Brevi storie di vittime innocenti della criminalità: Giulio Giaccio

Data pubblicazione: 23-02-2012
 

Data dell'accaduto: 30 luglio 2000
Luogo dell'evento: Napoli
Anni: 26
 
Gli inquirenti propendono per una pista che conduce alla criminalità organizzata.
 
Breve storia dell'accaduto:
Giulio Giaccio viene rapito nel quartiere di Pianura, periferia di Napoli, intorno alle 22:30 del 30 luglio 2000. Secondo la testimonianza di un amico che era presente al momento del rapimento, Giulio sarebbe stato avvicinato da alcuni uomini in auto presentatisi come agenti di polizia. I falsi poliziotti caricano con la forza Giulio nell'auto e gli intimano di seguirli in Questura. Particolare rilevante in questa oscura vicenda è il fatto che i rapitori cercassero un uomo di nome Salvatore, tragicamente identificato proprio con Giulio. Si sospetta che il vero obbiettivo del rapimento fosse un membro del clan Marfella. Riscontro giudiziario che al momento validerebbe questa ricostruzione è l'omicidio, due mesi prima di quel 30 luglio, di un altro affiliato ai Marfella. 
 
Quando il giovane muratore è stato rapito, a Pianura si combatteva una sanguinosa guerra tra cosche per il controllo di appalti legati al risanamento del quartiere. Tragiche conseguenze di quella faida furono anche le morti di Paolo Castaldi e Gigi Sequino. Un'indagine di polizia giudiziaria, condotta agli inizi del 2013, ha chiarito ulteriormente quale tipo di relazione potrebbe essere intercorsa tra il rapimento di Giulio e la faida di camorra scoppiata a Pianura. Il rapimento e il probabile omicidio di Giulio sarebbero stati compiuti da affiliati ai Casalesi, clan in quegli anni alleato con i Lago di Pianura nella lotta contro la cosca Marfella. 
 
Nel 2015 si riapre il caso che portò alla scomparsa del giovane Giulio grazie ad un collaboratore di giustizia che ha messo sul piatto elementi concreti, con una ricostruzione che risulta attendibile. È il pentito del clan Polverino Roberto Perrone. Giulio è stato ucciso per scambio di persona, per un errore dello "specchiettista" o di qualche informatore della camorra. Qualcuno dei vertici del clan Polverino volle punire tutti coloro che avessero flirtato con la sua donna, stilando una sorta di lista nera. Una vendetta per gelosia, nella quale finisce Giulio. 
 
L'inchiesta è condotta dal pool anticamorra del procuratore aggiunto Filippo Beatrice e dal pm della Dda Marco del Gaudio.
 
La storia di Giulio Giaccio è ricordata nel "Dizionario Enciclopedico delle Mafie in Italia", edito da Castelvecchi nel 2013.
 
VITTIME DI MAFIA PER NON DIMENTICARE
 
VERITÀ IMPERFETTE
 
IL MATTINO 8 MARZO 2015
 
CHI L'HA VISTO
 
BLOG PAOLO CHIARIELLO