Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Laura D'Argenio

Data pubblicazione: 07-06-2018
 
Data dell'accaduto: 7/06/2011
Luogo di morte: Roma (RM)
Anni: 75
vittima criminalità comune
 
Breve storia dell'accaduto:
 
Laura D'Argenio, 75 anni, originaria di Avellino, da vent'anni viveva a Roma: vedova di un carabiniere, due figlie, con le quali non aveva ottimi rapporti, pochi i contatti con la nipote ed il fidanzato.
Il 7 giugno 2011 i vicini di casa danno l'allarme per la presenza di fumo dinanzi alla porta. Carabinieri e vigili del fuoco trovano la donna riversa nella vasca da bagno con un filo del telefono legato al collo e vari tagli lievi sul corpo. Davanti alla porta delle carte bruciate.
Le telecamere a circuito chiuso fatte installare dalla donna nella sua abitazione per essere più sicura (vivendo la stessa da sola), permettono agli inquirenti di incastrare l'omicida: il fidanzato della nipote, Stefano Savi, 23 anni, imprenditore romano.
Il giovane ha massacrato di botte la donna provocandole un'emorragia interna, ha poi trascinato il corpo nella vasca da bagno e le ha legato un filo del telefono al collo nel tentativo di simulare un suicidio. Per cancellare le tracce ha gettato acido nella vasca e indossato dei guanti neri. Ha poi aperto i rubinetti del gas e bruciato della carta dinanzi alla porta dell'abitazione.
L'accusa è di omicidio pluriaggravato. Durante l'interrogatorio il giovane ha farneticato di avere un chip nella testa in grado di manipolare la mente. Il movente è ancora poco chiaro, si presume legato a questioni di eredità legate all'appartamento.
 
Nell'ottobre 2012 il giudice ha applicato nei confronti di Savi la misura di sicurezza dell'ospedale psichiatrico giudiziario, in cui dovrà rimanere per dieci anni, poiché ha ritenuto che, al momento del fatto, l'uomo non fosse capace di intendere e volere. 
 
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