Presentato il Progetto "Parole in libertà"

Data pubblicazione: 17-11-2022
 
Presentazione Parole in Libertà

Presentato stamattina presso la Sala Caduti Nassirya del Consiglio Regionale della Campania il progetto ‘Parole in libertà, di cui la Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania è partner. Una iniziativa che coinvolge i detenuti degli istituti di detenzione napoletani "Giuseppe Salvia" di Poggioreale e "Pasquale Mandato" di Secondigliano. Il progetto è stato sviluppato con il quotidiano "Il Mattino", Il Garante campano delle persone private della lbiertà personale e con la Fondazione Banco di Napoli.

Il quotidiano, diretto da Francesco De Core, sarà letto e commentato nelle carceri, ma saranno poi gli stessi detenuti a comporre periodicamente una pagina che farà parte integrante del giornale, una "finestra sul mondo esterno" per i detenuti, a cui verrà data la possibilità di cimentarsi nella scrittura e di vestire i panni di commentatori e opinionisti, intervenendo sule grandi questioni di attualità, di cultura, di sport.

La presentazione ha visto la presenza di don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Pol.i.s., di Gennaro Oliviero, presidente del Consiglio Regionale della Campania, dell'assessore alle Politiche Sociali della Regione Campania, Lucia Fortini, del Garante campano dei detenuti, Samuele Ciambriello, il direttore de "Il Mattino", Francesco De Core e il presidente della Fondazione Banco di Napoli, Francesco Caia, insieme ai direttori di Poggioreale e Secondigliano, Carlo Berdini e Giulia Russo.

"Questo progetto è l'occasione per stabilire due cose - ha dichiarato don Tonino Palmese - la prima come curare le parole, che sono stanche e vanno curate, in maniera tale da evitare l'offesa e il pregiudizio, la seconda cosa è restituire. Entreremo in carcere con il senso di restituzione, di ridare loro quella dignità che è stata cancellata, così le parole saranno meno stanche. Restituiamo per un cammino di riparazione." 

La Fondazione Pol.i.s. ha sottolineato il suo ruolo al'interno del progetto, evidenziando che "chi lavora per le vittime, prima o poi incontra i carnefici e chi lavora con i carnefici, prima o poi incontra le vittime."