
La lettura precoce come presidio di comunità e strumento di prevenzione sociale. È questo il messaggio emerso dall'incontro "La rete dei Punti Lettura della Regione Campania, i nostri Semi di Storie (L.R. 15/20)", ospitato ieri nella Sala Convegni della Regione Campania.
L'evento si è aperto con la lettura dell'albo illustrato Che cos'è un bambino? di Beatrice Alemagna, proposta da Emanuela Mezzarano, operatrice dei Punti Lettura Semi di Storie, che ha sottolineato il valore della lettura condivisa come occasione di relazione e ascolto fin dalla prima infanzia. Ampio spazio è stato dedicato al racconto delle esperienze maturate negli anni trascorsi dall'approvazione della Legge e, insieme ai responsabili degli enti ospitanti, si è evidenziato come i Punti Lettura siano diventati importanti luoghi di inclusione e promozione culturale.
Presenti, tra gli altri, Paolo Siani, presidente della Fondazione Giancarlo Siani, Antonio Marciano, presidente della Fondazione Campania Welfare e promotore della Legge 15/20, Giorgio Zinno, vicepresidente della Commissione Speciale Anticamorra e Beni Confiscati del Consiglio regionale della Campania, Bruna Fiola, presidente della VI Commissione consiliare permanente, e Andrea Morniroli, assessore alle Politiche Sociali e alla Scuola della Regione Campania.
Una giornata di confronto che ha permesso di delineare con chiarezza le prospettive future della rete dei Punti Lettura, facendo emergere tre direttrici fondamentali. La prima riguarda l'urgenza di affiancare al concetto di sicurezza quello dell'educazione, della cura, della cultura e della lettura, riconosciute come strumenti di prevenzione e di trasformazione sociale. Un approccio che l’assessore Morniroli ha definito un vero e proprio "metodo rivoluzionario".
Il secondo punto riguarda la valorizzazione dei territori e delle comunità locali: l'esperienza maturata in questi anni ha dimostrato che i Punti Lettura funzionano quando diventano presìdi di prossimità, capaci di creare relazioni, rafforzare il tessuto sociale e rispondere ai bisogni delle persone attraverso un lavoro di rete.
Infine, è emersa la consapevolezza che, dopo una fase di sperimentazione ritenuta ampiamente positiva, sia arrivato il momento di consolidare il modello. La rete e gli Enti sono chiamati a conquistare una maggiore autonomia organizzativa e la Cabina di regia potrà e dovrà accompagnare questo percorso, traghettando il programma verso una piena messa a regime, affinché diventi una politica strutturale e sempre più efficace per il territorio.
