Decennale Fondazione Polis, presentato libro "In nome del figlio"

Data pubblicazione: 07-06-2018
 
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Nell'ambito delle iniziative del decennale delle attività, ieri 6 giugno, la Fondazione Polis, presso la sua sede, ha presentato il libro "In nome del figlio. Saveria Antiochia, una madre contro la mafia", scritto da Jole Garuti ed edito da Melampo (con prefazione di don Luigi Ciotti).
 
Il volume è dedicato all'impegno della mamma di Roberto Antiochia, giovane poliziotto ucciso dalla mafia il 6 agosto 1985 insieme al vicequestore Ninni Cassarà.
 
Insieme all'autrice sono intervenuti Franco Roberti (assessore alle politiche di sicurezza della Regione Campania), Alessandro Antiochia (fratello di Roberto), Antonio De Iesu (questore di Napoli), Ubaldo Del Monaco (comandante provinciale dei Carabinieri di Napoli), Gianluigi D'Alfonso (comandante provinciale della Guardia di Finanza di Napoli), Franco Malvano (commissario antiracket e antiusura della Regione Campania), Fabio Giuliani (referente di Libera in Campania), Giuseppe Riviezzo (sovrintendente capo dell'Ufficio Scorte della Questura di Napoli).
 
Ha moderato Geppino Fiorenza (presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Polis).    
 
Presente una nutrita delegazione del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità.
 
"Mamma aveva paura che Roberto fosse dimenticato, ha detto Alessandro Antiochia, ora, invece, i loro nomi continueranno a camminare. Ho provato tante volte a scrivere io, senza riuscirci. Jole Garuti ha scritto un'opera straordinaria". Per Franco Roberti, "le istituzioni devono essere sempre grate ai familiari delle vittime, nel caso di Roberto dei martiri della lotta alla criminalita' organizzata". "Le istituzioni devono essere grate, ha spiegato, perche' dovrebbe essere loro compito primario fare memoria e ricordare in modo attivo questi uomini e queste donne che si sono sacrificati per noi. Il culto della memoria è fondamentale nel contrasto al crimine. Lavoreremo intensamente per rafforzarlo". "Apprezziamo particolarmente l'impegno di tutta la famiglia di Roberto, per ricordare assieme a lui tutte le vittime e i martiri , ha sottolineato ancora Roberti, a cominciare da Ninni Cassara' e Beppe Montana, commissario della Mobile di Palermo". "Saveria e' morta nel 2001 e c'era il rischio che ci si dimenticasse di lei, ha raccontato l'autrice, che si perdesse una memoria non solo di madre, ma delle sue consapevolezze, del perche' non si riesce a sconfiggere le mafie". L'auspicio di Garuti e' che ora "le parole di Saveria possano camminare e far meditare".
 
Per gli approfondimenti si rimanda alla rassegna stampa in allegato. 

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