Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Ciro Colonna

Data pubblicazione: 03-06-2019
 
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età: 19 anni
dove: Ponticelli Napoli
quando: 7 giugno 2016
vittima criminalità organizzata
 
Ciro Colonna, un ragazzo di 19 anni di Ponticelli, si trova presso il circolo ricreativo "abusivo" del lotto zero di Ponticelli, quando una banda di criminali raggiunge il circolo per mettere a segno un omicidio di camorra. 
L'obiettivo è Raffaele Cepparulo, libero per scadenza dei termini di custodia cautelare e in fuga nella parte orientale di Napoli per sfuggire alla vendetta del cartello criminale che gli si oppone.
 
Raffaele Cepparulo è esponente apicale della banda dei "barbutos". La banda prende questo nome perchè i giovanissimi appartenenti alla banda si contraddistinguono per la barba lunga, un tatuaggio, la parola camorra sul collo e i nomi degli affiliati morti sul corpo.
L'obiettivo criminale della banda dei barbutos è quello di colpire esponenti di spicco della "paranza dei bambini" per assestare un colpo al cartello criminale Sibillo – Giuliano – Amirante ed avanzare nel predomino degli affari illeciti nel cuore del centro storico, favorendo Genidoni e i suoi nella lotta contro la paranza dei bambini.
 
I piani dei barbutos vengono bloccati dall'arresto di Raffaele Cepparulo, che, scarcerato poi per decorrenza dei termini, sebbene cerchi riparo nella parte orientale di Napoli, viene raggiunto da 5 colpi di pistola alla testa.  
 
Ciro Colonna nel giorno dell'agguato di camorra si trova proprio lì e viene ucciso da un colpo alla testa. Subito dopo questo agguato, il quartiere e i diversi esponenti istituzionali si mobilitano per organizzare una fiaccolata per Ciro Colonna e  dichiarare pubblicamente l'innocenza del giovane, il cui corpo è stato trattenuto presso l'obitorio del II Policlinico per il completamento dell'autopsia disposta dalla Procura di Napoli.
 
La famiglia di Ciro, i genitori e la sorella, si tengono lontani dal calmore dei media e si lasciano rappresentatre pubblicamente da Luigi Zambaldi, consigliere comunale uscente che conosce tutti nel quartiere e in particolar modo conosce il giovane Ciro.
 
L'11 giugno 2016 si celebrano, presso la parrocchia di San Fancesco e Santa Chiara, i funerali di Ciro Colonna. Partecipano più di 1000 persone.  
 
Il 14 giugno 2016 una fiaccolata per  Ciro Colonna: più di 500 fiaccole per il ragazzo. 
 
Successivamente  #unpopolo in cammino chiede aiuto per rimettere a posto un campetto di calcio presso il quartiere e per rendere agibile e accessibile lo spazio verde circostante con alberi e fiori. Le adesioni e le donazioni sono tantissime. 
 
Nel primo anniversario dell'omicidio di Ciro Colonna, la Fondazione Polis della Regione Campania, #unpopolo in cammino, Libera, il Coordinamento dei familiari delle vittime innocenti della criminalità e la parrocchia di S. Francesco e Santa Chiara organizzano una giornata in sua memoria: una giornata di riqualificazione dell'area verde in via Decio Mure, che termina con la celebrazione della santa messa in memoria di Ciro. 
 
Nel mese di marzo 2018 arrivano 8 ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite dai carabinieri ed emesse dal GIP di Napoli su richiesta della D.D.A. Nel provvedimento, frutto delle indagini dei militari del Reparto Operativo di Napoli, coordinati dal pm antimafia Antonella Fratello, vengono identificati mandanti ed esecutori di quel raid e ricostruito lo scenario che ha portato all'agguato. 
 
I destinatari delle misure sono tutti legati ai gruppi Rinaldi, Minichini, De Luca Bossa e accusati di omicidio aggravato da finalità mafiose e detenzione di armi da guerra.
 
La famiglia di Ciro è rappresentata dall'avvocato Marco Campora. La famiglia si costituisce parte civile nel procedimento penale a carico dei responsabili dell'omicidio di Ciro.
 
Nel mese di maggio 2019, il pm Antonella Fratello richiede condanne all'ergastolo per gli imputati dell'omicidio del giovane  Ciro: ai danni del boss Ciro Rinaldi di San Giovanni a Teduccio, indicato come mandante, di Michele Minichini e Antonio Rivieccio, ritenuti gli esecutori materiali, di Giulio Ceglie e di quattro donne: Anna De Luca Bossa, Vincenza Maione, Cira Cepollaro e Luisa De Stefano.
 
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