Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Joe Petrosino

Data pubblicazione: 13-07-2010
 
Joe Petrosino

Nome della vittima: Joe Petrosino
Data dell'accaduto: 12/03/1909
Luogo di morte: Palermo
Anni: 49
Vittima della criminalità organizzata italo-americana

Breve storia dell'accaduto:
Joe Petrosino sbarca a New York con la famiglia nel 1873. Il padre di Joe  fa il sarto, e come tutti gli artigiani di Little Italy è taglieggiato e per sopravvivere è costretto a pagare il pizzo. Joe non sopporta questo ricatto  e fin da piccolo avverte un forte desiderio di giustizia, coltivando il sogno di diventare un poliziotto.
In quegli anni il Dipartimento di Polizia è in mano agli irlandesi e solo immaginare un italiano con la divisa è pura utopia. A vigilare in quegli anni sul Dipartimento è un assessore che poi diventerà presidente degli Stati Uniti: Teodore Roosevelt.
Joe è testardo e sebbene sappia che diventare un poliziotto sia praticamente impossibile tenta tutte le vie per farcela. Si mette a fare il lustrascarpe davanti alla centrale di polizia, fa amicizia con gli agenti, presenta più  volte la domanda di arruolamento che viene ogni volta  bocciata.
La storia di Joe si intreccia con quella di Vito Cascio Ferro, piccolo boss di mafia venuto insieme a Petrosino dalla Sicilia. Vito in America accresce sempre più il suo potere ma a Joe questo losco personaggio non mette alcuna soggezione.
Nel 1883 finalmente Il Dipartimento apre le sue porte anche agli italiani e Joe fa il suo giuramento come poliziotto. La sua carriera è fulminante, le sue operazioni sono perfette e così la malavita comincia ad aver paura di questo poliziotto italiano. Roosevelt nomina Joe prima sergente, poi detective, infine tenente e quando, gli emigranti italiani arrivano sempre più numerosi in America, Joe ha assunto il ruolo di caposquadra.
Gli arrivi degli emigranti concentrati soprattutto nella Little Italy creavano il terreno ideale per la sopravvivenza del gruppo criminale perché i poliziotti erano quasi tutti irlandesi ed ebrei e la difficoltà di comunicare con i nuovi arrivati permetteva sempre più all'organizzazione di ottenere consensi e adepti. Little Italy era diventato un ghetto malsano  dove una povera umanità sradicata doveva lottare ogni giorno per la vita.
È questo il clima in cui lavora Joe Petrosino e il  sogno di combattere la criminalità organizzata in quegli anni comincia a realizzarsi: diviene il capo di una squadra formata da tutti poliziotti italiani. Il suo obiettivo finale è ovviamente Cascio Ferro.
La lotta che porta avanti Joe Petrosino dura anni e numerosi saranno i morti e gli agguati ed è  sempre più evidente che a capo della nuova criminalità che passa sotto il segno della "Mano nera" c'è proprio Cascio Ferro.
La pista che egli segue per sgominare la Mano Nera lo porta in Italia nella convinzione che mai un poliziotto in Sicilia come a New York potesse  essere colpito.
Joe Petrosino invece viene ucciso, in Sicilia, il 12 marzo 1909 con quattro colpi di revolver davanti a decine di testimoni.
Sebbene dopo la sua morte il governo americano metta a disposizione un'ingente somma di denaro, nessuno contribuirà alle indagini per l'assassinio di Petrosino. Il funerale svoltosi a New York sarà partecipatissimo.
Il responsabile si ritiene sia il boss Vito Cascio Ferro, un'ipotesi però che non è stata mai confermata.
Molti sono i testi, i dossier, i documentari e le fiction dedicati al poliziotto Italo-americano. Nel 1909 viene distribuito il documentario dei suoi funerali, nel 2006 la RAI produce una fiction dedicata alla sua memoria e co-produce un documentario Joe Petrosino: A Shot in the dark con la regia di Antonello Padovano.
Nella casa natale di Petrosino a Padula in provincia di Salerno è stato allestito un museo dove tra le altre cose è custodita la divisa del poliziotto.
A Joe la Medaglia d'oro al merito civile : «Poliziotto coraggioso e determinato, impegnato in una difficile missione per scoprire i legami tra mafia siciliana e quella di New York, veniva trucidato con quattro colpi di pistola esplosi alle sue spalle da un ignoto sicario in un vile agguato. Fulgido esempio di elette virtù civiche ed elevato spirito di servizio, spinti sino all'estremo sacrificio.»
La storia di Joe Petrosino è ricordata nel primo libro pubblicato da Raffaele Sardo "Al di là della notte" edito da Tullio Pironti nel 2010 ed è ricordata  anche nel "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia" apparso per Castelvecchi nel 2013.

Collegamenti ipertestuali dedicati a Joe Petrosino:
1) http://it.wikipedia.org/wiki/Joe_Petrosino;
2) http://www.joepetrosino.org/;
3) http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=1404&biografia=Joe+Petrosino;
4) http://www.museincampania.it/spip.php?page=musei_dettaglio&id_museo=53;
5) http://www.museincampania.it/spip.php?page=musei_dettaglio&id_museo=53
6) https://it-it.facebook.com/pages/Associazione-Internazionale-Joe-Petrosino/364289303679767
7) http://www.youtube.com/watch?v=3fUcFF0vatk
8) http://www.librimondadori.it/libri/joe-petrosino-arrigo-petacco