
Da alcuni mesi nel rione Loggetta di Fuorigrotta, all’interno dell’I.C. Michelangelo Augusto, si è iniziato il progetto di lettura afferente alla “Rete 3L – Libri e Letture 0-6 per la Legalità“, che l’associazione Annalisa Durante sta animando promuovendo la nascita e la messa in rete di punti lettura 0-6 nella città di Napoli, in collaborazione con AIB – Associazione Italiana Biblioteche, Fondazione Polis della Regione Campania e numerosi altri partner.
Nella giornata di ieri (10 giugno 2026), dopo che la comunità scolastica e territoriale ha individuato in Nicola Barbato la vittima innocente a cui dedicare il punto lettura, è avvenuta l’inaugurazione. Poliziotto scomparso due anni, Barbato fu costretto a vivere a lungo su una sedia a rotelle a causa di un colpo di arma da fuoco sparatogli durante il servizio da esponenti della criminalità organizzata, mentre chiedevano il pizzo al titolare di un negozio di giocattoli a Fuorigrotta.
Alla cerimonia, introdotta dal vice preside della scuola Aniello Barbarulo e dalla responsabile del punto lettura Sabrina Brunetti, hanno preso parte la moglie di Nicola Barbato Angelina Improda ed il figlio Luigi, accolti dall’assessore comunale alla legalità e alla polizia municipale Antonio De Iesu, dal dirigente del Commissariato San Paolo di Fuorigrotta Stefano Iuorio, dal segretario generale della Fondazione Polis della Regione Campania Enrico Tedesco, dal papà di Annalisa Giannino Durante e dall’affetto degli insegnanti, dei genitori e dei bambini frequentanti il plesso scolastico.
A Nicola Barbato, insignito in vita della Medaglia d’oro al valor civile e del titolo di Cavaliere del Lavoro, è giunto quindi il riconoscimento di guida morale dei bambini frequentanti il punto lettura per la legalità di Fuorigrotta. “Qui si legge in nome della legge” ha commentato il segretario della Fondazione Polis Enrico Tedesco, richiamando il bisogno della scelta nella comune origine etimologica delle parole “legge” e “leggere”, nel significato di “scegliere i segni e le lettere per comporli in parole” e di “scegliere da che parte stare”. E’ questo, del resto, uno degli obiettivi che la Regione Campania, attraverso la L.R. 15/2020 sui punti lettura 0-6, punta a realizzare attraverso la Fondazione Polis, ai quali si ispira anche la Rete 3L, promossa dalla biblioteca Annalisa Durante sostenuta dal bando Leggimi 0-6 del Cepell, che ha opportunamente messo in campo sinergie istituzionali ed operative perché la lettura dialogica, finalizzata a prevenire le devianze, diventi sempre più una pratica di comunità, da eseguire nelle case, nelle scuole e in tutti i luoghi di lettura della città e della Regione. E’ questo il messaggio che la “Rete 3L per Napoli” vuole condividere con le istituzioni, dimostrandone il bisogno e testimoniando che, se si vuole proseguire insieme, è possibile.
“Con l’inaugurazione del Punto 3L intitolato alla memoria di Nicola Barbato, abbiamo raggiunto quota 16”, ha affermato con soddisfazione il promotore del progetto Giuseppe Perna, presidente dell’associazione Annalisa Durante, richiamando il percorso iniziato un anno fa con il polo della lettura di Forcella, che pian piano si è propagato nella vicina piazza Mercato con il punto lettura “Gaetano Montanino”, a cui se ne sono aggiunti altri 15, 3 dei quali nelle ultime due settimane: il punto 3L “Luigi Galletta” presso l’I.C. Gabelli-Colletta, a pochi metri dall’officina in via Carbonara dove il giovane Luigi lavorava onestamente; il Punto 3L “Fabio De Pandi”, presso l’I.C. De Amicis – Baracca ai Quartieri Spagnoli, nel cui Istituto il piccolo Fabio avrebbe dovuto iniziare a frequentare, dopo qualche mese, la scuola media; il punto 3L dedicato a “Nicola Barbato”, in un’area della città non semplice come quella della Loggetta. “Siamo felici che l’appello partito da Forcella in memoria di Annalisa Durante – ha proseguito il presidente Perna – stia coinvolgendo famiglie, scuole ed Enti del Terzo Settore di tutta la città. E’ segno che la pratica della lettura precoce e condivisa, se accompagnata da un percorso strutturato ed articolato in momenti di formazione e in laboratori partecipati, può diventare davvero la risposta educativa all’uso delle armi, a maggior ragione se il percorso viene condotto nel nome delle vittime innocenti che ricordano l’atroce destino a cui si può essere esposti nel perseguire la cultura delle armi e della violenza”.
