Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Giovanni Bosco

Data pubblicazione: 04-07-2018
 
Data dell'accaduto: 6 luglio 1983
Luogo dell'accaduto: Dorgali (NU)
anni: 60 
vittima del terrorismo
 
 
Nato a San Giorgio del Sannio, in provincia di Benevento, il 22 luglio del 1923, Giovanni, appuntato dell'Arma dei Carabinieri in congedo, gestisce un distributore di benzina a Dorgali; viene ucciso da appartenenti al Movimento Armato Sardo (MAS) per la testimonianza resa anni prima nel corso di un procedimento penale per un sequestro di persona a scopo di estorsione, nella notte del 6 luglio 1983. Intorno alle 23, due killer, armati e mascherati, sono entrati nella sua abitazione e, dopo aver minacciato e immobilizzato la moglie Bartolomea e la figlia Gina (14 anni), lo hanno freddato con due colpi di pistola, l'uno al torace e l'altro alla testa. La sua casa è a poco più di 100 metri dal distributore di benzina da lui stesso gestito. I sicari spariscono nel nulla senza prendere l'incasso o altri beni dell'ex militare. 
 
In sede giudiziaria si accerterà che l'omicidio di Bosco si inquadrava nel programma del MAS volto ad impedire comportamenti processuali di collaborazione sia da parte di imputati che da parte di semplici testimoni. In via generale, il MAS ripropose - come aveva fatto anni prima "Barbagia Rossa" - la osmosi tra istanze rivoluzionarie e interessi della comunità locale.
 
Oltre che dell'omicidio di Giovanni Bosco, l'organizzazione si rese reponsabile di altri gravi fatti criminosi, tra cui alcuni omicidi, come quelli di Claudio Balia (15 giugno 1983) e di Gonario Sale (20 giugno 1983).
 
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