Presentato a Palazzo Santa Lucia il libro "La sedia vuota. Storie di vittime innocenti della criminalità"

Data pubblicazione: 18-12-2018
 
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Stamattina, presso la Sala Francesco De Sanctis di Palazzo Santa Lucia, la Fondazione Polis della Regione Campania ha presentato il libro "La sedia vuota. Storie di vittime innocenti della criminalità", scritto da Raffaele Sardo ed edito da IOD.
 
"La sedia vuota" è il terzo volume di una collana editoriale promossa dalla Fondazione Polis e dedicata alle vittime innocenti della criminalità. Segue "Al di là della notte" (Pironti editore) e "Come nuvole nere" (Melampo edizioni) e racconta tredici storie di vittime, arricchite dalle struggenti testimonianze dei loro familiari. 
 
Insieme all'autore sono intervenuti l'assessore regionale alle Politiche integrate di sicurezza e legalità Franco Roberti, il presidente della Fondazione Polis don Tonino Palmese, Enrica Amaturo in rappresentanza del Comitato Scientifico della stessa Fondazione, Eufemia Romano, sorella di Tammaro, una delle vittime raccontate nel volume. Ha moderato Geppino Fiorenza, che ha letto anche alcuni passi dell'opera. Presenti, tra gli altri, il questore di Napoli Antonio De Iesu e il comandante provinciale dell'Arma dei Carabinieri Ubaldo Del Monaco.
 
"Fare memoria è importante purché si lotti per non dimenticare, scavando nel passato", ha evidenziato l'assessore Roberti. "Il libro di Sardo è prezioso in quanto ci obbliga a pensare, oltre che a ricordare, e perché rappresenta un recupero straordinario di vicende che hanno segnato la storia del nostro Paese, soprattutto in merito agli Anni di Piombo. Ma tutte le vittime di cui si ripercorrono le storie, a prescindere dalla matrice dei loro omicidi, ci ripropongono con forza la banalità del male e sono accomunate da un destino, quello di aver salvato, consapevolmente o inconsapevolmente, la dignità umana".
 
Sull'importanza della memoria si è soffermato anche don Tonino Palmese, per il quale "ora occorre fare un ulteriore passo, finalizzato all'incontro tra i familiari delle vittime e i colpevoli, senza fare sconti in termini di giustizia o cadere nel pietismo del perdono". "Il lavoro di memoria assolve a un compito di emancipazione a tre livelli: esistenziale, culturale e sociale", ha aggiunto don Tonino. "Ogni memoria profuma sempre di vita, mentre molte esistenze puzzano di morte", ha concluso il presidente della Fondazione Polis.
 
L'autore Raffaele Sardo ha posto l'accento sulla narrazione dei fenomeni criminali: "È necessario raccontare la storia delle mafie ascoltando la voce dei familiari delle vittime, perché queste stesse voci sono intrise di una forte sofferenza e rappresentano storie di resistenza civile che bisogna far conoscere. Lo dobbiamo al sacrificio degli innocenti uccisi dalla violenza criminale e ai loro familiari, i soli per i quali vale il cosiddetto fine pena mai".
 
PREFAZIONE DI FRANCO ROBERTI SUL SITO DEL "MATTINO"

POSTFAZIONE DI DON TONINO PALMESE E ROSARIA MANZO SUL SITO DEL "MATTINO"

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