Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Nicola Nappo

Data pubblicazione: 09-07-2013
 

Data dell'accaduto: 9/07/2009

Luogo dell'evento: POGGIOMARINO (NA) 
Anni: 22
Vittima criminalità organizzata
 
Breve storia dell'accaduto:
 
È di chiaro stile camorristico l'agguato nel quale un giovane di 22 anni, Nicola Nappo, è rimasto ucciso ed una ragazza ferita a Poggiomarino, in provincia di Napoli. 
I due giovani, amici e non fidanzati come era stato detto in un primo momento, si trovano su una panchina a Piazza de Marinis quando due persone si avvicinano e  sparano almeno sei colpi all'indirizzo del ragazzo. Il colpo mortale è stato probabilmente quello che lo ha preso in faccia. Di rimbalzo, uno dei colpi ha ferito la ragazza, che è stata portata all'ospedale di Scafati, dove le è stato estratto il proiettile.
 
«Nicola Nappo fu ucciso al posto mio». È questa la rivelazione choc del collaboratore di giustizia Carmine Amoruso. Il 27enne del clan Giugliano avrebbe confermato una delle tesi degli inquirenti, ovvero quella dello scambio di persona. 
Nappo risultava incensurato e del tutto estraneo a fatti di camorra o delinquenza. Per questo la sua morte - probabilmente decretata dai clan di Boscoreale - apparve subito un giallo, che i carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata furono chiamati a risolvere.  
La ragazza che si trovava con Nappo era la ex fidanzata di Amoruso. Proprio questa circostanza, secondo quanto avrebbe riferito il pentito ai magistrati della Dda napoletana, avrebbe indotto in errore i due uomini, che, con il volto camuffato da barbe finte, esplosero sette colpi di pistola diretti al torace e alla nuca di Nicola. 
 
A distanza di tre anni, nel novembre del 2012, si conosce l'identità del mandante del delitto di Nicola Nappo.
Si tratta di Antonio Cesarano, 32 anni, affiliato al clan Sorrentino o dei "Campagnoli", attivo nella zona di Scafati.
I carabinieri di Torre Annunziata gli hanno notificato un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gup Ludovica Mancini, su richiesta del pm Gianfranco Scarfò.
Ad accusare Cesarano è la vittima mancata, Carmine Amoruso. Ulteriori elementi probatori sarebbero emersi dalle intercettazioni di alcune conversazioni tra Antonio Cesarano e i familiari, avvenute nel suo periodo di reclusione nel carcere di Poggioreale. 
Cesarano avrebbe dato l'ordine di ammazzare Amoruso, colpevole di aver avuto una lite, alcune settimane prima, con Sebastiano Sorrentino, figlio del boss Giuseppe, e di aver prestato la propria auto ai killer.
 
Il procuratore Giovanni Colangelo organizza una conferenza stampa per riferire dell'arresto di Cesarano, testimoniando l'impegno della procura e delle forze dell'ordine a favore dei familiari delle vittime innocenti di criminalità.
 
Il processo con rito abbreviato per l'omicidio di Nicola Nappo si conclude nel 2014 con la condanna all'ergastolo per Antonio Cesarano, considerato il mandante dell'omicidio, e l'assoluzione dell'altro imputato Giovanni Battista Matrone. Il gup Carola riconosce, inoltre, il risarcimento dei danni per i familiari della vittima e per la Fondazione Pol.i.s., costituitisi parti civili. 
Anche la Corte di Assise d'Appello di Napoli a settembre 2015 ha confermato l'ergastolo inflitto ad Antonio Cesarano, mandante dell'omicidio di Nicola, avvenuto per scambio di persona.
 
Nel dicembre 2016, la Corte Suprema di Cassazione si pronuncia con annullamento e rinvio. Annulla la sentenza impugnata e rinvia per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di assise di appello di Napoli. 
Nel 2013 a Scafati viene inaugurato il presidio di Libera in memoria del giovane Nicola: presenti all'inaugurazione i genitori del giovane.
 
Nel 2016 viene presentato il libro di Tonino Scala "Storie sbagliate" al cineteatro Minerva di Boscoreale, con la partecipazione degli studenti dell'Istituto comprensivo "Dati", in cui si racconta anche la storia di Nicola Nappo. Presenti anche i genitori del ragazzo. 
Posta alle pendici del Vesuvio, un'area di 115mila metri quadrati, confiscati alla criminalità organizzata, viene dedicata alla memoria di Nicola Nappo. Il progetto coniuga la partecipazione dei cittadini, la sostenibilità ambientale, l'agricoltura biologica e l'obiettivo di garantire lavoro, grazie all'utilizzo del bene confiscato per finalità sociali. La finalità da perseguire è lungimirante: restituire questi 115mila metri quadri di terreno ai cittadini, realizzando degli orti urbani, un frutteto didattico, aree pic-nic e una pista lunga ben tre chilometri per correre e andare in bici.
 
PAGINA NONINVANO
 
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VIDEO COMUNICAZIONI 5 NOVEMBRE 2012
 
FONDO AGRICOLO NICOLA NAPPO