Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Maria Sangiovanni

Data pubblicazione: 17-02-2015
 

Nome della vittima: Maria Sangiovanni
Data: 04/02/2013
Luogo dell'evento:  Palma Campania (NA)
Movente:  disturbi psichici

Breve Storia:

Un giovane di 23 anni con problemi psichici ha sparato alla madre.
È accaduto a Palma Campania, nelle palazzine popolari in via De Gasperi.
L'uomo, Antonio Nunziata, aveva un carattere introverso e da poco tempo era in cura da uno psichiatra.
Nunziata viveva in un mondo tutto suo fatto di streghe e di fate, di buoni e cattivi, solo che tra i cattivi c'era anche la madre, Maria Sangiovanni, che, secondo il giovane, si opponeva al suo matrimonio con Silvia, figlia di una strega.
Maria, aveva affisso un crocifisso in casa, una colpa grave secondo il figlio, la prova che la donna stava mettendosi di traverso rispetto ai suoi sogni d'amore, da qui la decisione di ucciderla.
Il 23enne, presa la pistola, che secondo il suo racconto conservava da sette anni, ha sorpreso la madre mentre lavava i piatti in cucina, un colpo secco dietro alla nuca.
L'assurdo delitto è stato commesso sotto gli occhi del padre Michele, ma è stato lo stesso Antonio a chiamare il 112 e a costituirsi.
I carabinieri della compagnia di Nola, coordinati dal maggiore Andrea Massari, lo hanno arrestato e portato in caserma.
Prima del trasferimento al carcere di Poggioreale, Nunziata ha scritto pagine di deposizione, in presenza dell'avvocato che lo difende, Aniello Salvi.
 

La madre, Maria Sangiovanni, ha lottato con tutte le forze, ma si è spenta dopo quattro giorni di agonia, all'ospedale Cardarelli di Napoli.
Per Antonio Nunziata il capo di imputazione è omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela.
Su Antonio, che l'8 febbraio 2013 è stato interrogato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Nola Raffaele Zinno, alla presenza del suo legale di fiducia, l'avvocato Aniello Salvi, e del pubblico ministero, Raffaele Barela della Procura di Nola, pende un'accusa grave.