Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Maria Tino

Data pubblicazione: 10-07-2019
 

data dell'accaduto: 13 luglio 2017
luogo dell'evento: Dragoni
età:49 anni
vittima di criminalità comune (femminicidio)
 
Maria Tino disegnava e realizzava abiti per cerimonie e aggiusti sartoriali, il mondo del cucito e della moda erano la sua passione fin dall'età di 16 anni. 
Negli ultimi anni aveva affiancato alla sua attività quella di operatrice socialmente utile presso una scuola del vicino paesino di Alvignano.
È stata assassinata a pochi metri da casa sua, nella piazzetta di Dragoni, il pomeriggio del 13 luglio 2017 dal compagno Massimo Bianchi di 61 anni, operaio presso la Comunità Montana Monte Maggiore a Formicola. 
L'uomo non ha accettato che Maria volesse mettere fine alla loro storia e l'ha uccisa con due colpi di pistola al cuore e uno alla tempia.
Eseguiti i primi rilievi tecnici sulla zona dai carabinieri coordinati da Giuseppe Calabrese e capitanati da Giovanni Falso, Bianchi è stato subito condotto in caserma e poi arrestato.
Oggi sta scontando una pena detentiva di 19 anni e 4 mesi.
Massimo Bianchi ha presentato Appello avverso tale sentenza, che si svolgerà il 17 Settembre 2019.
A distanza di due settimane dal femminicidio di Maria Tino, a Dragoni, sua cittadina di residenza, l'amministrazione comunale, in collaborazione con l'Ambito Territoriale C4, ha organizzato una fiaccolata. Presenti tutti i sindaci dell'Alto Casertano, oltre a diverse associazioni.
Nell'anniversario della morte della donna, il 13 luglio 2018 è stata organizzata una messa nella chiesa dell'Annunziata e successivamente un'altra fiaccolata.
In quell'occasione, la criminologa investigativa Antonella Formicola ha sottolineato "l'importanza  di  ricordare Maria, una madre strappata con violenza alla vita e ai suoi figli, ma anche tutte le vittime della violenza di genere, che sono ancora troppe, per spingerle a denunciare, a non sentirsi sole e ad uscire dall'omertà del silenzio e della paura". 
 
Una storia tormentata quella tra Massimo e Maria, conclusa con un epilogo tragico. Una storia iniziata nel 2016, quando l'assassino, Massimo Bianchi, salva la vita di Maria. Era il 17 giugno del 2016 quando la donna veniva colpita dal marito, Angelo Gabriele Ruggiero, con ventotto coltellate. Il marito non sopportava la fine del loro matrimonio e l'idea che la donna potesse avere una nuova relazione. L'uomo entrò in casa dal balcone e raggiunse Maria alle spalle. Maria in quel momento era al telefono con Massimo Bianchi, il quale divenne così testimone involontario del tentato omicidio e chiamò subito i soccorsi e i figli della donna.
Così Bianchi salvò la vita a Maria, per poi togliergliela con tre colpi di pistola il 13 luglio 2017 per la stessa assurda brama di possesso del marito.
 
Il marito, Angelo Gabriele Ruggiero, è stato condannato in via definitiva alla pena detentiva di 8 anni e 4 mesi per tentato omicidio e al risarcimento delle parti civili costituite. 
 
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