Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Luca Rainieri

Data pubblicazione: 18-04-2019
 
Nome della vittima:  Luca Rainieri
Data dell'accaduto: 24/04/2006
Luogo di morte: Ischia (NA)
Anni: 34
Movente omicidio: lite
 
Breve storia dell'accaduto:
 
Luca Rainieri si reca alla discoteca il «Valentino», uno dei locali più frequentati di Ischia Porto. Prima di entrare nel locale dice qualcosa ad una ragazza e lei non gradisce. Il buttafuori decide che Rainieri non deve entrare. Luca allontanandosi fa un po' il gradasso con uno dei buttafuori, un certo Luigi Pariota, 39 anni, un ex poliziotto cacciato dall'arma per questioni legate alla droga.
 
Pariota secondo l'accusa avrebbe invitato due amici presenti in discoteca a dare una lezione a Rainieri: Alberto De Cristofaro, 22 anni, titolare di un altro notissimo locale della zona, l'«Harem», e Salvatore Colella, 24 anni, figlio di un altrettanto noto commerciante di abbigliamento di Napoli, con negozi anche a Ischia. Questi rintracciano Luca in un bar, lo inseguono mentre cerca rifugio a casa del cugino, lo percuotono e poi lo ammazzano lanciandolo nel vuoto. Segue un'indagine delicata e complessa, che induce i carabinieri e il pubblico ministero Clelia Mancuso ad interrogare non solo i due fermati, ma anche coloro che assistettero all'omicidio. Alla fine il pubblico ministero decide di fermare anche il buttafuori, Luigi Pariota, coordinatore della sicurezza nel locale, che secondo gli investigatori altri non era che il mandante. 
 
Con la richiesta di rinvio a giudizio, De Cristofaro e Colella sono giudicati con rito abbreviato e  condannati rispettivamente a 9 e 10 anni di reclusione e il Pariota, giudicato con il rito ordinario dinanzi alla Corte di Assise, viene condannato a 18 anni di reclusione. Le testimonianze dei colleghi di Pariota sono tutte volte a scagionarlo, ma queste dichiarazioni vengono definite mendaci dalla Corte, che dispone la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica, ritenendo, in motivazione, che vi fossero gli estremi del favoreggiamento. Il processo si conclude con l'assoluzione di tutti i testimoni perché il fatto non sussiste. 
In soccorso a tale posizione poi giunge la sentenza della Corte di Assise di Appello che di fatto assolve Luigi Pariota, condannato in primo grado a 18 anni,  per non aver commesso il fatto. Con la conseguente scarcerazione dell'imputato. Sentenza poi impugnata dal procuratore generale e che poi la Suprema Corte nel 2010 annulla per vizi di motivazione, rimettendo nuovamente gli atti a diversa sezione della Corte di Assise di Appello. Processo che non è mai ricominciato, perché nel frattempo una malattia devastante si è portato via il Pariota.
 
I familiari di Luca Ranieri hanno espresso comunque la volontà di proseguire, chiedendo giustizia per il proprio caro. 
  
 
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