
Data dell'accaduto: 04/03/1982
Luogo dell'accaduto: Benevento
Anni: 62
Vittima della criminalità
Breve storia dell'accaduto
Don Carlo, sacerdote e docente di religione presso un liceo di Benevento, viene brutalmente ucciso nella casa canonica della chiesa di Santa Maria della Verità di questa città il 4 marzo 1982.
Quella sera, i tre assassini lo sorprendono davanti all’ingresso della canonica eretta nel Settecento praticamente all’interno dell’antico Teatro Romano: lo colpiscono violentemente al volto, fracassandogli il naso; gli legano i piedi con un filo di ferro e, infine, con l’ausilio di due stole e un amitto presi nella vicina sagrestia, gli immobilizzano le mani dietro la schiena, lo strangolano e lo soffocano.
Tutto fa pensare a una vera e propria esecuzione. Il movente è da rinvenire in un atto ritorsivo per il suo impegno nella lotta alla criminalità nel rione della sua parrocchia. Non, dunque, una rapina, come invece lascia spesso intendere il capo della Squadra Mobile: a don Carlo, infatti, non vengono sottratti l'orologio né l'ingente somma di denaro che aveva con sé, consegnatagli da un parrocchiano per lavori urgenti in chiesa, e che, al termine delle indagini, viene restituita al legittimo proprietario tramite la sorella Elisa Lombardi Marra.
Ella non si costituisce parte civile nel processo e perdona gli autori del delitto: "[..] non sono animata da spirito di vendetta:", scrive, "e come potrei esserlo, avendo vissuto tanti anni così vicino a mio fratello?"
Le indagini sulla sua morte individuano tre imputati. La Corte di Assise del Tribunale di Benevento nel 1983 stabilisce una condanna a ventitré anni per uno dei responsabili, diciassette anni e otto mesi per il secondo e dieci anni e otto mesi per il terzo.
Don Carlo nasce a Morcone (Benevento), uomo di alto spessore morale, simbolo della legalità, riservato e sensibile.
Dopo una solida formazione umanistica e una rigorosa preparazione teologica, viene ordinato sacerdote nel 1944. Il suo primo incarico è quello di parroco di San Bartolomeo Apostolo a Montecalvo Irpino (Avellino), dove giunge nel 1946. Si trova di fronte a una situazione di grande degrado morale e materiale, che egli stesso descrive con queste parole: "scarsissima frequenza alla messa, abbondanza di unioni illegittime... una massa di ragazzi abbandonati, campagne non assistite... della Chiesa esistevano le quattro mura perimetrali, un altare e un po' di pavimento sul presbiterio... molti vetri erano rotti, non c'era pavimento, non i banchi, non l'armonio, neppure le ampolline e le funi per suonare le campane". Con l'aiuto dei parrocchiani ricostruisce il complesso parrocchiale.
Il terremoto del 1962 distrugge la chiesa e costringe don Carlo a vivere e a celebrare la messa per sette anni in una baracca di legno.
Nel 1973 viene trasferito a Benevento dove assume la guida della parrocchia di Santa Maria della Verità nel rione Triggio. Il rione è considerato un quartiere ad alto rischio e degrado. Qui, infatti, don Carlo si dedica ai bambini e ai ragazzi promuovendo iniziative di sport e cultura. Viene, per questo suo impegno, soprannominato il San Giovanni Bosco del Triggio. Proprio il suo impegno tra i più giovani lo spinge inevitabilmente a contrastare l’emergente fenomeno dello spaccio di eroina alla fine degli anni Settanta, attività per la quale va incontro al martirio.
Dal 4 marzo 2001 le spoglie di don Carlo Lombardi riposano a Benevento, nella chiesa di Santa Maria della Verità, ai piedi della statua di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.
A don Carlo viene dedicato un significativo capitolo del libro “1923-2003, Storia di un Liceo” a cura del Prof. Giuseppe di Pietro e degli studenti del Liceo Scientifico Statale “G. Rummo” di Benevento, Edizioni Realtà Sannita, 2004.
Nel 2022, a quarant’anni dalla sua morte, viene intitolata a don Carlo la piazza antistante questa chiesa.
Infine, il 21 marzo 2026, il suo nome è entrato nell’elenco «Nomi da non dimenticare» di Libera, letto in occasione della Giornata della Memoria e dell’Impegno.
