Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Agostino Mastrodicasa

Data pubblicazione: 18-06-2019
 

Nome della vittima : Agostino Mastrodicasa
Data dell'accaduto: 13.01.1984
Luogo dell'evento: Casoria (NA) 
Anni: 22
Vittima del dovere/ criminalità organizzata
 
Quella sera, insieme ad altri colleghi della 4^ Sezione della Squadra Mobile della Questura di Napoli, il ventiduenne Agostino (nato il 24 settembre 1961 a Piano D'Orta di Bolognano, Pescara) è impegnato in una serie di controlli nelle abitazioni di pregiudicati a Casoria, nell'hinterland di Napoli, quando un uomo, per sfuggire ai controlli dei poliziotti in quanto latitante da qualche tempo, fugge all'interno di un'abitazione di Quinto Vicolo Marco Rocco e ne esce scavalcando una finestra. Dopodichè, l'uomo apre il fuoco contro gli agenti che lo inseguono, uccidendo l'agente Mastrodicasa. Gli altri agenti rispondono al fuoco, ma l'assassino riesce a fuggire attraverso i vicoli.  Agostino muore poco dopo presso l'Ospedale "Nuovo Pellegrini".
L'omicida viene identificato come un esponente del clan "nuova camorra organizzata" che fa capo a Raffaele Cutolo, Giovanni Palumbo di 22 anni, fuggito dal carcere di Poggioreale dopo un permesso premio di 5 giorni e con una pena di sei anni di reclusione da scontare. 
Agostino Mastrodicasa, agente di PS, lascia il padre Angelo, la madre Annina, la sorella Stefania di nove anni e un fratello, agente dell'Arma dei Carabinieri. L'agente Mastrodicasa aveva frequentato a Pescara il corso di «Polgai» (polizia giudiziaria amministrativa e investigativa), nel 1981; due anni dopo viene trasferito a Napoli, dove presta servizio presso la Questura.  
 
Il 7 Ottobre 1995 viene intitolata alla sua memoria la Caserma della Polizia Stradale di Piano D'Orta e la piazza antistante ad essa. 
Il 13 Giugno 2010 è stato inaugurato un monumento dedicato all'agente di Polizia di Stato Agostino Mastrodicasa presso la piazza già a lui intitolata.
 
 
Agostino scrisse questi versi premonitori sul suo diario, due giorni prima di essere ucciso in quel conflitto a fuoco a Casoria:
 
"Ti hanno chiamato strumento del potere                                                                                                           e ti hanno ucciso.
Sono pochi vent'anni per morire
senza sapere perché, per chi, per cosa.
Alcuni ti hanno chiamato eroe,
altri bastardo.
Tu non eri né l'uno né l'altro,
eri solo un ragazzo di vent'anni,
con speranze e tanti sogni ancora da realizzare.
Forse avevi anche paura,
la vita si era già incaricata di farti conoscere le sue crudeltà.
E quello che ti ha ucciso
chiama potere per te altro non era che un pezzo di pane."
 
GIANNELLA CHANNEL
 
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