Concorso Mehari, proclamato il vincitore

Data pubblicazione: 18-12-2012
 
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Si è svolta stamattina presso la Sala Giunta di Palazzo San Giacomo al Comune di Napoli la conferenza stampa di presentazione degli esiti del concorso di idee per l'installazione artistica della Mehari, l'auto sulla quale fu ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985 Giancarlo Siani, cronista de Il Mattino.

Il concorso è stato promosso dalla Fondazione Polis della Regione Campania per le vittime innocenti della criminalità e i beni confiscati, con il supporto di Regione Campania, Provincia di Napoli, Comune di Napoli Quinta Municipalità Vomero - Arenella e con la collaborazione di un vasto partenariato istituzionale e sociale.

Trentanove sono stati i partecipanti. Ha vinto l'architetto Vincenzo De Luce, che si è avvalso della collaborazione dell'ingegnere Marcello Pellecchia e del designer Rosario Parmendola.

All'incontro di presentazione degli esiti, moderato dal referente regionale di Libera Geppino Fiorenza, sono intervenuti, oltre al vincitore, l'assessore regionale alle Autonomie Locali Pasquale Sommese, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, il presidente della Quinta Municipalità Vomero - Arenella Mario Coppeto, il presidente della Fondazione Polis Paolo Siani, il soprintendente del Polo Museale di Napoli Fabrizio Vona e il presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Napoli Luigi Vinci.

Erano altresì presenti il presidente e il vicepresidente del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, rispettivamente Lorenzo Clemente e Alfredo Avella, e il presidente dell'associazione Siani Adriana Maestro.

"L'opera vincitrice di questo concorso è un nuovo simbolo di legalità che va ad aggiungersi alla Stele della Memoria", ha sottolineato l'assessore Sommese, evidenziando l'importanza dei segni in un territorio profondamente colpito come quello campano. "Negli ultimi mesi abbiamo assistito a numerosi omicidi di camorra, si è sparato negli asili, sono rimasti coinvolti innocenti come Lino Romano", ha aggiunto Sommese. "La sensibilizzazione alla legalità è quanto mai necessaria e passa anche attraverso questi momenti, ma occorre creare luoghi di incontro per i giovani, sull'esempio degli oratori, perché le devianze vanno prevenute, intervenendo tempestivamente sulla formazione dei nostri ragazzi", ha concluso Sommese.

Il sindaco De Magistris ha annunciato che l'opera vincitrice sarà installata nella "Piazza della Legalità" al Vomero il 23 settembre 2013, in occasione del 28° anniversario dell'omicidio di Giancarlo Siani. "La Mehari è sinonimo di emancipazione, verità, giustizia e passione", ha affermato De Magistris, per poi aggiungere: "Napoli è la città della legalità, il fujetevenne di Eduardo va applicato ai camorristi, sono loro che se ne devono andare". Infine un appello alla cittadinanza: "Risparmiate i soldi per acquistare botti illegali e recatevi nella Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità per comprare i 'Pacchi alla camorra'".

Commosso Paolo Siani, fratello di Giancarlo: "Nessuno credeva che quest'opera sarebbe stata realizzata. Invece si fa. Anche grazie ad essa, Napoli diventa sempre più la città di Giancarlo Siani, di Silvia Ruotolo, di Paolino Avella, di Annalisa Durante, delle vittime. Tutta la città si deve permeare del ricordo delle sue vittime, Napoli non è dei camorristi. Attraverso la Mehari, 27 anni dopo, Giancarlo continua a vivere. Tante cose sono cambiate da quella maledetta sera del 23 settembre 1985. Allora eravamo rimasti soli io e i miei genitori, completamente soli nel nostro dolore. Oggi le istituzioni, l'associazionismo e la società civile hanno dato vita ad un movimento forte, particolarmente sensibile al tema delle vittime innocenti. Ventisette anni dopo possiamo dirlo: Napoli è dalla nostra parte".

L'OPERA VINCITRICE

L'opera vincitrice del concorso di idee per l'installazione artistica della Mehari di Giancarlo Siani ha un alto contenuto simbolico. È alta dieci metri e già la scelta di questa misura non è casuale. Dieci è, infatti, il giorno della data (10 giugno 1985) della pubblicazione dell'articolo che decretò la condanna a morte di Giancarlo. Dieci sono anche i pannelli di corten di cui è composto il monumento. Il corten è un materiale di acciaio molto resistente, utilizzato sia in architettura che nell'arte moderna proprio per la sua particolare resistenza alla corrosione nel tempo. Un materiale, quindi, specifico per resistere in maniera duratura alle forze avverse delle intemperie a cui sarà sottoposta l'opera ed è stato, quindi, scelto per comunicare proprio la fermezza dell'esempio di Giancarlo. L'opera è sostanzialmente suddivisa in due parti, una in posizione orizzontale e l'altra messa verticalmente rispetto la strada, quella strada percorsa più volte da Giancarlo con la sua Mehari, "La strada come metafora della vita" secondo l'idea dell'architetto. Alcuni pannelli orizzontali sorreggono la struttura di corten che si innalza verso il cielo. "Un ascendere al cielo delle idee […]. L'ergersi per far sentire la propria voce, fermo e in piedi a fronte di coloro che, supini, accettavano tutto". Questo è il pensiero espresso dall'architetto De Luce per descrive la coraggiosa vita di Giancarlo. La Mehari originale di Siani è posizionata quasi all'estremità della parete verticale e sarà ricoperta da una resina acrilica trasparente che non altera la cromia originale della vernice. Alle due estremità dell'opera, alcune profonde parole pronunciate tempo fa da Paolo Siani, "Noi siamo ancora qui perché non abbiamo dimenticato. Non vogliamo dimenticare". Secondo De Luce, infine, "il monumento vuole sfidare, riecheggiando la storia di Giancarlo, l'omertà e l'illegalità. Il tempo potrà anche scalfire parti di questo simbolo ma esso, proprio per questo, sarà indice della sua forza e permanenza. La stessa permanenza del sentimento di legalità che desideriamo infondere nei cuori di coloro che, osservando il monumento, rammentano il sorriso di Giancarlo che si avventava sulla notizia con la sua Mehari".

Leggi l'articolo di Marco Miggiano su Young.it

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