Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Alfredo Manzoni

Data pubblicazione: 27-05-2019
 
Età: 8 anni 
Luogo dell'accaduto: Afragola
Data dell'accaduto: 4 novembre 1973
 
Breve storia dell'accaduto:
 
Alfredo Manzoni, 8 anni, viene colpito alla schiena durante un agguato ad un malavitoso di Afragola.
 
Mario Magliulo, costruttore e grossista di generi alimentari, accusato di un omicidio avvenuto nell'ambito di una faida camorristica, è in libertà per insufficienza di prove e nel  pomeriggio del 4 novembre del 1973 sta tornando a casa, in via Ciampa 65, ad Afragola.
Nella palazzina in cui abita Magliulo vive anche una zia di Alfredo e quel giorno Alfredo è in visita dalla zia insieme ai genitori. Terminata la visita, Alfredo, insieme al babbo e alla mamma,  sta per scendere le scale, quando, nello stesso momento, dinanzi alla alla palazzina di via Ciampa, arriva una Opel guidata da Giovanni Magliulo, il figlio del costruttore. Di fianco a lui, sul sediolino passeggeri, c'è un suo amico, Francesco Catalano, mentre Mario Magliulo è seduto dietro. La Opel si ferma proprio davanti alla palazzina.
Mentre i tre scendono dall'auto, alle spalle arriva a gran velocità una Giulia scura: la vettura procede poi rallentando improvvisamente la corsa, senza tuttavia arrestarsi del tutto. Nello stesso momento Alfredo si trova con i genitori dinanzi al portone del palazzo. Parlotta con loro e nessuno si accorge che ci sono due macchine, una ferma e l'altra che procede lentamente, e che dalla Giulia Scura sbucano dal finestrino le canne di due pistole. I killer iniziano a sparare e in un momento cade a terra il costruttore Mario Magliulo. Il figlio, Giovanni, resta illeso, mentre l'amico Catalano viene colpito da un proiettile al basso ventre. 
Però a terra, a qualche metro dalla vittima e dal  ferito, c'è un altro corpo ed è proprio quello di Alfredo Manzoni. Il piccolo era di spalle quando gli assassini hanno sparato, e un proiettile si è conficcato nella schiena. Il bambino perde i sensi ma è ancora vivo. Alfredo viene portato all'ospedale, le sue condizioni sono disperate. Alfredo sopravvive, ma resta paralizzato, sottoposto a cure e terapie complesse e dispendiose. Le ferite, e le conseguenti complicazioni, sono particolarmente gravi e giorno dopo giorno minano la resistenza del suo gracile fisico. Alfredo non riesce più a riprendersi, resta immobilizzato in un letto d'ospedale ma non per molto. Morirà il 28 maggio 1975 a Velletri al termine di una lunga agonia.
 
DAL LIBRO "NAPOLI CRIMINALE" DI BRUNO DE STEFANO