Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Iolanda Palladino

Data pubblicazione: 17-06-2021
 

 
Anni: 20
Movente: scontri politici
Ferita il 17 giugno 1975 a Napoli
Muore a Roma il 21 giugno 1975
 
Iolanda Palladino, 20enne napoletana, studentessa del primo anno di Giurisprudenza, il 17 giugno del 1975 si trova a bordo della sua auto, una Fiat 500, subito dopo un corteo di macchine che festeggiavano, con bandiere e slogan, la vittoria elettorale del Pci per il rinnovo del consiglio comunale.
Dalla folla per strada arriva all'interno della sua auto una bottiglia incendiaria, lanciata da  militanti neofascisti della attigua sezione Berta del Msi. Tra questi Umberto Fiore, cameriere di 20 anni, Giuseppe Torsi, operaio di 19 anni, Bruno Torsi, apprendista di 16 anni.
Nel giro di pochi secondi la giovane donna prende fuoco precipitandosi in strada come una torcia umana.
Soccorsa da alcuni passanti, la vittima è trasferita all'ospedale degli Incurabili, poi al Cardarelli e successivamente all'ospedale Sant'Eugenio di Roma, dove si conclude, tra atroci sofferenze, la sua agonia.
La famiglia ha salutato Iolanda con un memorabile funerale. Presenti all'ultimo saluto della giovane donna oltre trentamila persone, che, dopo il rito funebre, hanno seguito la salma fino al cimitero, in un clima di forte solidarietà. 
Fiore, scappato ad Ischia nei giorni successivi all'omicidio, viene arrestato e, dopo aver confessato, viene condannato dal tribunale di Roma il 7 luglio 1977 con gli altri imputati a 6 anni e 8 mesi di carcere, con l'attenuante della preterintenzionalità. La famiglia Palladino non ricevette alcun tipo di risarcimento. 
 
Il 16 dicembre 2011 la Municipalità Stella - San Carlo all'Arena del Comune di Napoli ha convocato una seduta del Consiglio per commemorare Iolanda Palladino.
 
Nel maggio del 2014 una manifestazione, organizzata dall'istituto Tecnico per Geometri "G.B. Della Porta – G.Porzio", unitamente alla Municipalità 3 Stella San Sarlo all'Arena, si è conclusa con l'intitolazione di un'aula laboratorio alla memoria della giovane Iolanda, che completò i suoi studi medi superiori proprio all'istituto Tecnico G.B Della Porta. Una manifestazione per non dimenticare, per trasmettere alle nuove generazioni il ripudio della violenza come pratica di vita e per proporre i valori della civile convivenza, del confronto delle idee, della non violenza e della legalità.
 
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