Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Raffaele Iozzino

Data pubblicazione: 12-03-2019
 

Data dell'accaduto: 16 marzo 1978
Luogo di morte: Roma – origine Casola di Napoli 
Anni: 25
Movente omicidio: vittima del terrorismo
 
Breve storia dell'accaduto:
 
Raffaele Iozzino, agente di polizia assegnato alla scorta del presidente della Dc Aldo Moro, viene trucidato, insieme ai suoi colleghi, dalle Brigate Rosse nella strage di via Fani a Roma del 16 marzo 1978. 
 
Domenico Ricci, un appuntato dei Carabinieri, guida l'auto sulla quale viaggiava Moro. Di fianco il capo - scorta, il maresciallo dei Carabinieri Oreste Leonardi. L'onorevole Moro è dietro che scorre i suoi appunti in vista dell'importante seduta alla Camera dei deputati che comincerà a breve. Al suo fianco due borse con dentro documenti riservati. Dietro la Fiat 130 c'è un'altra auto che scorta il presidente della Dc, un'Alfetta bianca con tre agenti di Polizia; la guida l'agente della PS Giulio Rivera. Al suo fianco il brigadiere Francesco Zizzi e dietro Raffaele Iozzino, agente scelto. 
 
È un agguato. Quattro persone armate fanno fuoco, altre bloccano il traffico. L'appuntato Ricci cerca di fare una manovra per uscire da quella trappola. Compaiono all'improvviso altre persone armate. Sono in tanti a sparare. Sulle auto piovono colpi da tutte le parti. Mirano agli uomini della scorta e li colpiscono da vicino, li vogliono morti. Uno dopo l'altro cadono come bersagli. Prima Ricci, poi Leonardi, poi Zizzi. E poi Rivera. L'unico che riesce a reagire, a impugnare la pistola d'ordinanza e a sparare qualche colpo è Raffaele Iozzino. Esce dall'auto per cercare di difendere Aldo Moro. Ma riesce a fare solo pochi passi perché viene colpito alle spalle. 
 
Aveva 25 anni, ed era nato in provincia di Napoli, a Casola, nel 1953.
 
«Quella mattina ero solo – ha raccontato -. Accesi la televisione e davanti a me si aprì un quadro terrificante. La prima immagine che vidi fu un corpo a terra con un lenzuolo bianco sopra: era proprio Raffaele. Prima di morire, mio fratello ci raccontò che c'era la speranza che Moro diventasse Presidente della Repubblica e quindi ci disse che il suo lavoro sarebbe migliorato. Invece il suo sogno è stato spezzato in quella tragica mattinata dall'azione delle Brigate Rosse».
 
La storia di Raffaele Iozzino è raccontata dal libro di Raffaele Sardo "Come nuvole nere", edito da Melampo e promosso dalla Fondazione Polis. 
 
 
https://www.ilmattino.it/napoli/politica/moro_e_la_premonizione_di_raffaele_il_poliziotto_eroe_ucciso_in_via_fani-3599661.html;
 
 
 
https://www.ilpost.it/2018/03/16/moro-via-fani/;
 
 
 
https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-03-15/il-16-marzo-1978-l-eccidio-scorta-aldo-moro-familiari-vittime-chiedono-nuove-indagini-195406.shtml?uuid=ABxypl9C;
 
 
 
https://www.democratica.com/focus/attentato-aldo-moro-via-fani-scorta/;
 
 
https://www.corriere.it/cronache/18_febbraio_21/chi-erano-guardie-moro-che-qualcuno-oggi-vorrebbe-vedere-morto-e8881ce0-16f5-11e8-b630-41a05c9e9642.shtml;