Giovedì 9 aprile abbiamo portato le nostre storie alla scuola "Giancarlo Siani" di Marano di Napoli per leggere con le bambine e i bambini dell'infanzia, le loro maestre e le loro mamme.
Sul fronte dell'impegno per le Nuove Generazioni il nostro marzo si è aperto con la lettura dialogica tenutasi nel corso del workshop formativo di Libera, tenutosi all'inizio del mese presso il Convento di Sant'Antonio a Teano. Il 3 marzo, inoltre, è stato pubblicato il Video che racconta le attività e le peculiarità dei Punti Lettura disseminati su tutto il territorio regionale.
Nel mese di marzo 2026 sono proseguite le consuete attività della Fondazione. Nell'ambito della promozione del riuso sociale dei beni confiscati alle mafie il giorno 7 marzo, presso la Masseria Antonio Esposito Ferraioli di Afragola, è stata celebrata la giornata denominata "Diamo linfa al bene", promossa da Libera, a trent'anni dall'approvazione della Legge 109 che sancì il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie.
Nel mese di marzo 2026 sono proseguite le consuete attività della Fondazione. Per quanto riguarda le opere di memoria e sensibilizzazione nel nome delle vittime innocenti della criminalità il mese è culminato con la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera, con il corteo nazionale del 21 marzo a Torino, alla presenza dei familiari campani e di una nostra delegazione.
La ripetizione crea sicurezza e stimola il linguaggio: ogni volta che ascoltano la stessa storia, le bambine e i bambini imparano nuove parole, riconoscono schemi e allenano la memoria, lasciando spazio alla fantasia.
All'inizio sono in quattro, e vivono una vita di serena semplicità. Arriva una guerra improvvisa, che come una mano nera porterà via per sempre il papà. Restano in tre, la mamma e i due bambini, e dovranno affrontare molti strappi per portare in salvo quel che resta.
In questa edizione spazio al rapporto tra le persone ristrette e i familiari delle vittime innocenti di reato, in particolar modo con un articolo sulla celebrazione liturgica del Giovedì Santo, che ha visto protagonisti detenuti e familiari.