Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Giuseppe Rapesta

Data pubblicazione: 30-04-2019
 

Data dell'accaduto: 6 maggio 1982
data del decesso: 12 Maggio 1982
 
Anni: 57 Anni 
 
Luogo dell'accaduto: Stazione di Roma San Pietro
 
Giuseppe Rapesta, originario di Vico Equense, muore  il 12 maggio  a Roma a causa delle ferite riportate nell'attentato terroristico del 6 maggio precedente:  un attentato compiuto ad opera di alcuni terroristi dei Nuclei Armati Rivoluzionari.
Intorno alle 21 del 6 Maggio del 1982, l'appuntato Rapesta si trova da solo all'interno dell'ufficio Polfer della Stazione di Roma San Pietro, quando fa irruzione un gruppo di terroristi che aggredisce  il poliziotto, che cerca di reagire. I terroristi gli sparano alla nuca con una pistola calibro 7,65, riducendolo in fin di vita, e poi fuggono con l'arma d'ordinanza del poliziotto. I soccorsi sono immediati e Rapesta viene trasportato d'urgenza prima all'ospedale Santo Spirito, dove viene sottoposto ad un delicato intervento chirurgico, e  poi al reparto craniolesi dell'ospedale San Giovanni, dove i medici non possono fare altro che constatare la morte cerebrale.
L'agguato viene organizzato e rivendicato dai NAR come rappresaglia  in seguito alla morte del terrorista Giorgio Vale, suicidatosi al momento dell'irruzione degli agenti dell'UCIGOS nel covo dove egli si era rifugiato.
Giuseppe Rapesta, ormai prossimo alla pensione, era sposato e padre di tre figli.
Nel mese di maggio del 2014 una cerimonia per  commemorare la morte del poliziotto: il vicario della Questura di Roma, Lorenzo Suraci, ha deposto, insieme a Domenico Ponziani, dirigente della polizia ferroviaria del Lazio, una corona di alloro sulla lapide collocata all'interno dell'Ufficio Polfer della Stazione San Pietro, teatro dell'episodio che ne causato la morte. Alla commemorazione erano presenti i familiari della vittima e le autorità civili e militari.
 
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