Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Alberto Varone

Data pubblicazione: 31-05-2011
 

Data dell'accaduto: 24/07/1991
Luogo dell'evento: Francolise (CE)
Anni: 49
Vittima: Vittima della criminalità organizzata
Breve storia dell'accaduto:
 
 
L'imprenditore Alberto Varone è ucciso a Francolise, in provincia di Caserta, dal clan camorrista Muzzoni di Sessa Aurunca. 
 
Alberto era un gran lavoratore, molto legato alla sua famiglia. Alberto svolgeva due lavori: gestiva una sorta di agenzia immobiliare nel pieno centro di Sessa Aurunca e di notte andava a prendere i quotidiani al deposito di San Nicola La Strada per distribuirli in tutte le edicole del comune di Sessa, e da Roccamonfina al Garigliano.
Il clan dei "Muzzoni", affiliato alla Nuova Famiglia della camorra campana, aveva più volte minacciato Alberto e la sua famiglia affinché questi cedessero l'attività commerciale e pagassero una serie di tangenti. Alberto non ha mai ceduto alle minacce e alle intimidazioni e questo atteggiamento di resistenza rappresentava quindi per il clan locale una minaccia per la credibilità dell'organizzazione criminale.
 
Il 24 luglio 1991 Alberto è vittima di un agguato.  Sta viaggiando, come suo solito, verso San Nicola la Strada quando, sulla via Appia, in località "Acqua Galena", tra i comuni di Francolise, Teano e Sessa, un commando armato di fucile a canne mozze esplode più colpi a distanza ravvicinata, uno dei quali lo centra in pieno volto. Il corpo rimane esanime sul luogo del delitto fin quando un passante, con una chiamata anonima, non avvisa la caserma dell'Arma di Sant'Andrea del Pizzone. 
I suoi parenti, la moglie Antonietta, il primogenito Giancarlo e gli altri figli, dopo la barbara uccisione di Alberto, cercano di continuare l'attività, ma subiscono ancora minacce dal clan. 
La vedova, così, incoraggiata dall'allora vescovo Raffaele Nogaro, decide di denunciare i camorristi che continuavano con le minacce. La sua denuncia porta all'arresto del capoclan storico Mario Esposito nel 1994.  La famiglia Varone entra nel programma di protezione, sono portati tutti via. 
 
 
Nel 1998, la Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere condanna i mandanti e gli esecutori materiali dell'omicidio, assicurando alla giustizia gli attori del gesto efferato. La Corte di Cassazione, nel 2003, conferma le condanne, dando, inoltre, risalto alla coraggiosa e ferma opposizione alle richieste della criminalità organizzata.
 
A Maiano di Sessa Aurunca sorge il presidio di "LIBERA" intitolato proprio ad Alberto Varone, gestito dalla cooperativa sociale "Al di là dei Sogni", che, a partire dal 2008, grazie alle attività della fattoria didattica, dell' agricoltura sociale e del turismo responsabile e sostenibile, aiuta i soggetti appartenenti a "fasce deboli" a trovare la dignità di nuovi percorsi di vita.
 
Il 24 luglio 2011 a Maiano di Sessa Aurunca, nell'ambito del Festival dell'Impegno Civile, uno spettacolo teatrale ha commemorato il sacrificio di Alberto.
 
Il 21 novembre 2013 gli scout del club Jonathan Livingston di San Damiano d'Asti hanno presentato al Viminale, alla presenza  del Viceministro dell'Interno Filippo Bubbico e della presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi, il cortometraggio "Fiori dal cemento", opera  dedicata ad Alberto.
 
Nel 2014, Raffaele Cantone, magistrato presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, interviene in occasione dell'iniziativa a Miano di Sessa Aurunca in memoria di Alberto Varone sostenendo che è fondamentale togliere consenso alla criminalità: le mafie hanno messo la pistola sotto il tavolo e hanno imparato che il modo migliore per entrare negli Enti è creare sinergia con chi li gestisce, di comprarseli. Varone muore da solo nel 1991, per Cantone. A distanza di anni la situazione è però diversa, esiste una rete di solidarietà sociale e istituzionale che permette a chi denuncia di non sentirsi abbandonato.  
 
La storia di Alberto Varone è raccontata nel libro di Raffaele Sardo " La Bestia", edito da Melampo nel 2008. 
 
La vicenda di Alberto è anche ricordata nel "Dizionario Enciclopedico delle Mafie in Italia", pubblicato da Castelvecchi nel 2013.
 
La storia di Alberto Varone è ripercorsa anche nel libro di Raffaele Sardo "La sedia vuota", edito da IOD e promosso dalla Fondazione Polis nel 2018.
 
 
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