Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: William Vaccher

Data pubblicazione: 28-01-2019
 
età: 26 anni
luogo: Milano
dove 7 febbraio 1980
vittima terrorismo politico 
  
William Vaccher, di 26 anni, nato a Battipaglia il 27/05/1954 da genitori veneti e immigrato con la famiglia a Milano, era da tutti conosciuto e benvoluto come il "ragazzo del Quartiere Ticinese". William, militante di Prima Linea, subì una feroce rappresaglia da parte dei suoi ex compagni
 
Siamo negli anni della feroce violenza  terroristica: un periodo estramante violento e delicato che ha attraversato  l'Italia intera, durante il quale si giocò una tragica partita di scontro politico: agguati, sprangate, pistolettate, attentati in cui lasciarono la vita circa 50 giovanissimi, vittime di destra e di sinistra, infiammati di fede politica opposta e che fecero scelte estreme di lotta incandescente, in quel clima politico tossico di resa dei conti negli anni della paura.
William, negli anni Settanta, come studente aderì ai movimenti della sinistra extraparlamentare e trovò, poi, un impiego di lavoro alla SNAM Progetti. Nel 1976, con la nascita di Prima Linea, optò per la lotta armata. Il giovane fu giustiziato mentre si trovava per strada in mezzo ad amici.
William tentò di fuggire alla vista di tre uomini e una donna, che conosceva e dei quali aveva paura. I 4 terroristi lo raggiunsero e, a volto scoperto, lo crivellarono di colpi perchè sospettato di tradimento e delazione. 
 
Erano le 8 del mattino del 7 febbraio 1980, quando il giovane trovò la morte, colpito al capo, alla gola, al torace, sotto la sua abitazione del Ticinese, in via Magliocco n.3. 
L'omicidio fu rivendicato il giorno dopo con un lungo volantino, una sorta di risoluzione strategica, del gruppo di fuoco Prima Linea: "Rivendichiamo l'esecuzione del delatore William Vaccher a opera dei nuclei operativi del commando di PL. Vaccher ha fatto parte della rete di sostegno della nostra organizzazione. Ha partecipato a momenti di dibattito legati al nostro progetto politico ed era in discussione il rafforzamento del suo rapporto con la nostra organizzazione".
Vaccher conosceva, quindi, una vasta area di militanti eversivi e fu sospettato di tradimento perché, nei mesi in cui era detenuto in carcere nel 1979, era stato interrogato dai giudici, che indagavano sugli omicidi del gioielliere Pierluigi Torreggiani e del giudice Emilio Alessandrini.
Il giovane aveva avuto il grave torto di non essersi dichiarato prigioniero politico al momento dell'arresto e questo bastò per accusarlo di tradimento e delazione. Bisognava dare, secondo la logica rivoluzionaria, una lezione a quei compagni che avessero intenzione di collaborare con la giustizia e le forze dell'ordine e William fu il capro espiatorio per dimostrare a che tipo di punizione andava incontro chi aveva intenzione di pentirsi o di fare l'infiltrato, esponendosi a rappresaglia, tipicamente mafiosa. 
 
 
 
Collegamenti:
 
http://casamemoriamilano.eu/le-vittime-del-terrorismo-milanesi/william-vaccher/
https://it.wikipedia.org/wiki/Persone_uccise_negli_anni_di_piombo_(1980);
http://www.vittimeterrorismo.it/vittime/william-vaccher/;
https://www.micciacorta.it/archivio/prima-linea.shtm;
https://www.inventati.org/cope/wp/1980/02/06/uccisione-di-william-vaccher/;