Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Rosa Sequino

Data pubblicazione: 29-07-2020
 

età: 44
quando: 27.07.2011 ferita
quando:30.07.2011 morta 
dove: Baschi (Terni)
vittima di reato intenzionale violento/femminicidio
 
 
 
Il 27 luglio 2011, Luciano Brancaccio va a prendere la moglie e, percorrendo la strada isolata per raggiungere Todi, provenendo da Foligno, nella radura in località La Cupa, una zona abbastanza distante dalla strada principale, cosparge di benzina il corpo della moglie Rosa Sequino, cagionando le ustioni di III grado sul 90% del corpo.
 
La coppia vive a Foligno, ma è originaria della Campania. 
 
Rosa, soccorsa da un uomo che assiste alla scena, viene ricoverata subito all'ospedale di Sant'Eugenio di Roma e dopo tre giorni di terribile agonia muore.
 
Sposati da diciotto anni, la relazione tra i due era divenuta un po' burrascosa e i due stavano avviando le pratiche per una separazione legale perché entrambi già conducevano una vita da separati. 
 
Anche i figli, un ragazzo di 17 anni e due ragazze di sedici e quattordici anni, erano a conoscenza dei continui litigi e uno dei figli aveva anche cercato di persuadere la madre a non recarsi all'appuntamento con il padre,  immaginando ci fosse un tranello.
 
Lei indagini sono state eseguite dall'allora capitano dei carabinieri di Orvieto Giambattista Fumarola. 
 
Nel mese di ottobre 2012, il gup del tribunale di Orvieto Gianluca Forlani ha condannato l'uomo a trent'anni di reclusione. Il processo si è svolto con rito abbreviato, così come richiesto dal legale di Brancaccio, l'avvocato Alessandro Mori. Il giudice ha accolto in toto le richieste del pm Flaminio Monteleone per omicidio volontario aggravato.
 
Rosa era "una donna piena di vita, amava molto la sua famiglia, i suoi figli e l'uomo che aveva sposato. Amava la musica e nell'ultimo periodo scriveva poesie dense di un sentimento malinconico", queste le parole della sorella Tina, che la ricorda con immenso affetto e commozione.
 
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