Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: vittime della Strage di Natale

Data pubblicazione: 13-07-2010
 
Federica Taglialatela

Data dell'accaduto: 23. 12. 1984
Luogo dell'evento: San Benedetto Val di Sambro (BO)
Strage di matrice terroristico-mafiosa

 

Breve storia dell'accaduto:
La sera del 23 dicembre 1984 un ordigno esplode sul treno rapido 904, nei pressi della località di San Benedetto Val di Sambro. Muoiono diciasette persone, i feriti saranno duecentosessantasei. Il treno era partito da Napoli con direzione Milano, carico di viaggiatori di rientro per le imminenti festività.

Per le modalità organizzative ed esecutive, nonché in relazione ai  personaggi coinvolti, l'attentato  è stato indicato dalla Commissione Parlamentare sul Terrorismo come il punto di collegamento tra gli anni di piombo e l'epoca del terrorismo di matrice mafiosa.
Il treno viene fatto esplodere alle 19.08, la detonazione è prodotta da una carica di esplosivo radiocomandata e posta su una griglia portabagagli lungo il corridoio della 9ª carrozza di II classe. L'ordigno era stato collocato sul treno durante la sosta presso la Stazione di Firenze.
Nel marzo 1985 vengono arrestati a Roma, per traffico di stupefacentI, Guido Cercola e il mafioso Giuseppe Calò. Le successive perquisizioni nel covo romano dei due mettono in luce la presenza di materiale esplosivo ed elettronico compatibile con quello utilizzato per l'attentato. 

Nel gennaio del 1986 il pm Pierluigi Vigna imputa formalmente la strage a Calò e a Cercola. Emerge poi un rapporto tra quest'ultimo e Friederich Schaudinn, terrorista tedesco che sarebbe stato incaricato di produrre alcuni dispositivi elettronici per attentati esplosivi.
Nel maxiprocesso dell' 8 novembre 1985, di fronte al giudice istruttore Giovanni Falcone emergono i legami intrecciati da Calò fra Mafia, Camorra, gli ambienti del terrorismo neofascista, la Loggia P2 fino ad arrivare alla Banda della Magliana.
Il 25 febbraio 1989, la Corte di Assise di Firenze stabilisce la pena dell'ergastolo per Calò, Cercola e per una serie di personaggi legati ai due ( Alfonso Galeota, Giulio Pirozzi e Giuseppe Misso ). Ventotto anni verranno inoltre comminati a Franco Di Agostino e venticinque a Schaudinn. Il processo di secondo grado conferma l'ergastolo per Calò e Cercola, eleva all'ergastolo anche la pena comminata a Di Agostino, decreta 22 anni per Schaudinn, accusato di banda armata, e assolve dal reato di strage, ma non da quello di detenzione illegale di esplosivo, Misso, Pirozzi e Galeota.
Il 5 marzo 1991 la prima sezione della Corte di Cassazione, presieduta da giudice Corrado Carnevale, annulla la sentenza di appello.
Il 14 marzo 1992, la Corte d'Assise di Firenze conferma tuttavia gli ergastoli per Calò e Cercola, condanna Di Agostino a 24 anni e Schaudinn a 22. Misso vede la propria condanna ridotta a soli tre anni per detenzione di esplosivo e Galeota e Pirozzi saranno condannati a un anno e sei mesi. Per tutti e tre viene confermata la precedente assoluzione dal reato di strage. La quinta sezione penale della Cassazione, il 24 novembre 1992, conferma queste sentenze e riconosce la "matrice terroristico-mafiosa" dell'attentato.
Il 18 febbraio 1994 la Corte di Assise di Appello di Firenze conclude il giudizio anche per il parlamentare del M.S.I. Massimo Abbatangelo, la cui posizione era stata intanto stralciata dal processo principale. Abbatangelo viene condannato a sei anni unicamente per possesso di esplosivo.
Il 27 aprile 2011 la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli emette una ordinanza di custodia cautelare a carico del boss mafioso Riina, accusato di essere il mandante della strage. Nel maggio 2013 la procura di Firenze chiede il rinvio a giudizio per Totò Riina quale "mandante, determinatore e istigatore della strage", inquadrando l'attentato nell'ambito di quella strategia che cercava di distogliere l'attenzione dello Stato dalle attività di Cosa Nostra in Sicilia. Il 13 maggio 2014 il Tribunale di Firenze fissa la data dell'udienza preliminare ai danni del boss di cosa Nostra Totò Riina accusato di essere il mandante della strage del treno 904.
Il nome di Riina è emerso nel 2010 dalle testimonianze di alcuni pentiti. Secondo le indagini la tecnica usata in questa strage è la stessa che verrà usata nelle successive stragi degli anni 90.

Il 25 novembre 2014 si avvia il processo nei confronti del boss di cosa nostra Totò Riina ritenuto il mandante della strage del rapido 904. Riina ha chiamato a testimoniare Marco Minniti sottosegretario con delega ai servizi segreti e Gianpiero Massolo direttore del Dis dopo la decisione del premier Renzi di aprire gli archivi dei servizi sulle stragi.

Alcuni familiari appartenenti all'associazione delle vittime e dei feriti della strage del rapido 904 si sono costituiti parte civile nel processo. L'associazione "Libera" è stata ammessa come parte civile. Ad aprile 2015, il capo dei capi di Cosa Nostra, Totò Riina, viene assolto da quest'accusa. Trent'anni dopo l'attentato, per la giustizia i colpevoli restano 'solo' i mafiosi Pippo Calò, Guido Cercola e Francesco Di Agostino, e un artificiere tedesco, Friedrich Schaudinn, tutti già condannati.

In occasione del 29° anniversario della strage del rapido 904, alle 13 in punto del 23 dicembre 2013, viene deposta una corona di fiori al binario 11 della stazione centrale di Napoli in memoria delle 16 vittime. Nel corso della manifestazione viene letto il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano all'Associazione dei familiari delle vittime della strage del 904 presieduta da Rosaria Manzo. Presenti insieme ai familiari delle vittime, il questore di Napoli Merolla, l'assessore alle politiche giovanili del Comune di Napoli Alessandra Clemente e l'assessore regionale alla cultura Pasquale Sommese, Don Tonino Palmese, referente di Libera Campania.

Il 18 dicembre 2014 alla vigilia del trentennale della strage, la giornalista Giuliana Covella ha presentato il libro - inchiesta  intitolato "Rapido 904, la strage dimenticata".

In occasione del trentennale della strage, numerosissime le iniziativa in memoria delle vittime della strage.
Nella stazione di Bologna è stata allestita una mostra di immagini della tragedia mentre [fino al 6 gennaio 2015. Inoltre] in Piazza Nettuno, [sempre nel capoluogo emiliano] è stato posto un totem commemorativo con la foto simbolo della strage di natale, una bambola trovata tra i detriti nella grande galleria. La mostra è stata curata dall'associazione Piantiamo la memoria ed è promossa dall'unione fotografi organizzati, Libera, rete degli archivi per non dimenticare.

In occasione del trentunesimo anniversario della strage di Natale sul Treno Rapido 904, la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha inviato ai familiari delle vittime un messaggio di "vicinanza e solidarietà".
"Ricordare questo atto spietato, con cui la mafia dichiarava guerra allo Stato tentando di scoraggiarne l`impegno contro il crimine organizzato, è certamente doloroso, ma è altrettanto necessario. Un Paese realmente democratico, oltre a rendere omaggio alle persone che furono vittime innocenti di un disegno perverso, deve essere sempre in grado di interrogarsi sul proprio passato, anche nelle sue vicende più torbide" ha scritto la terza carica dello Stato.
"Occorre soprattutto spiegare ai giovani - ha proseguito la presidente - che questa ed altre stragi sono state il prezzo pagato dal nostro Paese, ad una scellerata strategia criminale, e rafforzare in loro un forte senso di indignazione contro ogni forma di illegalità".
"La strage del Treno rapido 904, segnò l`inizio di una fase molto difficile per il nostro Paese. A quel feroce attacco le istituzioni e la società civile seppero reagire con determinazione e coraggio, difendendo le ragioni della giustizia e della legalità".
"Con analoga determinazione e fermezza, ancora oggi - ha concluso - non dobbiamo abbassare mai la guardia a fronte di ogni logica di violenza e di sopraffazione, se vogliamo preservare una convivenza realmente democratica"


L'attentato al rapido 904 è raccontata nel libro di Raffaele Sardo "Al di là della notte" edito da Pironti nel 2010. La strage è anche ricordata nel "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia" pubblicato da Castelvecchi nel 2013.

Collegamenti ipertestuali relativi alla "Strage di Natale"

Blog, link, social network, video:
1) Portale dell' "Associazione tra i familiari delle vittime della strage sul treno rapido 904 del 23 dicembre 1983" http://www.stragetreno904.com/ST9/
2) Pagina sull'attentato al Rapido 904 contenuta al'interno dell'enciclopedia Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_del_Rapido_904

3) Documentario realizzato dalla trasmissione "La storia siamo noi" http://www.youtube.com/watch?v=4w65RYwx1pE&hd=1

4) http://video.corriere.it/strage-rapido-904-immagini-epoca/76baf33e-b990-11e2-a28f-ca192031e3e7


5) https://it-it.facebook.com/pages/Associazione-strage-treno-904/227166927351501

 

 

 

Elenco delle vittime (età in anni)
Giovanbattista Altobelli (51)
Luisella Matarazzo (25)
Anna Maria Brandi (26)
Carmine Moccia (30)
Angela Calvanese in De Simone (33)
Valeria Moratello (22)
Anna De Simone (9)
Maria Luigia Morini (45)
Giovanni De Simone (4)
Federica Taglialatela (12)
Nicola De Simone (40)
Abramo Vastarella (29)
Susanna Cavalli (22)

Lucia Cerrato (66)
Gioacchino Taglialatela
(50 successivamente)
Pier Francesco Leoni (23)
Giovanni Calabrò
(67 successivamente)