Brevi storie di vittime innocenti di criminalità: Domenico Noviello

Data pubblicazione: 30-06-2011
 
Domenico Noviello

Data dell'accaduto: 16-05-2008
Luogo dell'evento: CASTEL VOLTURNO (CE)
Anni: 65
vittima della criminalità organizzata

Breve storia dell'accaduto:

Domenico Noviello, 65 enne di Castel Volturno, viene ucciso in un agguato camorristico il 16 maggio 2008: due sicari raggiungono e affiancano la "Panda" sulla quale viaggia Noviello e aprono il fuoco con pistole di grosso calibro. L'uomo riusce a fermare l'auto e tenta di fuggire a piedi, ma i killer lo  raggiungono scaricandogli contro almeno una ventina di proiettili.

Nel 2001 Noviello aveva osato sfidare il clan Bidognetti, denunciando un tentativo di estorsione ai danni della sua Autoscuola. In questo modo aveva  contribuito a far arrestare cinque affiliati all'organizzazione camorristica, tra i quali il pregiudicato Pasquale Morrone e i fratelli Alessandro e Francesco Cirillo. Per motivi di sicurezza Noviello ha vissuto tre anni sotto scorta.

Il 21 novembre 2012, in seguito alla richiesta di applicazione del rito abbreviato, si  tiene l'udienza camerale per gli imputati  Bartolicci, Alfiero e Granata . All'udienza vengono ammesse tutte le parti civili (familiari, FAI, SOS Impresa, Ministero dell'Interno). Il 4 dicembre il g.u.p. Isabella Iaselli decide per la pena dell'ergastolo per tutti e quattro gli imputati.

Il 27 novembre 2012, presso la 2° Sezione della Corte di Assise del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha inizio il processo, con il rito immediato, contro gli altri sette imputati dell'omicidio di Mimmo Noviello tra i quali Giuseppe Setola.
Si sono costituiti parte civile la Regione Campania, i familiari di Domenico Noviello, il Governo (Ministero dell'Interno- Commissariato Straordinario del Governo per l'antiracket e l'antiusura),  il Comune di Castelvolturno, la FAI, l'associazione Coordinamento napoletano delle associazioni antiracket, il Comitato Don Peppe Diana,  SOS Impresa .

Nel corso del processo vengono ascoltati i figli di Noviello che raccontato gli anni di terrore vissuti dalla famiglia a  partire dal 2001. Noviello aveva scritto anche una lettera alla figlia minore in cui si diceva preoccupato per la sua incolumità.

Nel corso dell'udienza del 29 gennaio 2014, il collaboratore di giustizia Tartarone ammette le sue responsabilità nell'omicidio di Noviello e consegna una lettera in cui Metello Di Bona ammette le sue responsabilità.

Nel 2008 Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, intitola un presidio ad Ivrea a Domenico Noviello.

Nel marzo 2009 il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, conferisce la medaglia d'oro alla memoria per il valore civile a Mimmo Noviello.
 
In occasione del 1° anniversario della morte, il 16 maggio 2009 il comune di Castel Volturno ha intitolato la piazza di Baia Verde alla memoria di Noviello.

Il 22 novembre 2011 viene presentata l'associazione Antiracket Mimmo Noviello che nasce dall'unione di dieci commercianti del litorale domizio.

Il 16 maggio del 2013, a Castel Volturno, si celebra la commemorazione del  5° anniversario della scomparsa di Domenico nella piazzetta intitolata in sua memoria.

Nel mese di maggio 2014 un'intera giornata dedicata alla memoria di Domenico nella Piazza di baia Verde intitolata alla sua memoria. Parte della giornata si è svolta presso  l'aula magna della forestale a Pinetamare: l'ufficio scolastico regionale della Campania, insieme alla consulta provinciale di Caserta degli studenti per la legalità, hanno dato inizio al convegno legalità e Ambiente, in cui sono stati presentati i  progetti dei singoli istituti della provincia Casertana. Ai lavori hanno preso parte la cooperativa Don Peppe Diana e il Fondo Antiracket di Tano Grasso.  Inaugurata anche l'associazione antiracket Mimmo Noviello.

La giornata commemorativa dedicata a Noviello ha avuto come obbiettivo quello di incoraggiare operai, imprenditori e commercianti a denunciare qualsiasi estorsione e dire no al racket.

Nel mese di luglio 2014 la sentenza di secondo grado del Tribunale di Napoli  nei confronti degli assassini, imputati già riconosciuti colpevoli e condannati alla pena dell'ergastolo nel processo di primo grado con rito abbreviato (Bartolicci, Alfiero e Granata). La decisione della Corte ha modificato per tutti e tre gli imputati la pena inflitta in primo grado, escludendo l'ergastolo ed applicando la pena della reclusione a 30 anni ed infine assolvendo l'imputato Granata Davide dal reato di ricettazione.

Una decisione incomprensibile per la famiglia di Noviello, la figlia Mimma Noviello esprime la sua insoddisfazione e amarezza per questa sentenza "con questa riduzione di pena, considerando che c'è ancora un altro grado di giudizio, che potrebbe ulteriormente peggiorare la situazione, sento forte il rischio di vedere gli assassini di mio padre un giorno o l'altro circolare liberamente".

Il 7 luglio del 2014 si apre il processo presso il Tribunale di Santa  Maria Capua Vetere nei confronti di Setola per l'omicidio di Noviello.
Il magistrato ha chiesto il massimo della pena per Setola e anche per gli altri imputati: Giovanni Letizia, Alessandro Cirillo, Francesco Cirillo, Massimo Napolano e Metello Di Bona.
Mentre 14 anni sono stati chiesti per il collaboratore di giustizia Luigi Tartarone, le cui dichiarazioni sono state ritenute decisive dal pm per la ricostruzione dei ruoli e delle dinamiche dell'omicidio.
Il primo ottobre 2014, data dell'udienza stabilita dal giudice, Setola si  dichiara colpevole dell'omicidio Noviello; intervenuto in videoconferenza dal carcere di Opera (Milano) il boss afferma di non essersi pentito del delitto .

Il 19 Novembre 2014 si è conclude il processo per l'omicidio Noviello: la Corte d'assise ha condannato all'ergastolo Giuseppe Setola, Giovanni Letizia, Masssimo Napolano, Alessandro Cirillo e il cugino Francesco Cirillo.
Trent'anni sono stati inflitti a Metello Di Bona e tredici anni e sei mesi al pentito Tartatone Luigi.

Nel mese di marzo 2015 la suprema Corte di cassazione stabilisce  Trent'anni di reclusione  per Massimo Alfieri, Giovanni Bartolucci, e Davide Granato per aver partecipato all'omicidio di Domenico Noviello

Nel mese di novembre a  Casal di Principe viene celebrata una messa per tutte le vittime di camorra dell'agro- aversano e dell'area nord di Napoli, tra queste viene ricordato anche Domenico Noviello. L'iniziativa è stata sostenuta da diverse associazioni tra cui Comitato Don Peppe Diana, associazione di volontariato Jerry Essan Masslo, il coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti di camorra.
Dopo la cerimonia il sindaco di Casale Renato Natale ha annunciato che Il piazzale antistante lo stadio comunale della città sarà dedicato alla memoria di Domenico Noviello.

 


 
Blog link, collegamenti ipertestuali:

1. http://vittimemafia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=214:16-maggio-2008-castelvolturo-ce-ucciso-domenico-noviello-titolare-di-unautoscuola-denuncio-alla-giustizia-i-qcassieriq-del-racket&catid=35:scheda&Itemid=67

2. http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=303479

3. https://www.facebook.com/presidiodn

4. http://www.memoria.san.beniculturali.it/web/memoria/cron-gen/scheda-periodo-gen?articleId=30413

5. http://www.youtube.com/watch?v=Lm5T_aCtlAM