Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Salvatore Nuvoletta

Data pubblicazione: 13-07-2010
 
Salvatore Nuvoletta

"PILLOLA" VIDEO NONINVANO

 

Data dell'accaduto: 02/07/1982
Luogo dell'evento: Marano (NA)
Anni: 20                                                                                                                                                           
Vittima dovere/criminalità organizzata   
                                                                                                      
Breve storia dell'accaduto:           
                                                                                                             
Salvatore Nuvoletta diventa carabiniere all'età di 17 anni.
Il 2 luglio 1982 il giovane si trova nel suo paese natale, Marano, precisamente dinanzi all'ingresso del negozio di famiglia, non è di servizio e un bambino gli siede proprio sulle ginocchia.
Un commando di killer gli si avvicina e, accertandosi della sua identità, spara. Salvatore ha solo il tempo di spingere lontano il bambino. In questo modo gli salva la vita, ma rimane ucciso sotto i colpi dei killer. 
Il movente del delitto, a lungo sconosciuto, diventa chiaro soltanto attraverso le confessioni rese successivamente dal pentito Carmine Schiavone nel 1993.
Il camorrista ha dichiarato che l'omicidio fu conseguenza dell'uccisione di Mario Schiavone, colpito a morte nel mese di giugno del 1982 durante un conflitto a fuoco con i carabinieri. Tale Mario, cugino di Francesco Schiavone capo dell'organizzazione criminale facente capo al clan dei "Casalesi", si riteneva fosse stato colpito proprio dal giovane Salvatore, cosicché il suo assassinio rappresentava la ritorsione da parte  dell'organizzazione camorristica capeggiata da Antonio Bardellino per vendicare la morte di Mario Schiavone. In seguito si è scoperto che Salvatore Nuvoletta proprio quel giorno godeva del suo riposo settimanale, rimanendo, quindi, assolutamente estraneo al conflitto a fuoco. 
A distanza di tempo si è altresì saputo che la mafia siciliana, su richiesta del clan Nuvoletta,  si era incaricata della responsabilità di eseguire l'omicidio per conto del clan dei casalesi, imponendo a tutti omertà assoluta sull'omicidio. Salvatore doveva essere eliminato perché era divenuto una figura scomoda sul territorio. Il giovane carabiniere cercava di contrastare le scorribande e lo strapotere dei giovani camorristi; fermava tutti i ragazzi per strada, ogni volta che se ne prestava l'occasione. Salvatore era un carabiniere che voleva rispettare e faceva rispettare la divisa. 
 
Nel 2003, il giudice delle indagini preliminari emette una sentenza di condanna a dodici anni di reclusione per Abbate Antonio, che, in concorso con Raffaele Prestieri e Domenico Silvestri, nel frattempo deceduti, è stato ritenuto colpevole di essere l'esecutore materiale del delitto. 
Il coraggio di Salvatore è stato premiato con il conferimento della medaglia d'oro al Merito Civile nel giugno 2003.
Il 12 settembre 2009 a Casal di Principe è stato inaugurato e dedicato a Salvatore Nuvoletta un centro sportivo polivalente, confiscato a Francesco Schiavone, e il 7 maggio 2011 gli viene intitolato lo stadio di Marano e sempre nel 2011 gli viene dedicata la Caserma dei Carabinieri di Villaricca. Nel luglio 2012 un memorial calcistico ha celebrato il sacrificio del giovane carabiniere. Tuttavia, questa operazione di memoria sociale si è dovuta anche scontrare con una persistente mentalità camorristica. Nel gennaio 2013 la targa commemorativa scoperta a Villa di Briano è stata infatti trafugata.
Il 19 novembre 2014 a Casal di Principe viene celebrata una messa per tutte le vittime di camorra dell'agro- aversano e dell'area nord di Napoli, tra queste viene ricordato anche Salvatore Nuvoletta. L'iniziativa è stata sostenuta da diverse associazioni tra cui il Comitato Don Peppe Diana, l'associazione di volontariato Jerry Essan Masslo ed il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti di criminalità.
Il 4 maggio 2015, in occasione di un convegno nel Comune di Casapesenna, è stata presentata l'Associazione Nazionale ONLUS "Vittime del Dovere" dedicata a Salvatore Nuvoletta. 
 
Il 27 febbraio 2016 si è svolta la cerimonia di intitolazione della Sezione della Associazione nazionale carabinieri di Giugliano in Campania alla memoria dell'appuntato, alla presenza delle autorità militari, civili e religiose, tra le quali il Generale del corpo d'armata Franco Mottola.
Nel mese di giugno 2017, nell'ambito del Festival dell'Impegno civile, organizzato dal Comitato don Peppe Diana, è stato ricordato Salvatore Nuvoletta, alla presenza di una rappresentanza dall'Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, dei familiari di Salvatore.
 
Nel mese di febbraio 2018 vengono inaugurate le attività del progetto "Fattoria Sociale" che si realizza nel bene confiscato alla camorra ed assegnato alla associazione "Nuvoletta per Salvatore Società Cooperativa Sociale". 
 
Nel corso della breve ma significativa manifestazione è stato presentato il primo prodotto frutto del progetto. Si tratta del vino "falanghina dei campi flegrei doc", dedicato ad Attilio Romanò.
 
La storia di Salvatore Nuvoletta è raccontata nel libro di Raffaele Sardo "Al di là della notte", edito da Pironti e promosso dalla Fondazione Polis nel 2010. La vicenda di Salvatore è anche ricordata nel "Dizionario Enciclopedico delle Mafie in Italia".
 
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