Rassegna stampa dedicata al tema dei beni confiscati alla criminalità e destinati a edilizia residenziale pubblica

Data pubblicazione: 20-10-2015
 

Con questa rassegna stampa dedicata al tema della destinazione ad alloggi popolari degli immobili confiscati alla criminalità organizzata, si vuole porre l'attenzione su diverse iniziative che in Italia stanno aprendo nuovi orizzonti per quanto riguarda la coscienza della legalità e, allo stesso tempo, la soluzione dell'emergenza abitativa nel nostro paese.
Partendo dalle dichiarazioni del prefetto Postiglione, direttore dell'Agenzia Nazionale per l'amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia, si porterà alla conoscenza dei lettori l'innovativo "Programma di recupero ai fini abitativi degli immobili confiscati alla criminalità organizzata" e diversi esempi di Comuni Italiani che, o aderendo al Programma, o già negli anni precedenti, hanno realizzato alloggi popolari in edifici confiscati.

 

_Le dichiarazioni del prefetto Umberto Postiglione, 8/10/2015:

ANSA 8OTT2015 BENI CONFISCATI Mafia:Postiglione,beni confiscati diventino alloggi popolari
  
(ANSA) - CATANIA, 8 OTT - "Se prendiamo i beni tolti ai mafiosi e li diamo come alloggi popolari facciamo un'operazione che è un segnale concreto di legalità. Questa è legalità concreta, trasmissibile, percepibile. Noi forse, da un destino terribile salviamo tanti ragazzi perché hanno la possibilità di integrarsi in un territorio che non è completamente nelle mani del gruppo dominante". L'ha detto il direttore dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia, Umberto Postiglione, parlando con i giornalisti ad Aci Castello (Catania).
   "Ci sono alcuni disegni di legge integrati in una proposta all'esame del Parlamento. Spero - ha aggiunto Postiglione - che si possa tener conto anche dei ragionamenti che abbiamo fatto in questi anni di attività, perché ho trovato un'Agenzia che poteva crescere anche grazie al lavoro dei miei predecessori".
   "Le modalità di assegnazione dei beni - ha proseguito Postiglione - sono state pensate in maniera estremamente legata ai significati della lotta alla mafia: non si possono vendere, devono ospitare attività che in qualche maniera si colleghino al progresso sociale. Tutte cose possibili quando i beni hanno qualche contenuto, ma quando cominciamo a parlare di situazioni come quella che ho trovato in provincia di Palermo, con 4 mila e rotti beni, alcuni dei quali inutilizzabili, Non si ha una concreta possibilità di collocarli".
   "Stiamo tentando di fare evolvere questa attività prevista dalla legge - ha continuato - attraverso interpretazioni che sono state condivise e che vengono sostenute e che sono molto apprezzate dagli enti locali. Parlo di un utilizzo sociale con il merito enorme di non creare nuovi quartieri ghetto".
   "In un anno - ha aggiunto Postiglione - abbiamo consegnato e restituito alla società civile qualcosa come 3.350 beni, una cifra imponente, che meriterebbe di essere presa in considerazione quando si esprimono facili giudizi, come amano fare anche tanti cultori di professione della legalità. Oggi siamo con una sorta di pareggio tra i beni acquisiti dallo Stato derivanti dalle misure di prevenzione e i proventi che arrivano allo Stato dai sequestri e dalle confische fatti come sanzioni accessorie nei processi penali". (ANSA).

 

_Il Programma per il recupero ai fini abitativi degli immobili confiscati alla criminalità, Decreto del 30/01/2015:

1)_Testo del decreto e link al sito della Gazzetta Ufficiale:

                IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE
                           E DEI TRASPORTI
 
 
                           di concerto con
 
 
                      IL MINISTRO DELL'ECONOMIA
                           E DELLE FINANZE
 
  Visto il decreto-legge 25  giugno  2008,  n.  112,  convertito  con
modificazioni  dalla  legge  6   agosto   2008,   n.   133,   recante
«Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la  semplificazione,
la competitivita', la stabilizzazione della  finanza  pubblica  e  la
perequazione tributaria»;
  Visto, in particolare, l'art. 11, comma 1, del citato decreto-legge
n. 112/2008, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  6  agosto
2008, n. 133, che dispone l'approvazione, con decreto del  Presidente
del Consiglio dei ministri, previa delibera del CIPE e  d'intesa  con
la Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo  28
agosto 1997, n. 281, e  successive  modificazioni,  su  proposta  del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di un Piano  nazionale
di edilizia abitativa al fine di garantire  su  tutto  il  territorio
nazionale i livelli minimi essenziali di fabbisogno abitativo per  il
pieno sviluppo della persona umana;
  Visto il comma 12 del  richiamato  art.  11  che  dispone  che  per
l'attuazione degli interventi facenti parte del  Piano  nazionale  di
edilizia abitativa e' istituito un  apposito  Fondo  nello  stato  di
previsione del Ministero delle infrastrutture e  dei  trasporti,  nel
quale confluiscono le risorse finanziarie di cui  all'art.  1,  comma
1154, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, di cui all'art. 3,  comma
108, della legge 24 dicembre  2003,  n.  350,  nonche'  di  cui  agli
articoli 21, 21-bis, e 41 del decreto-legge 1° ottobre 2007, n.  159,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n.  222,
e successive modificazioni;
  Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  16
luglio 2009, registrato alla  Corte  dei  conti  il  3  agosto  2009,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 19 agosto 2009, n.  191,  con  il
quale e' stato approvato il «Piano nazionale di  edilizia  abitativa»
di cui all'art. 11 del citato decreto-legge 25 giugno 2008,  n.  112,
convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
  Considerato che il predetto Piano nazionale di  edilizia  abitativa
si  prefigge  in  primo  luogo  l'obbiettivo   di   incrementare   la
disponibilita' di  alloggi  da  destinare  ad  edilizia  sociale  con
risorse dello Stato, delle regioni, delle provincie  autonome,  degli
enti locali e di altri enti pubblici;
  Visto in particolare l'art. 1, comma 1, lettera e) del citato Piano
nazionale  di  edilizia  abitativa  che   prevede   come   linea   la
realizzazione  di  programmi  integrati  di  promozione  di  edilizia
residenziale sociale;
  Considerato che in attuazione dell'art. 11,  comma  12  del  citato
decreto-legge  n.  112/2008  e'  stato  istituito  nello   stato   di
previsione del Ministero delle infrastrutture  e  dei  trasporti,  il
capitolo  n.  7440  denominato  «Fondo  per  l'attuazione  del  Piano
nazionale di edilizia abitativa»;
  Considerato  che  sulle  disponibilita'  del  citato   «Fondo   per
l'attuazione del Piano nazionale di edilizia abitativa» risultano non
ancora destinate risorse per complessivi  euro  7.092.109,00  di  cui
3.669.232,00 come residui di stanziamento provenienti  dall'esercizio
finanziario 2013  ed  euro  3.422.877,00  come  competenza  esercizio
finanziario 2014;
  Ravvisata l'opportunita' di attuare una iniziativa tesa a  favorire
l'utilizzo  ai  fini  abitativi  degli   immobili   confiscati   alla
criminalita' organizzata con una dotazione finanziaria complessiva di
euro 18.094.353,00;
  Visto l'art. 48 del decreto legislativo 6 settembre 2011,  n.  159,
nonche' l'art. 110 del medesimo,  istitutivo  dell'Agenzia  nazionale
per  l'amministrazione  dei  beni  sequestrati  e   confiscati   alla
criminalita' organizzata;
  Sentita  l'Agenzia  nazionale  per   l'amministrazione   dei   beni
sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata;
  Visto il parere favorevole reso dal Ministero dell'interno espresso
con nota in data 15 aprile 2014 prot. 11001/119/6(1);
 
                              Decreta:
 
                               Art. 1
 
 
             Programma per il recupero ai fini abitativi
             degli immobili confiscati alla criminalita'
 
  1. Al fine di incrementare il patrimonio di  edilizia  residenziale
pubblica da destinare alle  categorie  sociali  piu'  svantaggiate  e
prioritariamente ai  soggetti  nei  cui  confronti  e'  stato  emesso
provvedimento esecutivo di rilascio il Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti - Direzione  generale  per  la  condizione  abitativa
promuove  un  programma  innovativo  di   recupero   degli   immobili
confiscati alla criminalita' da conferire,  ai  sensi  dell'art.  48,
comma 3, lettera c) del decreto legislativo 6 settembre 2011,  n.159,
in  proprieta'  ai  comuni  nel  cui  territorio  i  citati  immobili
ricadono.
  2. L'Agenzia nazionale per l'amministrazione dei beni sequestrati e
confiscati  alla  criminalita'  organizzata  individua  gli  immobili
confiscati  da  destinare  alla  finalita'  di   cui   al   comma   1
prioritariamente tra quelli che ricadono  nei  comuni  capoluoghi  di
regione e, in mancanza di immobili ritenuti idonei  dalle  competenti
amministrazioni comunali, nei comuni a tensione abitativa di cui alla
delibera CIPE 13  novembre  2003  e,  ricevuta  dall'ente  locale  la
valutazione in ordine ai  costi  di  adeguamento  ai  fini  abitativi
ovvero  dal  Provveditorato  interregionale  alle   opere   pubbliche
competente per territorio, procede al conferimento degli immobili  ai
sensi delle norme che disciplinano l'attivita'  dell'Agenzia  dandone
comunicazione al Ministero delle infrastrutture e dei  trasporti  che
procede ai sensi del successivo comma 6 sino alla  concorrenza  delle
disponibilita' finanziarie di cui all'art. 2 del presente decreto.
  3. Gli immobili recuperati  ai  sensi  del  presente  decreto  sono
destinati alle categorie sociali piu' svantaggiate e prioritariamente
ai soggetti nei cui confronti e' stato emesso provvedimento esecutivo
di rilascio.
  4. L'elenco  e  le  caratteristiche  degli  immobili  destinati  al
programma di cui al presente decreto e lo stato  di  avanzamento  dei
conferimenti agli enti locali e delle assegnazioni degli alloggi agli
aventi diritto e' pubblicato sul sito internet  del  Ministero  delle
infrastrutture e dei trasporti.
  5. Le attivita' relative alla progettazione, all'affidamento e alla
gestione dei lavori sono svolte da ciascun ente  locale  direttamente
ovvero  avvalendosi  dei  Provveditorati  interregionali  alle  opere
pubbliche competenti per territorio ai sensi dell'art. 33 del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
  6. Le risorse necessarie per l'adeguamento ai fini abitativi  degli
immobili confiscati, fino ad euro 7.092.109,00 per  l'anno  2014,  ad
euro 3.488.806,00 per l'anno 2015, ad euro  3.671.139,00  per  l'anno
2016 e ad euro 3.842.299,00  per  l'anno  2017,  sono  trasferite  ai
comuni interessati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
- Direzione generale per la condizione abitativa.
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/03/16/15A01932/sg;jsessionid=XTaVbLyOkPoBOWhYy859gA__.ntc-as3-guri2b


2)_"Periodico di informazione ed approfondimento su: Politiche dell' abitare e abitare sostenibile", Politiche abitative, Area Welfare CGIL nazionale, 10/2015:

"Decreto 30/1/2015 del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti "Programma per il recupero ai fini abitativi degli immobili confiscati alla criminalità"
Con la pubblicazione nella G.U. n. 62 del 16 marzo 2015 del decreto del Ministero delle Infrastrutture 30 gennaio 2015, è entrato in vigore il programma che finanzia le opere di adeguamento degli edifici. L'importo previsto è di 18 milioni per il periodo 2014-17. L'Agenzia nazionale per l'amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata individua gli immobili da destinare all'edilizia abitativa prioritariamente tra quelli che ricadono nei comuni capoluoghi di regione. Gli immobili recuperati sono destinati alle categorie sociali più svantaggiate. Le attività relative a progettazione, affidamento e gestione dei lavori sono svolte da ciascun ente locale direttamente o avvalendosi dei Provveditorati interregionali alle opere pubbliche competenti per territorio. Le risorse necessarie, fino a 7.092.109 euro per l'anno 2014, 3.488.806 euro per il 2015, 3.671.139 euro per il 2016 e 3.842.299 euro per il 2017 sono trasferite ai comuni interessati dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti - Direzione generale per la condizione abitativa."

http://www.cgil.it/Archivio/Welfare/Politiche_abitative/Newsletter_2015%5CPolitiche_abitative_news_n.10.pdf


3)_Dal sito de Il Sole 24 Ore, Edilizia e Territorio, 26/03/2015:

"Social housing con gli immobili sequestrati alla mafia, ecco come funziona
di Massimo Frontera

Fischio d'avvio al riutilizzo, ai fini di housing sociale, degli immobili confiscati alla mafia. Il «programma innovativo» prende l'avvio dal decreto Infrastrutture-Economia, firmato dal ministro Maurizio Lupi, appena pochi giorni prima della bufera scoppiata per l'inchiesta delle procura di Firenze che ha poi portato alle dimissioni del ministro.
Il provvedimento individua una dotazione finanziaria di quasi 18,1 milioni di euro per riconvertire gli immobili confiscati a fini abitativi, assegnandoli «prioritariamente» alle famiglie con sfratto esecutivo. E dal momento che il problema sfratti è concentrato soprattutto nelle grandi città, gli immobili andranno selezionati «prioritariamente tra quelli che ricadono nei comuni capoluoghi di regione e, in mancanza di immobili ritenuti idonei dalle competenti amministrazioni comunali, nei comuni a tensione abitativa», come definiti dalla delibera Cipe del 2003.
I beni vengono individuati dall'Agenzia nazionale per l'amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Una volta individuati i beni più adatti, il Comune o il Provveditorato competente per territorio fanno una stima dei costi necessari per rendere abitabile l'edificio. Successivamente l'immobile viene conferito all'ente locale che lo assegna agli inquilini. Il Comune può mantenere la gestione dell'immobile oppure assegnarla in concessione a titolo gratuito, a enti o associazioni.

Lavori e progettazione in house
I lavori per il recupero e la progettazione dell'intervento possono essere fatti direttamente dai comuni interessati o, in alternativa, dai provveditorati. Sarà il ministero delle Infrastrutture a trasferire le risorse agli enti locali. I 18 milioni sono ripartiti sull'arco di un quadriennio, con la seguente scansione: 2014 (7,1 milioni di euro), 2015 (3,5 milioni), 2016 (3,6 milioni), 2017 (3, 8 milioni).

Gli immobili
L'ambito degli immobili è quello indicato dal Dlgs 159/2011, articolo 48, comma 3 lettera "c)". La norma prevede in particolare che gli immobili siano «trasferiti per finalità istituzionali o sociali, in via prioritaria, al patrimonio del comune ove l'immobile è sito, ovvero al patrimonio della provincia o della regione». «Gli enti territoriali - prosegue ancora la norma - provvedono a formare un apposito elenco dei beni confiscati ad essi trasferiti, che viene periodicamente aggiornato. L'elenco, reso pubblico con adeguate forme e in modo permanente, deve contenere i dati concernenti la consistenza, la destinazione e l'utilizzazione dei beni nonché, in caso di assegnazione a terzi, i dati identificativi del concessionario e gli estremi, l'oggetto e la durata dell'atto di concessione. Gli enti territoriali, anche consorziandosi o attraverso associazioni, possono amministrare direttamente il bene o, sulla base di apposita convenzione, assegnarlo in concessione, a titolo gratuito e nel rispetto dei principi di trasparenza, adeguata pubblicità e parità di trattamento, a comunità, anche giovanili, ad enti, ad associazioni maggiormente rappresentative degli enti locali, ad organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, a cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, o a comunità terapeutiche e centri di recupero e cura di tossicodipendenti di cui al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, nonché alle associazioni di protezione ambientale riconosciute ai sensi dell'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni. La convenzione disciplina la durata, l'uso del bene, le modalità di controllo sulla sua utilizzazione, le cause di risoluzione del rapporto e le modalità del rinnovo. I beni non assegnati possono essere utilizzati dagli enti territoriali per finalità di lucro e i relativi proventi devono essere reimpiegati esclusivamente per finalità sociali. Se entro un anno l'ente territoriale non ha provveduto alla destinazione del bene, l'Agenzia dispone la revoca del trasferimento ovvero la nomina di un commissario con poteri sostitutivi. Alla scadenza di sei mesi il sindaco invia al Direttore dell'Agenzia una relazione sullo stato della procedura»."
http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/print/AbkKnUYL/0?refresh_ce=1


4)_Dal sito LAVORINCASA.IT, 06/04/2015:

"I beni confiscati diventano alloggi sociali
NEWS DI IMMOBILIARE
Un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti prevede lo stanziamento di risorse per la conversione di immobili confiscati in alloggi sociali. ARCH. ILENIA PIZZICO
Social housing tra emergenza abitativa e disponibilità di immobili
Il Social Housing nasce dall'esigenza di poter mettere a disposizione uno spazioabitativo anche ai nuclei famigliari più disagiati, che non possono affrontare spese per l'acquisto o l'affitto secondo i prezzi di mercato.
Così nascono i cosiddetti alloggi popolariche, con canoni agevolati o concordati, si prestano ad essere abitati da famiglie che, secondo criteri ben precisi, risultano in lista per l'accesso agli stessi.
In Italia la situazione degli alloggi popolari è al limite del collasso: sia nelle grandi città che nelle piccole realtà, dal dopoguerra a oggi, quasi nulla è stato fatto per ammodernare questi manufatti, spesso fatiscenti, o per costruirne di nuovi, dando un nuovo volto alle nostre periferie. Le ragioni sono da ricercare nella scarsissime disponibilità economiche degli enti che si trovano a dover gestire un patrimonio immenso e con un basso livello di manutenzione; i canoni troppo bassi e la cattiva gestione del patrimonio immobiliare e finanziario hanno portato a una situazione oramai incontrollabile.
È notizia di questi giorni, ad esempio, il caso degli immobili del Comune di Roma, affittati a pochi euro o, addirittura, regalati a chi decide in autonomia di non dovere alcunché per l'occupazione degli stessi.

Le ricadute sull'economia nazionale sono molto pesanti: gli immobili continuano ad essere abbandonati a se stessi, senza alcuna manutenzione, vengono costruiti pochissimi nuovi alloggi e le famiglie bisognose non riescono a salire nelle graduatorie, oramai bloccate per indisponibilità o per procedure di attribuzione poco chiare.
In Italia le chiamiamo case popolari, ma all'estero il Social Housing rappresenta una diversa e virtuosa realtà: nei Paesi del Nord Europa, come Danimarca, Svezia, ma anche Inghilterra e Germania vivere all'interno di un alloggio sociale significa avere il privilegio disperimentare spazi sostenibili, di piccola dimensione ma dotati di comfort, materiali e sistemi al passo coi tempi, rispettosi di chi vive gli spazi stessi e dell'ambiente circostante.
Gli alloggi sociali vengono costruiti nelle periferie, ma unitamente alla realizzazione di opere di urbanizzazione tali da garantire uno stile di vita gradevole: mezzi di trasporto efficienti, luoghi di aggregazione all'aperto e al chiuso, servizi per la famiglia, come scuole, asili, ospedali. Insomma, tutto sembra funzionare alla perfezione in questo sistema pensato per le categorie più svantaggiate.
Ma torniamo al nostro Paese: pochissimi sono gli esempi virtuosi di aziende di edilizia pubblica o di Comuni che hanno dato vita a progetti di Social Housing; tra gli ultimi interventi promossi è sicuramente da citare ilVillaggio Expo Cascina Merlata a Milanoche, progettato da alcuni dei più blasonati studi di architettura italiani, diventeranno alloggi sociali con tre tipologie di contratto: affitto, vendita e patto di futura vendita.
Un altro intervento degno di nota è quello della città ligure di Arenzano che, recentemente, dopo le attività di restauro, ha restituito alla collettività Villa Mina, inaugurando gli alloggi sociali, il parco e gli spazi polivalenti in essa contenuti.

Se le costruzioni ex novo portano con sé la necessità imprescindibile di risorse economiche ingenti, spesso non disponibili, il riuso di spazi non più utilizzati, ma che sono nelle disponibilità dello Stato, potrebbe costituire una interessante soluzione per la realizzazione di spazi sociali con spese d'intervento contenute.

Notizia recente è quella della destinazione di un fondo da parte dello Stato per la realizzazione diabitazioni sociali in beni confiscati alla criminalità organizzata.
Al di là delle sporadiche iniziative che, negli anni, alcune Regioni hanno promosso per l'utilizzo di immobili confiscati alle diverse organizzazioni criminali, il 16 marzo 2015 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 62 il Programma per il recupero ai fini abitativi degli immobili confiscati alla criminalità, in attuazione del Decreto 30 gennaio 2015 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Tale programma parte dalla necessità di incrementare la disponibilità di alloggi da destinare ad edilizia sociale con risorse dello Stato, delle Regioni, degli enti locali e di altri enti pubblici, prevista dal Piano nazionale di edilizia abitativa. Sarà l'Agenzia nazionale per l'amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ad individuare gli immobili da destinare alle categorie più svantaggiate; in primo luogo saranno individuati stabili ricadenti nei capoluoghi di Regione e affidati in proprietà al Comune nei quali essi sono siti e che dovrà curarne la progettazione e l'avvio dei lavori.
Le risorse finanziarie stanziate ammontano a circa € 18.000.000,00.

Attraverso l'applicazione di questo decreto si avranno ricadute positive sull'economia su diversi fronti: in primo luogo, una volta contrastata l'azione delle varie forme di criminalità organizzata e con la successiva confisca dei beni, si porranno nelle disponibilità dello Stato immobili, senza alcun onere di spesa.
Tali risorse saranno poi messe a disposizione della collettività e riconfigurate in maniera tale da costituire alloggi sociali per famiglie bisognose; infine, le attività di restyling consentiranno di avere affidamenti di lavori e di progettazione: da un lato il settore delle costruzioni ne trarrà vantaggio, dall'altro si avrà un recupero degli immobili con un conseguente miglioramento del nostro tessutoedilizio."
http://www.lavorincasa.it/social-housing-con-beni-confiscati/

5)_Dal sito: legislazionetecnica.it, Edilizia e Urbanistica:
"Destinati 18 milioni di Euro per un programma di edilizia sociale nell'ambito del Piano nazionale di edilizia abitativa di cui al D.L. 112/2008. Gli immobili saranno conferiti in proprietà agli enti locali che provvederanno direttamente alla progettazione, affidamento e gestione dei lavori.
A cura di:
Redazione Legislazione Tecnica

Con la pubblicazione - sulla Gazzetta Ufficiale n. 62 del 16/03/2015 – del D.M. 30/01/2015, ha preso il via un programma di recupero a fini abitativi degli immobili confiscati alla criminalità organizzata, finalizzato ad incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica da destinare prioritariamente alle categorie sociali più svantaggiate e, prioritariamente, ai soggetti nei cui confronti è stato emesso un provvedimento esecutivo di sfratto.
Il programma si innesta nell'ambito del "Piano nazionale di edilizia abitativa" - previsto dall'articolo 11 del D.L. 112/2008 (conv. L. 133/2008) e successivamente attuato con il D.P.C.M. 16/07/2009 - e segnatamente all'interno della linea di intervento "programmi integrati di promozione di edilizia residenziale sociale" di cui all'art. 1, comma 1, lettera e), del citato D.P.C.M. 16/07/2009.
All'attuazione del programma sono destinate risorse pari a circa 18 milioni di Euro, fino al 2017, reperite prevalentemente nell'ambito del "Fondo per l'attuazione del Piano nazionale di edilizia abitativa" istituito nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ai sensi dell'art. 11, comma 12, del D.L. 112/2008. Per maggiori dettagli sul "Piano nazionale di edilizia abitativa" si rinvia all'articolo Piano nazionale per l'edilizia residenziale sociale D.L. 112/2008.
Queste in estrema sintesi le fasi del programma.
Gli immobili da destinare al programma sono individuati dall'Agenzia nazionale per l'amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (istituita dall'art. 110 del D. Leg.vo 159/2011, di qui appresso "Agenzia"), prioritariamente tra quelli ricadenti nei capoluoghi di regione e nei comuni ad alta tensione abitativa di cui alla Delib. CIPE 87/2003.
L'ente locale (o il Provveditorato interregionale alle opere pubbliche) procede ad una valutazione circa i costi di adeguamento a fini abitativi.
L'Agenzia procede a conferire gli immobili in questione in proprietà ai Comuni nel cui territorio ricadono.
Gli enti locali procedono direttamente, o con il supporto del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche, alle attività relative alla progettazione, affidamento e gestione dei lavori.
L'assegnazione agli aventi diritto avverrà tramite appositi bandi pubblicati dagli enti locali interessati.
Sul sito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sarà possibile monitorare l'andamento del programma (elenco immobili, conferimento agli enti locali, avanzamento lavori, assegnazione agli aventi diritto)."

http://www.legislazionetecnica.it/1649152/prd/news-normativa/recupero-fini-abitativi-immobili-confiscati-alla-criminalit%C3%A0-organizzata


_Gli esempi di Edilizia Residenziale Pubblica in immobili confiscati nei vari Comuni Italiani


1)_Napoli, dal sito del Comune di Napoli:

"Elenco dei beni confiscati
I beni confiscati alla criminalità organizzata, rappresentano un patrimonio di enorme valore non solo per l'oggettivo prestigio patrimoniale di tali immobili, ma soprattutto per il loro grande significato simbolico: sono, infatti, il segno tangibile dell'azione dello stato contro le mafie.

La legge n. 575/1965 s.m.i. e il D.lgs 159 del 6 settembre 2011 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché delle nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136) individua i Comuni quali destinatari di diversi beni immobili confiscati alla criminalità organizzata, da utilizzare per fini istituzionali o sociali.

Ai sensi dell'art. 48 comma 3 lett. c del nuovo Codice, gli Enti Territoriali sono tenuti a predisporre apposito elenco da pubblicare e aggiornare periodicamente. L'Amministrazione comunale, anche alla luce della più recente legislazione, nonché dell'apertura a Napoli di una sede dell'Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni confiscati, si è posta quale obiettivo prioritario il pieno utilizzo dei beni in questione sia perché l'aggressione ai patrimoni mafiosi si è dimostrata uno degli strumenti più efficaci per la disarticolazione delle aggregazioni criminali sia perché il valore simbolico della restituzione alla collettività dei beni illecitamente sottratti assume una particolare rilevanza sociale."
http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/16649


2)_Roma, dal sito del Comune di Roma:
"Casa, la svolta del Campidoglio: gestione diretta Erp, nuove case popolari, stop a fitti passivi e residence
Roma, 10 luglio – Legalità, trasparenza e dunque risparmi e più case a chi ne ha veramente bisogno. Alla luce di questi obiettivi il Campidoglio sta mettendo in campo una vera e propria riforma del settore casa, in particolare degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (case popolari), assumendone la gestione in forma diretta – e non più, come finora, tramite una società esterna –, conducendo una lotta serrata alle occupazioni abusive e alle vendite sotto banco e puntando a vendere il patrimonio Erp per investire il ricavato in nuovi alloggi. Del ‘pacchetto' fanno parte anche altre voci: eliminazione di sedi comunali in affitto, vendita di case del patrimonio disponibile (non Erp), nuovo bando per l'assistenza alloggiativa che affronta l'emergenza lasciandosi alle spalle i residence. E altro ancora. Le novità sono state illustrate in Campidoglio dal sindaco Ignazio Marino e dalle assessore Alessandra Cattoi (Patrimonio) e Francesca Danese (Casa ed Emergenza Abitativa).
Ed eccole, le novità e le procedure in atto, una ad una:
[…]

Case popolari, le altre opportunità: oltre al meccanismo vendita-acquisto e al recupero delle case oggetto di abusi, nuova edilizia popolare potrà nascere grazie ai "contratti di quartiere" Corviale e Primavalle, per i quali è stata da poco approvata la delibera (recupero di immobili regionali e comunali da destinare a pubblico interesse) e dallo svincolo dei fondi ex Gescal, fermi da oltre vent'anni, grazie all'accordo siglato da Regione-Roma Capitale-Ater. I primi 50 milioni sbloccati vanno ad Ater per comprare 500 appartamenti.

Altro capitolo, quello dei beni confiscati alla criminalità organizzata: già inoltrate richieste alle autorità competenti (e tenuti incontri con la Procura antimafia) per destinare all'emergenza abitativa beni di questa provenienza come, ad esempio, una palazzina a via dei Reti che sta per essere assegnata.

[…]

Addio residence, parte un nuovo sistema: suona l'ora dei Caat (Centri di Assistenza Alloggiativa Temporanea). Chiusi finora i residence di Pietralata (due edifici: via Ennio Porrino e via di Villabassa), ricollocando circa settanta famiglie in altre strutture e risparmiando così circa 3 milioni l'anno. L'intento è proseguire con le chiusure e dire definitivamente addio al vecchio sistema, passando al SAAT (Servizio di Assistenza Alloggiativa Temporanea). Punto di svolta, la gara pubblica europea prevista dalla delibera di Giunta n. 376 del 30/12/2014. Tempi inizialmente lunghi (72 giorni dalla pubblicazione solo per la presentazione delle offerte), poi la nomina della commissione per valutare le offerte e infine l'aggiudicazione del servizio. Obiettivo, mille famiglie già ospitate nei residence. Estensione temporale del servizio: fino al 31 dicembre 2017. Nel frattempo, si continuano a utilizzare i Caat che scadono nel 2018 (via di Val Cannuta, via Montecarotto, via di Fioranello, via Cristoforo Colombo) per un totale di 460 famiglie; e a circa 400 nuclei familiari dei residence sarà erogato – come già accennato – il buono casa ex delibera di Giunta n. 150 del 2014, mentre i Municipi provvederanno – in base alla stessa delibera – ad erogare il "contributo all'affitto". In parallelo, potenziamento delle verifiche dei requisiti per aver posto nei Caat e, nel caso, delle azioni di contrasto: rilascio, sgombero, dismissioni."

[…]

9 LUG 2015 – PV

https://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW899267&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId:jp_pagecode


3)_Sicilia, dal sito dell' ANBSC:

"08/10/2015 - Comunicato Stampa - Consegnati 202 immobili  per emergenza abitativa e finalità sociali
Oggi 8 ottobre 2015, alle ore 12,00, presso la struttura confiscata denominata "lido dei ciclopi", sita in aci castello via provinciale n.2, alla presenza dei vertici della magistratura di Catania, del prefetto di Catania e degli altri prefetti delle province interessate, il prefetto Umberto Postiglione, direttore dell'Agenzia Nazionale per l'Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati Confiscati alla Criminalità Organizzata, ha consegnato a diversi sindaci dei comuni delle province di Catania, Messina, Siracusa, Ragusa, Agrigento, Caltanissetta ed Enna n. 202 immobili confiscati alla mafia, tra appartamenti da destinare all'emergenza abitativa e terreni da destinare per finalità sociali.Nel corso della stessa cerimonia, il prefetto Postiglione ha consegnato alla Direzione Regionale Sicilia dell'agenzia del Demanio ulteriori n. 11 immobili che verranno mantenuti al patrimonio dello stato e destinati ad alloggi di servizio delle forze dell'ordine ed alla realizzazione della nuova caserma carabinieri della stazione di Militello Val di Catania."

http://www.benisequestraticonfiscati.it/Joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=1820:2015-10-12-07-36-26&catid=1:ultime&Itemid=11


4)_Palermo, dal sito del comune di Palermo:
"Riutilizzo per finalità istituzionali e sociali dei beni confiscati
(data pubblicazione 08-MAG-15)
Questa mattina, l'Agenzia nazionale dei beni confiscati e sequestrati alla mafia e il Comune di Palermo hanno sottoscritto una convenzione per 'l'efficiente amministrazione e riutilizzo per finalità istituzionali e sociali dei beni confiscati' nel capoluogo siciliano. Il Protocollo d'intesa, siglato presso la sede di Palermo dell'Agenzia, è stato firmato dal prefetto Umberto Postiglione e dal sindaco Leoluca Orlando, alla presenza dell'assessore comunale al Bilancio, Luciano Abbonato. Contestualmente alla firma della convenzione, l'Agenzia ha consegnato al Comune un bene sequestrato a Cosa nostra, la villa di via Bernini, confiscata ai Sansone, che sarà destinata come casa comune e luogo d'incontro per le associazioni.

'Il protocollo d'intesa - ha affermato l'assessore Abbonato - mira a consolidare la collaborazione tra l'amministrazione comunale e l'Agenzia, rendendo stabile e continuo lo scambio di informazioni circa i beni a disposizione di quest'ultima, che si potrà adesso avvalere anche di personale comunale per effettuare sopralluoghi e valutazioni sullo stato giuridico e manutentivo degli immobili e per accelerare le procedure di assegnazione, anche in via provvisoria, al Comune di Palermo. Al contempo tale stabile collaborazione consentirà di identificare gli immobili a disposizione dell'agenzia da recuperare, con l'utilizzo dei fondi europei e di quelli nazionali, 18 milioni di euro, messi a disposizione dal recente decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti'.

'L'aspetto più importante di questo decreto - ha spiegato il sindaco Orlando - non è solo lo stanziamento di risorse, ma il fatto che si stabilisce che c'è una finalità sociale all'utilizzo di questi beni, che coincide con l'emergenza abitativa, cosa che non era mai accaduta prima. La cosa più rilevante, quindi, è che si definisce questo nuovo orientamento: la priorità dell'emergenza abitativa nell'assegnazione dei beni confiscati. Già abbiamo consegnato 15 alloggi nei giorni scorsi, altri sono in assegnazione e - ha concluso Orlando - ed oggi prendiamo in consegna un altro bene, in via Bernini, e parliamo di una villa accanto a quella in cui risiedeva, prima di essere arrestato, il boss Riina'. "
http://www.comune.palermo.it/noticext.php?cat=1&id=7109


_Palermo, da: "Periodico di informazione ed approfondimento su: Politiche dell' abitare e abitare sostenibile", Politiche abitative, Area Welfare CGIL nazionale, 10/2015:

"Case popolari negli appartamenti confiscati alla mafia Gli appartamenti confiscati alla mafia diventeranno case popolari, un impiego sociale che costituisce un'azione concreta nello spesso tormentato iter della lotta ai patrimoni delle cosche. Il prefetto Umberto Postiglione, direttore dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ha firmato con il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, un protocollo per la consegna di immobili da destinare ad edilizia popolare con l'obiettivo di risolvere l'emergenza abitativa e venire incontro a molte famiglie disagiate. Il Prefetto ha sottolineato che si parla di "un percorso di legalità partecipata e percepita. Quando si assegna una casa in un qualsiasi posto della città a una famiglia bisognosa, si dà un segnale concreto dell'azione intrapresa dallo Stato e, al tempo stesso, si sottrae quella famiglia a un bacino di sottocultura. Insomma si dimostra concretamente, dando un tetto a chi ne ha realmente bisogno, che la lotta alla mafia produce risultati anche in termini sociali e in capacità di assistenza ai cittadini". Dalle parole del Prefetto "da ottobre ad oggi sono stati consegnati in Sicilia 950 beni immobili confiscati. Inoltre il consiglio direttivo dell'Agenzia ha deliberato il 25 marzo scorso la consegna di 2.500 beni su tutto il territorio nazionale, tra aziende, immobili e terreni. Tra questi la Sicilia detiene il primato, con oltre il 40%. In tutta la Sicilia sono 3.000 gli immobili ancora da destinare; nella sola provincia di Palermo sono stati recentemente consegnati 80 immobili, di cui 31 per emergenza abitativa. La consegna di alcuni immobili sottratti alla criminalità organizzata per essere utilizzati come alloggi di edilizia popolare permette di dare respiro alla città e ai suoi abitanti. Questi sono segnali concreti di passaporti di legalità a fasce della popolazione meno agiate". Il prefetto, commentando la firma del protocollo con il sindaco di Palermo, ha evidenziato l'importanza del "decreto del ministero delle infrastrutture e trasporti che prevede per i capoluoghi di regione lo stanziamento, in tutta Italia, di un finanziamento di 18 milioni di euro da spalmare in tre anni da destinare a quegli immobili confiscati che necessitano di una ristrutturazione. Spero di poter dare al Comune di Palermo una grossa quantità di immobili". "

http://www.cgil.it/Archivio/Welfare/Politiche_abitative/Newsletter_2015%5CPolitiche_abitative_news_n.10.pdf


5)_Forte dei Marmi, dal sito iltirreno.gelocal.it:
"Case popolari nella villa confiscata ai mafiosi
L'Erp mette a disposizione del Comune di Forte dei Marmi 400mila euro per realizzare il progetto
FORTE DEI MARMI. Circa 400mila euro di risorse a disposizione del Comune per trasformare una villa sequestrata alla mafia in una struttura con finalità sociali: abitazioni per chi un tetto non ce l'ha. le risorse ce le metterebbe Erp, il progetto sarebbe poi seguito dal Comune che in questo senso si era già espresso favorevolmente. Succede nella capitale del turismo vip, Forte dei Marmi, dove dietro i lustrini, le vacanze extralusso, le spese folli nelle boutique grandi firme vice, deve anche occuparsi di disagio sociale e famiglie che non possono permettersi una casa.
La disponibilità di 400mila euro per trasformare in alloggi popolari la villa, ancora allo stato grezzo che sorge da anni in un interno di via Civitali a Vittoria Apuana, è stato proprio l'ente che si occupa dell'edilizia residenziale pubblica a livello provinciale. Le risorse sono state reperite nell'ambito di vecchi finanziamenti mai utilizzati da Erp: 800mila euro in tutto per metà destinati ad un progetto analogo a quello Forte Marmi ma ad Altopascio. L'immobile di Vittoria Apuana fu sequestrato tanti anni fa dalla magistratura e poi, con la successiva confisca, entrò nella disponibilità dell'amministrazione comunale. E da allora l'edificio è rimasto tale e quale, senza infissi, ed abbandonato in mezzo alle erbacce. Già durante l'amministrazione di Bertola si tentò di riconvertire la villa in quattro appartamenti parcheggio. Fu messo in preventivo un finanziamento da 250mila euro per i lavori necessari ma poi la cifra fu destinata all'intervento per il nuovo municipio in piazza Dante.
Dopo quasi venti anni forse arriva la svolta decisiva. «L'immobile - aveva spiegato il sindaco Umberto Buratti pochi giorni fa - rientra nel patrimonio confiscato dalla Stato alle mafie, tredicimila beni in tutto, dei quali cinquantasette in Toscana. Fra questi la villa di via Civitali, che tuttavia, non è ancora stata ultimata ed è rimasta quindi inutilizzata. In un recente incontro con la vice presidente della Regione Toscana Stefania Saccardi e il direttore dell'Agenzia Beni sequestrati alle mafie, Umberto Postiglione è stato fatto il punto della situazione, anche alla luce della proposta avanzata già a livello nazionale dal direttore, che prevede di far rientrare alcuni degli immobili confiscati, quelli che corrispondono a determinate caratteristiche, nei piani dell'edilizia popolare. Un intento che ci vede senz'altro d'accordo, anche perché attualmente il bene in oggetto è inutilizzabile, non essendo ancora ultimato. Per farlo, occorrerebbe una cifra importante che l'osservanza al patto di stabilità ci impedisce di investire». Per ora ci sono i 400mila euro di Erp che tuttavia potrebbero non bastare allo scopo. "
15 dicembre 2014

http://iltirreno.gelocal.it/versilia/cronaca/2014/12/15/news/case-popolari-nella-villa-confiscata-ai-mafiosi-1.10503645


6)_Lecco, dal sito del Ministero dell'Interno:
"Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Lecco
Beni confiscati alle mafie
Protocollo d'intesa sulla destinazione e sull'utilizzo a fini sociali dei beni confiscati alla criminalità organizzata
Il pieno utilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata è un obiettivo prioritario. Ciò per due ordini di ragioni. In primo luogo, in quanto l'aggressione ai patrimoni mafiosi si è dimostrata come uno degli strumenti più efficaci per la disarticolazione delle aggregazioni criminali. In secondo luogo, in quanto giustamente riveste crescente attenzione dell'opinione pubblica il valore simbolico della restituzione alla collettività dei beni illecitamente sottratti. Testimonianza di tale priorità sono i risultati dell'azione di contrasto, anche sul fronte dell'aggressione ai patrimoni, come si evince dai dati pubblicati sul sito del Ministero dell'Interno
http://www1.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/20/0241_Lotta_alla_mafia.ppt.

Nell'ultimo biennio due fondamentali novità a livello legislativo hanno conferito forte impulso all'azione di contrasto sul piano delle misure patrimoniali. Ci si riferisce all'istituzione del Fondo Unico di Giustizia, nel 2008, che ha consentito l'immediata utilizzazione pubblica del denaro, in contanti o in titoli, sequestrato e/o confiscato presso Istituti di raccolta del credito, trasferendone direttamente la titolarità ad Equitalia Giustizia. Attraverso le previste procedure, le somme così incamerate sono annualmente destinate per le esigenze dell'ordine e della sicurezza pubblica e del sistema giustizia. In breve tempo, l'importo del fondo ha raggiunto cifre assai considerevoli, come riportato nel link precedente. Ci si riferisce, altresì, all'istituzione, nel 2010, dell'Agenzia per l'amministrazione e la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, con l'obiettivo di ricondurre ad un unico soggetto istituzionale le complesse procedure relative alle misure patrimoniali, garantendo altresì un unico interlocutore per l'Autorità Giudiziaria, in grado anche di promuovere intese e protocolli per la destinazione e l'utilizzazione dei beni.
Presso il sito istituzionale dell'Agenzia, organo dello Stato cui, ai sensi della legge 31 marzo 2010 n. 80, confluiscono, come detto, tutte le attività relative all'amministrazione e alla gestione dei beni in oggetto, è possibile consultare i dati relativi alla consistenza ed alla dislocazione territoriale, nonché alla relativa condizione giuridica dei beni confiscati alla criminalità organizzata, tra i quali, nel box "Situazione Beni - Regione Lombardia" quelli ubicati nella Provincia di Lecco http://www.benisequestraticonfiscati.it/AgenziaNazionale/beniConfiscati.html.

Per ciò che concerne in particolare il territorio lecchese, attualmente tutti i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata sono stati assegnati e destinati per le utilizzazioni previste dalla vigente normativa, cioè destinazioni ad uso governativo o per finalità sociali. Nel più recente periodo, in particolare, il quadro delle assegnazioni e destinazioni è stato completato con il superamento di alcune residue criticità. In primo luogo, è stata completata la piena utilizzazione ad uso governativo dell'immobile ubicato in via Belfiore n. 1 - Lecco- , l'ex pizzeria denominata "Wall Street". Inoltre, è stato sottoscritto nel gennaio 2011 un Protocollo tra Regione Lombardia, ALER, Provincia di Lecco e Comune di Torre de Busi, alla presenza del Prefetto di Lecco e di un rappresentante dell'Agenzia Nazionale, con cui è stato cofinanziato un importo di € 350.000 per la ristrutturazione di un immobile confiscato ubicato presso il Comune di Torre de Busi che, al termine dei lavori, verrà destinato ad alloggi per finalità sociali. Infine, sono stati liberati dalle ipoteche che ne impedivano la piena utilizzazione due immobili già destinati al Comune di Lecco, ubicati in via Ghislanzoni ed in via Adamello. Ciò è stato possibile grazie alla volontà di rinuncia degli Istituti Bancari che hanno accolto l'invito del Prefetto di Lecco e del Sindaco di Lecco ad essere parte di un progetto di legalità con il contributo della responsabilità sociale d'impresa."

http://www.prefettura.it/lecco/contenuti/4566.htm

http://www.prefettura.it/lecco/download.php?f=Spages&s=download.php&id_sito=1197&file=%2FFILES%2FAllegatiPag%2F1197%2FProtocollo+immobile+Torre+D%E8+Busi.pdf&coming=YTozOntzOjE6ImYiO3M6NjoiU3BhZ2VzIjtzOjc6ImlkX3NpdG8iO3M6NDoiMTE5NyI7czo0OiJub2RvIjtzOjk6IjMzMjQ1NzU0MCI7fQ==&popup=0.9415360113309891


7)_Firenze, dal sito dell' ANBSC

"03/06/2010 - CRIMINALITÀ: 4 appartamenti confiscati assegnati a edilizia residenziale pubblica comune Fiorentino
Firenze, 3 giu. - (Adnkronos) - Quattro appartamenti di 80-90 mq, con terrazzi e box auto, del valore di mercato di 175mila euro ciascuno. Questi i beni che il prefetto di Firenze, Andrea De Martino ha assegnato oggi al sindaco di Tavernelle Val di Pesa, Sestilio Dirindelli, che li destinera' ad edilizia residenziale pubblica. La consegna e' avvenuta a Palazzo Medici Riccardi alla presenza del direttore della neonata Agenzia nazionale per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata, il prefetto Mario Morcone. Il proprietario degli Immobili, tuttora detenuto, e' stato condannato per traffico internazionale di droga e spaccio dal tribunale di Milano che ha disposto anche la confisca di appartamenti e relativi garage, situati in una zona residenziale di Sambuca di Tavernelle Val di Pesa, in via San Giovanni Gualberto. Sono abitazioni nuove, adatte a famiglie, che potranno essere assegnate secondo la graduatoria comunale dell'edilizia residenziale pubblica dopo l'estate. È la prima volta che in provincia di Firenze si procede a questo tipo di destinazioni."

http://www.benisequestraticonfiscati.it/Joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=448%3ACRIMINALITA%27%3A+4+appartamenti+confiscati+assegnati+a+edilizia+residenziale+pubblica+comune+Fiorentino&Itemid=11


9)_Montecorvino Pugliano, dal sito gelocal.it, la Città di Salerno:

"Alloggi e un asilo al parco Franzese
• MONTECORVINO PUGLIANO. La sentenza di Cassazione numero 843 del 25 maggio 2006 assegnò definitivamente al comune di Montecorvino Pugliano l'area del Parco Franzese. A distanza di due anni e mezzo, un progetto, i cui indirizzi sono stati approvati durante l'ultimo consiglio comunale, prevede di utilizzare quei beni confiscati alla camorra per rendere servizi alla cittadinanza e contribuire alla riqualificazione urbanistica di Bivio Pratole.br • Si tratta di un progetto ambizioso, realizzato dall'architetto Sabato Massimo Cuoco con la consulenza giuridico amministrativa di Gianpiero Fortunato, che vedrá la trasformazione di un'area di circa 22.793 metri quadrati attualmente abbandonati. Un progetto innovativo, del valore complessivo superiore ai 5 milioni di euro, da realizzarsi con l'apporto di capitali privati attraverso un project financing puro con procedura semplificata. Un progetto che prevede una serie di interventi significativi: non solo il completamento di un fabbricato di 24 alloggi, di cui oggi esiste solo lo scheletro, destinato all'edilizia privata. Ma anche e soprattutto la costruzione di un fabbricato di 9 alloggi di edilizia residenziale pubblica; la realizzazione di un asilo nido pubblico per 30 utenti; la fabbricazione di un centro sportivo polifunzionale; la realizzazione di opere di urbanizzazione, arredo urbano e spazi pubblici a verde attrezzato.br • Soddisfatto il sindaco del centro picentino, Domenico Di Giorgio: Si tratta di un esempio molto forte, concreto e utile di un percorso, che questa amministrazione sta perseguendo, di riqualificazione territoriale del patrimonio trasferito a questo ente a seguito delle note vicende giudiziarie degli anni scorsi. Nell'intervento in questione sono colti tre obiettivi. Il primo è squisitamente urbanistico, in quanto attraverso questo progetto si dá seguito a interventi di recupero di un'area molto vasta attraverso la realizzazione di servizi e opere infrastrutturali, quali asilo nido, centro di aggregazione, piazza. Il secondo è di tipo sociale: la realizzazione di edilizia residenziale pubblica in risposta alle esigenze delle fasce sociali maggiormente bisognose, da assegnare poi con bando pubblico. Il terzo obiettivo è di tipo economico - conclude il sindaco - in quanto grazie all'utilizzo delle procedure previste nel codice degli appalti si dá vita a un'opera pubblica di riqualificazione con l'impiego di capitali privati, quindi a costo zero per l'ente.brGiovanna Di Giorgio"
30 DIC 2008

http://ricerca.gelocal.it/lacittadisalerno/archivio/lacittadisalerno/2008/12/30/28wy13012_A1.txt.html?refresh_ce