Raffaella Esposito

Raffaella Esposito

Data dell'accaduto: 13/01/1981

Luogo dell'accaduto: Ottaviano

Anni: 10

Vittima della criminalità

Breve storia dell'accaduto

Raffaellina Esposito sparisce nei primi giorni dell'anno 1981 all’uscita da scuola. Figlia di una coppia di venditori ambulanti, si esclude quasi da subito un rapimento a scopo di estorsione.

Anche Papa Giovanni Paolo II lancia un appello ma nessuno si fa vivo, i genitori decidono di mettere a disposizione una ricompensa di 10 milioni di lire per avere notizie. I giorni passano ma nessuna notizia giunge in merito alla giovane bambina.

Si parla anche di camorra trattandosi della zona dove opera Raffaele Cutolo, boss della nuova camorra organizzata ma il consesso criminale interviene scrivendo una lettera al quotidiano “il Mattino”. Gli uomini di Cutolo affermano di non toccare i bambini e chiedono di liberarla.

Due mesi dopo, il 13 marzo, a san Gennarello di Ottaviano, frazione del comune vesuviano, una signora cala il secchio nella cisterna del pozzo vicino casa e trova il corpo della piccola Raffaella ancora con il cappotto indosso. Allo zio spetta il duro compito del riconoscimento della bimba. Dall’autopsia emerge che la bimba non è stata violentata, ma come si intuisce dalla cinta trovata intorno al collo, è stata strangolata.

Dalle prime indagini, condotte dal Gip Lucio di Pietro, emerge una testimonianza chiave. Un insegnante della bimba l’ha vista quel giorno salire a bordo di una Fiat 127 di colore rosso. Un operaio di 27 anni, dipendente della ditta dello zio della piccola, finisce in cima alla lista dei sospetti. L’uomo però ha un alibi, viene rilasciato poco tempo dopo. Un mese dopo verrà ucciso.

Il fascicolo di Raffaellina finisce in archivio senza un colpevole.

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