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Pietro Capone

Luogo dell'accaduto: Aversa 

Data dell'accaduto: 14/10/2010

Anni: 23

Vittima della criminalità comune

Breve storia dell'accaduto

Pietro Capone, imbianchino, padre di un bimbo di due anni, viene ucciso il 14 ottobre 2010 per aver difeso la moglie dalle avances del figlio di un esponente del clan dei Casalesi. Pietro si incontra con Mario Borrata per un chiarimento ma il camorrista lo colpisce con un fendente al collo.

Trasportato d'urgenza in ospedale, il giovane ferito muore per arresto cardiocircolatorio.

Nell'ottobre del 2011, viene emessa dal Gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Stefania Amodeo, la sentenza a carico di Mario Borrata, diciottenne di Aversa, accusato dell'omicidio di Pietro Capone.

A Borrata, nonostante la richiesta di rito abbreviato, è stata inflitta la pena dell'ergastolo con interdizione dai pubblici uffici e pubblicazione della sentenza sul sito del Ministero di Giustizia e nei Comuni di Aversa e Santa Maria Capua Vetere.

Il Gup ha riconosciuto Borrata colpevole non solo del reato di omicidio premeditato aggravato da motivi abietti ma anche del reato di violenza a danno di Roberta Pizzo, moglie di Capone.

Condannato in primo grado all'ergastolo, Borrata vedrà la propria condanna ridotta nel febbraio 2013 a vent'anni.

La storia di Pietro Capone è ricordata nel "Dizionario enciclopedico delle Mafie in Italia" apparso per Castelvecchi nel 2013.

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