Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Vincenzo D'Allestro

Data pubblicazione: 01-07-2019
 

Data dell'accaduto: 1. 07. 2016
Luogo dell'accaduto: Dacca - Bangladesh
Età: 46 anni 
 
Originario del Casertano, di Piedimonte Matese, si era trasferito ad Acerra (Napoli) nell'ottobre del 2015: Vincenzo D'Allestro è una delle nove vittime italiane dell'attentato avvenuto in un ristorante di Dacca, a Bangladesh, compiuto dall' Isis. 
Nato a Wetzikon, in Svizzera, D'Allestro era nel locale in compagnia di un'altra delle vittime italiane, Nadia Benedetti, che nella capitale aveva un negozio. Entrambi si trovavano lì per lavoro, Vincenzo era un manager del settore tessile. 
 
Sono venti i civili uccisi nell'assalto jihadista al caffè di Dacca, in Bangladesh, tra l'1 e il 2 luglio. Tra le vittime un americano, una giovane indiana, 7 giapponesi e 9 italiani. 
 
Sono stati massacrati (i corpi avevano "ferite da armi affilate") prima che il blitz delle forze di sicurezza mettesse fine all'orrore cominciato quasi dodici ore prima: intorno alle 21:00 di venerdì 1° luglio, quando un commando armato di fondamentalisti islamici ha fatto irruzione nell'Holey Artisan Bakery, al grido di 'Allah Akbar', Allah è grande.
 
Le forze di sicurezza hanno assaltato il locale all'alba e sono riusciti a trarre in salvo 13 ostaggi; ma gli italiani erano stati evidentemente già trucidati. "Uccidevano chi non sapeva recitare il Corano", ha raccontato un testimone. 
 
La salma di Vincenzo sarà poi trasportata in Italia da un aereo di Stato il 5 luglio 2016, insieme a quelle degli altri 8 connazionali. Ad attenderli a Ciampino la sua famiglia, il primo cittadino di Piedimonte Matese e le massime autorità italiane. Dopo essere state sottoposte nuovamente ad autopsie, le salme vengono trasportate nei rispettivi paesi di origine. A Piedimente Matese si svolge, il giorno 6 luglio, una fiaccolata lungo tutte le strade del paese in onore del suo caduto. 
Il 6 Aprile 2019, a Badolato, il paesino del catanzarese della madre di Vincenzo, in Calabria, hanno intitolato una strada a Vincenzo per ricordare il suo sacrificio. Un gesto sincero, nato dalla volontà della comunità di Badolato, che mostra la forza del suo ricordo e il desiderio di mantenere viva la sua memoria tra tutti coloro che hanno avuto la gioia di conoscerlo.
 
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