Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Agnese Maria Coscia

Data pubblicazione: 04-02-2019
 
Data dell'accaduto:15/02/2013
Luogo dell'evento: Maddaloni (Ce)
Anni: 62
Movente: rapina
 
Breve storia dell'accaduto:
 
Manlio Spagnuolo, 26 anni, rovista nella cassaforte, insieme a un amico, alla ricerca di soldi per acquistare droga. La mamma, che stava dormendo, lo scopre e per questo lui la uccide, massacrandola con 30 coltellate.
É  la storia agghiacciante del ritrovamento del corpo martoriato di Agnese Maria Coscia, di 62 anni.
Dopo un lungo interrogatorio Spagnuolo racconta tutto agli inquirenti della Squadra Mobile della Questura di Caserta e della sezione di Polizia Giudiziaria del commissariato di Maddaloni.
La confessione viene confermata dal suo complice Francesco De Santi, 24enne, dipendente di una nota pizzeria di Caserta.
Manlio, già sospettato e sollecitato dai vicini, subito dopo l'accaduto, aveva parlato di una rapina sfociata in tragedia, compiuta da tre persone, ma il ragazzo non aveva saputo dare spiegazioni sul perchè nessuna porta o finestra avesse segni di forzatura, e sul perchè lui fosse stato risparmiato mentre la madre no.
Spagnuolo racconta che durante la notte si era recato in camera da letto della madre, che intanto dormiva sul divano in salone, per aprire la cassaforte e prelevare i soldi, ma il rumore aveva fatto svegliare la donna. Per paura che la donna potesse urlare, De Santi prende un cuscino e tenta di soffocarla, ma il figlio, ormai scoperto, prende tre coltelli e la colpisce oltre trenta volte. Dopo l'omicidio i due ragazzi si sono cambiati d'abito e hanno portato via dall'abitazione dell'anziana donna un computer e dell'argenteria per simulare una rapina.
De Santi, dopo aver legato Manlio Spagnuolo, e avergli dato una botta in testa, se n'è andato, e poco dopo ha gettato le armi e lo zaino con i vestiti nelle campagne di Caserta.
Gli oggetti sono stati fatti ritrovare poi dallo stesso Spagnuolo e la refurtiva è stata nascosta da De Santi nella pizzeria in cui lavorava, dove viene recuperata dagli inquirenti.
Per entrambi è così scattato il fermo su decisione del pm Silvio Marco Guarriello, con l'accusa di omicidio volontario e rapina.
I due sono detenuti in isolamento nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.
Spagnuolo e De Santi nei successivi interrogatori ritrattano le loro confessioni, ma nel novembre 2013 si chiudono le indagini. Per l'omicidio di Agnese Coscia saranno processati il figlio Manlio Spagnuolo ed il suo complice Francesco De Santi. Indagati per favoreggiamento la sorella di De Santi ed Elia Russo.
 
Il 7 novembre 2014 è stata emessa la sentenza nei confronti di Manlio Spagnuolo, condannato a 30 anni di reclusione. Il preocedimento si è svolto con rito abbreviato. La condanna viene confermata in Corte di Assise di Appelo nel 2016 e in Cassazione nel 2018. Nel mese di gennaio 2015 è stato richiesto dalla Procura della Prepubblica l'ergastolo per il complice di Spagnuolo, Francesco De Santi, sei mesi per la sorella, Emauela De Santi, che il giorno dell'omicidio avrebbe nascosto la refurtiva della rapina finita male, e sei anni per Elia Russo, presunto ideatore e programmatore della rapina. Nel 2018 la Corte Suprema di Cassazione conferma la condanna a 30 anni di reclusione per Spagnuolo.
 
http://www.corrierece.it/notizie-cronaca/2013/02/16/omicidio-di-agnese-maria-coscia.html;
 
http://www.noicaserta.it/uccisa-a-maddaloni-non-c-e-traccia-della-rapina-la-versione-del-figlio-non-convince.html;
 
http://www.maddalonicitta.it/condannato-a-trent-anni-di-carcere-il-pizzaiolo-complice-di-manlio-spagnuolo-il-figlio-uccise-la-madre-con-32-coltellate.html;
 
http://www.romagnanoi.it/news/italia-estero/1198025/Femminicidio—una-strage-di-130.html;
 
http://www.casadelledonne-bs.it/2014/03/indagine-sui-femidici-in-italia-anno-2013/;