazareth, il quale dimostra che tutte le volte che incontra una donna tale momento è il preludio di affermazioni e segni stupendi da parte del Signore. Non da meno è il protagonismo che Dio affida a Maria. Lei che doveva essere cacciata dal tempio perché donna e incinta, diventa (alla faccia di tanti) il TEMPIO di Dio ma non con uno spirito astratto bensì con un pancione fecondo di Vita.

Purtroppo nei secoli gli stessi discepoli di Gesù hanno preferito seguire la via malefica del maschilismo. Certo non tutti e non sempre. Eppure è accaduto. Oggi e già da tempo i seguaci di Gesù hanno scelto di cogliere nel "genio femminile" la necessità salvifica di tutta l'umanità. 

Che dolore nel vedere un uomo che nel parlare di guerra utilizza le donne come obiettivo di morte o come cornice silenziosa e "truccata" per argomentare una bastarda giustificazione della guerra.  (Le immagini di questi giorni delle hostess che siedono accanto a Putin).

Vi saluto con grande affetto e riconoscenza per il dono che possiamo essere gli uni per gli altri."

Tonino Palmese