Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Sergio Esposito e Andrea Esposito

Data pubblicazione: 04-09-2018
 
Data dell'accaduto: 15 settembre 1990
Anni: 32 /12
Luogo dell'evento: Casoria
Vittime della criminalità organizzata
Breve storia dell'accaduto:
 
La mattina del 15 settembre 1990 due killer fanno irruzione nel bar sito all'interno del mercato ortofrutticolo di Casoria, uccidendo barbaramente il piccolo Andrea Esposito, di appena 12 anni, e il barista Sergio Esposito di 32 anni; viene invece ferito gravemente il proprietario dell'esercizio Antonio Franzese, con precedenti per estorsione e probabile affiliato al clan Moccia.
 
Andrea Esposito lavora da qualche tempo in quel bar come garzone nell'attesa di tornare a scuola; il ragazzo non percepisce una paga, ma solo delle mance in cambio dei caffè portati qua e là tra gli stand del mercato, dove lavorano anche due dei suoi 8 fratelli, Giuseppe,14 anni, e Umberto, 13, come facchini; poco distante vi è la bottega del padre panettiere.
Sergio Esposito lavora invece come barista nel locale di Franzese da quando ha perso il lavoro come operatore ecologico part-time per il Comune di Casoria per continuo assenteismo, insieme a Stefano Franzese, fratello di Antonio, ferito nell'agguato.
 
I due killer sono entrati probabilmente a piedi nel mercato alle 4,45 del mattino; poi si sono recati nel bar ancora chiuso al pubblico. All'interno vi è Franzese dietro la cassa, Sergio dietro il bancone e il piccolo Andrea intento a preparare un cappuccino. Tre proiettili feriscono all'addome Franzese, vero obiettivo dell'agguato, che cade al suolo sanguinante. Poi i killer uccidono i due testimoni scomodi: Andrea è il primo a cadere sotto il fuoco degli assassini, che gli sparano un colpo alla nuca e poi colpiscono Sergio alla testa, al collo e alla spalla. Franzese, ferito, si rialza e va verso la porta interna del bar che dà accesso alla casa della famiglia e cade tra le braccia della madre accorsa al rumore degli spari.
 
Pochi giorni dopo gli inquirenti arrestano tre persone sospettate del duplice omicidio: si tratta dei componenti di un'unica famiglia, gli Iafulli, originari di Napoli; Rita Iafulli (40 anni), il figlio Giuseppe Papi (19) e il fratello di Rita, Michele Iafulli. I tre sono stati presi nell'abitazione di quest'ultimo a Piazza Capuana a Napoli, dove, nel corso di una perquisizione, è stata trovata una pistola calibro 38. L'arresto è scattato per detenzione di armi, ma i carabinieri hanno fatto ai 3 anche l'esame dello stub.
Si parte dalla convinzione che la strage sia l'ultimo episodio tragico di una serie di scontri avvenuti nei mesi precedenti tra la famiglia degli Iafulli e quella dei Franzese, un tempo vicine ma poi divisesi. Un testimone chiave, interrogato dagli inquirenti, ha affermato che i killer erano due ed erano giovanissimi: le indagini portano in un primo momento al fermo di un altro Iafulli, Michele, di 15 anni, accusato di essere l'esecutore materiale del duplice omicidio. Pochi giorni dopo il GIP rilascerà il ragazzo per mancanza di prove sufficienti.
 
Nel mese di marzo del 1993 i  killer del clan rivale hanno sequestrato, processato e poi ucciso Giuseppe Papi, erede di una famiglia di camorristi e ritenuto il killer della strage di Casoria. Accusato di aver ucciso Andrea Esposito e Sergio Esposito, "colpevoli" solo di aver guardato in faccia l'assassino durante l'agguato, che aveva come bersaglio un esponente del clan Franzese.
 
Papi sarebbe dovuto comparire il 19 marzo 1993 dinanzi alla Corte d' Assise. I sicari lo hanno sequestrato prima. Il giovane si trovava nella sua auto, in compagnia della fidanzata. Un uomo lo ha minacciato con una pistola, gli ha ordinato di salire su una "Tipo". Dodici ore dopo, il cadavere è stato ritrovato sotto un ponte di Afragola.
 
REPUBBLICA 6 MARZO 1993
 
NAPOLITAN 17 SETTEMBRE 2017