Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Silvia Ruotolo

Data pubblicazione: 30-06-2011
 
Silvia Ruotolo
Data dell'accaduto: 11 giugno 1997
Luogo dell'evento: NAPOLI (NA)
Anni: 39
vittima della criminalità organizzata 
 
Breve storia dell'accaduto:
 
L'11 giugno 1997 Silvia Ruotolo sta tornando nella sua casa in Salita Arenella a Napoli dopo aver preso a scuola suo figlio Francesco di 5 anni: ad attenderla al balcone c'è sua figlia Alessandra di 10 anni. Ad un certo punto si sentono colpi di arma da fuoco sparati all'impazzata: alcuni colpi vaganti uccidono Silvia mentre un altro passante resta ferito. Il vero obiettivo dei sicari è Salvatore Raimondi, affiliato al clan Cimmino avversario del clan Alfieri, morto anch'egli sotto i colpi dei killer. 
Uno degli assassini, Rosario Privato, viene arrestato il 24 luglio dello stesso anno mentre è in vacanza al mare in Calabria. Gli altri responsabili della strage vengono arrestati poco dopo: si tratta del boss Giovanni Alfano, Vincenzo Cacace, Mario Cerbone, Raffaele Rescigno (l'autista del commando).   
L' 11 febbraio 2001 la quattordicesima sezione della Corte di Assise di Napoli condanna all'ergastolo i responsabili della strage.
Nel 2011 la Corte d' Assise d' Appello, presieduta da Omero Ambrogi, ha confermato la condanna al carcere a vita a Mario Cerbone, l' ultimo degli imputati per il quale il procedimento era ancora aperto, mentre sono diventate definitive le altre quattro condanne, compreso l' ergastolo al boss del Vomero Giovanni Alfano, il mandante della spedizione di morte sfociata nel tragico omicidio. 
 
Nel 2007 nasce il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti di criminalità e Lorenzo Clemente, marito di Silvia Ruotolo, ne assume la presidenza.
 
L'11 giugno 2011, dopo 14 anni dalla morte di Silvia, nasce la Fondazione "Silvia Ruotolo", grazie anche ai fondi di solidarietà per le vittime di mafia assegnati ai familiari della stessa Silvia. La Fondazione, alla cui presidenza nel 2011 c'è Alessandra Clemente, si pone l'obiettivo di contrastare ogni forma di sub-cultura deviante partendo dall'infanzia e promuovendo a beneficio della collettività l'integrazione sociale di giovani, ragazze e ragazzi, per superare la marginalità e sviluppare l'educazione alla cittadinanza e la cultura della legalità.
 
Il Comune di Napoli ha posto una lapide in ricordo di Silvia Ruotolo nei giardini di Piazza Medaglie d'oro nel quartiere Vomero: ogni anno l'11 giugno vengono organizzate numerose iniziative all'interno dei giardini per commemorare Silvia. 
Nel 2012, in occasione del 15esimo anniversario della scomparsa di Silvia Ruotolo, il consiglio comunale di Napoli vota all'unanimità l'intitolazione di Salita Arenella a Silvia Ruotolo.
 
Nel 2013 a presiedere la Fondazione Silvia Ruotolo è Lorenzo Clemente, il marito della giovane vittima. Alessandra cede la presidenza al padre per assumere l'incarico di Assessore alle Politiche giovanili al Comune di Napoli.
Nel 2014, l'Istituto per l'infanzia "Amedeo Maiuri" (quartiere Arenella) viene intitolato a Silvia Ruotolo.
 
Nel 2015 viene arrestato, insieme a 4 suoi affiliati, il boss Luigi Cimmino, che, dal 2012, in stato di libertà vigilata per presunti motivi di salute, stava riorganizzando le attività camorristiche al Vomero. Cimmino verrà scarcerato dopo pochi giorni a seguito di decisione del Tribunale del Riesame. 
 
Nel mese di giugno 2016, come ogni anno, i saluti istituzionali presso i Giardini Silvia Ruotolo di Piazza Medaglie d'oro. Successivamente viene inaugurata la Fontanella della legalità, resa possibile grazie alla collaborazione con Abc Napoli. Un'iniziativa a cui hanno collaborato non solo la Fondazione Silvia Ruotolo e  Comune di Napoli, Ufficio Scolastico Regionale, Libera, Coordinamento Familiari Vittime Innocenti e Fondazione Polis, ma anche le scuole Silvia Ruotolo e Piscicelli, insieme al cantautore Roberto Ormanni e al Coro I Sancarlini.
 
Nel mese di giugno 2017, in occasione del ventennale dalla barbara uccisione di Silvia, ai giardinetti di piazza Medaglie d'Oro, Libera e altre associazioni hanno voluto fare memoria per le nuove generazioni del sacrificio della donna, alla presenza di scuole e istituzioni e dei familiari di Silvia: Lorenzo, Francesco e Alessandra. "Un modo semplice, forte, per ringraziare tutti coloro che condividono ogni giorno ideali di libertà e giustizia", queste le parole di Alessandra.
 
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