Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Giuseppina Di Fraia

Data pubblicazione: 16-02-2015
 

Data dell'accaduto: 11/02/2013 – data morte: 14/02/2013
Luogo dell'evento: Napoli
Anni:  52
Tipologia: vittima criminalità comune

Breve Storia:

Ha inseguito la moglie e dopo averla investita con la sua auto, l'ha cosparsa di benzina e le ha dato fuoco. È l'assurdo gesto di  Vincenzo Carnevale, 51 anni, che uccide la moglie,Giuseppina Di Fraia, di 52 anni. Giuseppina muore al reparto grandi ustionati dell'ospedale Cardarelli dopo tre giorni di agonia. La donna aveva riportato ustioni di II e III grado sul 60 % del corpo.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna stava andando a lavoro come colf, quando il marito l'ha inseguita e investita con la sua auto, in via Monti, quartiere Pianura, a poche centinaia di metri dall'abitazione, procurandogli lesioni interne ed escoriazioni.
Ad assistere alla scena alcuni passanti che hanno cercato di prestare soccorso alla donna, ma sono stati subito rassicurati dallo stesso Carnevale.
Convinti i passanti che non aveva investito la moglie intenzionalmente, ma che voleva solo parlare e che l'avrebbe condotta in ospedale, l'uomo carica la donna in auto e si allontana.
Dopo alcuni metri, Carnevale, però, fa scendere la moglie dall'auto tirandola per i capelli, la cosparge di benzina e le da fuoco davanti agli occhi increduli della gente.
Tra i due coniugi c'erano stati già in passato episodi di liti violente che Giuseppina non aveva mai avuto la forza di denunciare. Carnevale era disoccupato, picchiava e tormentava continuamente la donna con richieste insistenti di denaro. Filomena, la figlia maggiore della coppia, descrive, ai carabinieri guidati dal capitano Scarabello, il padre come un uomo violento, lucido e consapevole dei suoi gesti.
Vincenzo Carnevale, già noto alle forze dell'ordine per precedenti legati al contrabbando, è stato accusato di omicidio aggravato da futili motivi e dall'efferatezza e dalla premeditazione, si trova recluso nel carcere di Poggioreale. L'uomo aveva in auto da due giorni la bottiglia di carburante con cui ha dato fuoco alla moglie.
La morte di Giuseppina avviene nel giorno del flash mob internazionale promosso contro la violenza sulle donne. Alla Galleria Umberto le donne presenti hanno dedicato la loro protesta a Giuseppina.
Giuseppina lascia due figlie, Filomena di 23 anni, madre di un bambino e Jessica di 14 anni.
Il 20/02/2013, nella chiesa di San Giorgio Martire, nell'omonima piazza di Pianura, alla periferia occidentale di Napoli, si è celebrato il funerale di Giuseppina Di Fraia.
La messa è stata celebrata dal parroco don Claudio alla presenza del gonfalone del Comune di Napoli e di due agenti di picchetto a lato della salma.
Tra la folla, il grido delle donne, che chiedono giustizia e maggior e sicurezza.

Nel pomeriggio del 20 febbraio si tiene una fiaccolata in ricordo di Giuseppina Di Fraia, organizzata dal Coordinamento associativo per Pina Di Fraia, costituito dalle associazioni che operano nel quartiere di Pianura. La fiaccolata ha attraversato via Napoli fino a piazza San Giorgio. Invitati esponenti istituzionali della IX Municipalità, rappresentanti del Comune di Napoli, della provincia e della regione.

Il 30 settembre si svolge l'udienza preliminare del processo a carico di Vincenzo Carnevale. Le figlie e i fratelli di Giuseppina si sono costituiti parte civile. Il tribunale accoglie anche la richiesta del Comune di Napoli che  da attuazione alla delibera quadro n.116 sulla costituzione di parte civile nei procedimenti penali per reati  contro le donne nei casi in cui sia ravvisabile una violenza di genere, delibera approvata lo stesso giorno in cui si sono tenuti i funerali di Giuseppina.
Viene, inoltre, accolta la richiesta di perizia psichiatrica per l'imputato, avanzata dall'avvocato difensore di Carnevale.

Il 17 aprile Vincenzo Carnevale viene condannato all'ergastelo dal gup Rosa De Ruggiero. Inoltre sarà tenuto al risarcimento del danno a favore dei familiari di Giuseppina che s sono costituiti parte civile nel processo.

Carnevale, viene condannato, inoltre al risarcimento danni, da liquidarsi in sede civile, al Comune di Napoli.

Nel mese di novembre 2014 è stata inaugurata dal comune di Napoli "la Casa della Cultura" per la creatività dei giovani del rione.

Nella struttura ci sono 15 sale dedicate a 15 vittime della criminalità. Una sala della Casa è dedicata alla memoria di  Giuseppina Di Fraia.

Presso questa struttura diversi sono i servizi comunali presenti:lo sportello informagiovani, la sala prove comunale, le aule di studio, il rock archivio, i fab lab.

 

Link e collegamenti ipertestuali:

1) https://www.facebook.com/events/611386252218028
2) http://www.vanityfair.it/news/italia/13/12/20/femminicidio-2013-dati-vittime
3) http://associazionedreamteam.eu/dreamteam/presidio-per-giuseppina-di-fraia/
     4) http://www.nottecriminale.it/l-evento-in-memoria-di-giuseppina-di-fraia-vittima-di-femminicidio-promosso-da-la-voce-di-pianura.html