ALTRI BENI CONFISCATI MONITORATI DALLA FONDAZIONE POL.I.S.: COMUNE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE (CE) - PALAZZO IN VIA ROBERTO D'ANGIÒ

Data pubblicazione: 13-06-2011
 
Sala Palazzo Teti - Maffuccini
Esterno Palazzo Teti - Maffuccini

SCHEDA ANAGRAFICA

SANTA MARIA CAPUA VETERE - PALAZZO

Indirizzo
Via Roberto d'Angiò

Denominazione bene
Palazzo Teti Maffuccini

Superficie
55 vani catastali + 6.579 mq di giardino

Confiscato a
Nicola di Muro

Data della confisca
19.12.1996

Decreto di confisca
Decreto n.47/96 – n.94/95 Reg. Gen.-n.39/94 R.G. Trib

Estremi del Provvedimento di assegnazione al Comune
Verbale di consegna del 18/12/1998 prot. 20125/1B/1724/98/NA, successivamente annullato e sostituito con decreto del Ministero delle Finanze – Direzione Centrale del Demanio prot. 30986 del 05/05/1999

Finalità di destinazione d'uso
Polo della cultura e della legalità

Riferimenti per il Comune di Santa Maria Capua Vetere – Via Albana 90 - 81055
tel. 0823-813111 - fax. 0823 813108
RUP: ing. Antonio Ruberto

Fonti di finanziamento
PON Sicurezza 2007 - 2013 Obiettivo Operativo 2.5

Totale del finanziamento
€ 3.000.000,00

ATTIVITÀ ALL'INTERNO DEL BENE
Il palazzo Teti costruito nel 1839 come residenza dell'avvocato Filippo Teti, costituisce un classico esempio di architettura locale dei primi dell'Ottocento; successivamente il palazzo fu acquistato dalla Famiglia Mafuccini.
Nel 1860 vi alloggiò Giuseppe Garibaldi ed il 2 Novembre vi fu firmata la resa dei borbonici, come attesta una lapide all'esterno del palazzo, che si sviluppa su quattro livelli (pianoterra e tre piani). Per le peculiari caratteristiche architettoniche e per la sua ubicazione, l'intero immobile è sottoposto sia a vincolo archeologico, sia a vincolo architettonico.
L'intero complesso immobiliare consta di tre edifici adiacenti, di cui uno padronale e due di servizio e da un giardino. Nel 2007 il Comune di Santa Maria Capua Vetere ha presentato alla Regione Campania un progetto di recupero e riutilizzo del palazzo per una importo complessivo di 12 milioni di euro da finanziare con la Legge Regionale 23/03; l'intervento era distinto in due parti, una di consolidamento e restauro architettonico ed una di adeguamento funzionale del palazzo, nello specifico il progetto prevedeva di collocare:
al piano terra nell'ala sud del Palazzo la biblioteca comunale e nell'ala nord l'archivio storico comunale;
al primo piano nell'ala sud il naturale prosieguo della biblioteca comunale, mentre nell'ala nord la Pinacoteca comunale, il Museo garibaldino,il  Museo del Risorgimento e le sale studio per gli utenti;
al  secondo piano (piano nobile del palazzo) uno spazio per esposizioni, convegni, manifestazioni culturali;
al terzo piano gli uffici di direzione e di controllo.
Il giardino invece sarebbe stato utilizzato quale sala di lettura all'aperto e parco archeologico con l'esposizione di reperti.
Tuttavia, a causa del costo eccessivo dei lavori, la Regione Campania non ha approvato il progetto. Per anni il palazzo ha versato in totale stato di abbandono: l'ala sinistra era pericolante, il soffitto presentava svariate aperture che hanno rovinato l'affresco presente. Al primo piano sono stati portati via i pavimenti e i rivestimenti in marmo della scala che porta alla torre del palazzo dalla quale Garibaldi teneva il territorio sotto controllo, così come l'altare presente in una delle stanze.
Il 21 ottobre 2010 è stato approvato un progetto tramite il PON Sicurezza, che prevede il recupero e la riqualificazione funzionale del solo piano terra comprensivo di ammezzato dell'edificio,oltre che la messa in sicurezza dell'intero stabile e il rifacimento di tutte le facciate esterne, mentre i restanti due piani saranno utilizzati dal Comune proponente per lo svolgimento di attività sociali e culturali; in particolare ci si propone l'organizzazione di mostre quale quella per il 150° anniversario dell'unità d'Italia, nonchè l'allocazione del museo garibaldino. Inoltre verranno organizzate attività inerenti al tema della legalità, offrendo, pertanto, l'opportunità di creare elementi di crescita sociale ove la carenza di servizi e il deperimento di spazi pubblici hanno prodotto gravi forme di esclusione sociale.

STATO DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO
Sono iniziati i lavori di recupero e di riqualificazione funzionale del piano terra comprensivo di ammezzato dell'edificio,oltre che la messa in sicurezza dell'intero stabile e il rifacimento di tutte le facciate esterne.