Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Antonio Caputo

Data pubblicazione: 25-04-2019
 

luogo dell'accaduto:  Giugliano di Napoli

anni: 29

data dell'accaduto: 28 luglio 2001

vittima criminalità comune

 

Breve storia :

Antonio Caputo è un giovane di 29 anni sposato e padre di un bambino di 4 anni, conosciuto come elettrauto nella zona di Giugliano di Napoli.

La sera del 28 Aprile 2001 si intrattiene all'esterno del bar Oasi a parlare con un amico quando un uomo gli strappa dalle mani le chiavi dell'auto per impossessarsene.  Antonio reagisce scagliandosi contro il rapinatore già al volante della sua auto, cercando di  tirarlo giù dall'auto. L'uomo fa fuoco con una pistola calibro 7.65 e indirizza tre colpi in direzione di Antonio, di cui uno mortale alla nuca. Il giovane cade sul ciglio della strada, in una pozza di sangue, mentre il rapinatore si allontana con l'auto a grande velocità.  

A sparare è Stefano Ronga, 24 anni, tossicodipendente. Con lui una complice ad attenderlo in un'altra auto: la moglie. Secondo alcune testimonianze, nell'auto con la donna erano presenti anche i figli della coppia. La donna assiste alla scena, restando alla guida della Opel, per poi darsi alla fuga. 

Due anni dopo, i carabinieri del nucleo operativo del reparto territoriale di Castello di Cisterna, agli ordini del capitano Fabio Cagnazzo, hanno catturato a Formia Stefano Ronga, residente a Sant'Antimo, già noto alle forze dell'ordine come elemento di spicco del clan camorristico dei Ranucci e latitante da circa 3 anni. I carabinieri che lo ricercavano hanno scoperto il suo rifugio e lo hanno arrestato in un bilocale affittato sotto falso nome.

Ronga è stato condannato in contumacia il 26 giugno 2003 a 24 anni di reclusione per omicidio a scopo di rapina e detenzione e porto illegale di armi.

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