
Data dell'accaduto: 18/09/1990
Luogo dell'accaduto: Castellammare di Stabia
Vittima della criminalità organizzata
Breve storia dell'accaduto
La storia di Michele Somma è la tragica vicenda di una vittima innocente della criminalità organizzata.
La mattina del 18 agosto 1990, intorno alle ore 07:40, Michele Somma si trovava al lavoro all'esterno o all'interno della sua attività commerciale — una salumeria situata in piazzale Mirante, nel rione popolare Cicerone a Castellammare di Stabia.
Due killer arrivarono a bordo di una Vespa; uno di loro scese dal mezzo, entrò nel negozio e aprì il fuoco contro l'uomo, uccidendolo senza pietà, per poi darsi alla fuga insieme al complice. Sul posto intervennero gli agenti del commissariato di Castellammare.
All'inizio degli anni '90, l'area di Castellammare di Stabia e dei comuni limitrofi (come Gragnano, Pimonte e Lettere) era una vera e propria zona di guerra, insanguinata da una violentissima faida di camorra tra il clan D'Alessandro e il clan Imparato. Questa guerra feroce causò oltre 50 morti in poco più di due anni, fermandosi solo nel 1993 con l'uccisione del boss Mario Umberto Imparato in un conflitto a fuoco con le forze dell'ordine.
Michele Somma aveva 59 anni, era un salumiere stimato e un uomo perbene. Le indagini delle forze dell'ordine chiarirono sin da subito la matrice camorristica dell'agguato, ma confermarono anche l'assoluta estraneità della vittima alle dinamiche dei clan. Chi lo conosceva lo ha sempre ricordato come un uomo di sani principi che voleva solo lavorare e vivere serenamente con la sua famiglia, e che rifiutava logiche criminali come il pagamento del pizzo.
Nonostante l'evidente matrice criminale, le indagini sul delitto non portarono all'identificazione dei responsabili: i killer non sono mai stati assicurati alla giustizia e nessun collaboratore di giustizia ha in seguito fornito elementi utili per fare luce sull'omicidio. Di conseguenza, l'inchiesta giudiziaria è stata successivamente archiviata.
Per molti anni la sua storia è rimasta nell'ombra. Più di recente, la famiglia — tra cui la nipote Annalisa Starace — ha avviato una battaglia civile e mediatica affinché la figura di Michele Somma venga ufficialmente e pienamente riconosciuta dallo Stato come vittima innocente della criminalità organizzata, per sottrarre il suo nome e il suo sacrificio all'oblio.
