Data dell'accaduto: 10 aprile 2009
Luogo dell'accaduto: Villaricca
Anni: 14
Vittima innocente della criminalità organizzata
Breve storia dell'accaduto
La storia di Vittorio Maglione è il racconto di un'infanzia spezzata dal peso insostenibile di un ambiente criminale da cui voleva disperatamente fuggire. Vittorio non fu ucciso da un sicario, ma fu vittima indiretta del sistema criminale in cui era nato. Il 10 aprile 2009, nel giorno del Venerdì Santo, Vittorio decise di togliersi la vita nella sua casa di Villaricca.
Vittorio era figlio di un esponente del clan locale, all'epoca detenuto. La sua breve vita era già stata segnata da un lutto terribile: nel 2005, suo fratello maggiore Sebastiano, di soli 15 anni, era stato ucciso in un agguato di camorra dopo un tentativo di rapina finito male.
Frequentava la scuola media "Giancarlo Siani" e chi lo conosceva lo descriveva come un ragazzino sensibile, stanco di vivere in un clima di violenza e di essere etichettato per le colpe del padre. Prima di compiere il gesto estremo, lasciò dei messaggi strazianti che divennero simbolo della sua ribellione silenziosa:
Usò una chat per scrivere: "Chiedo scusa a tutti quelli che mi hanno voluto bene, tranne a mio padre". Lasciò scritto un messaggio diretto al genitore in carcere: "Adesso sei contento? Non ti rompo più".
Nonostante si sia trattato di un suicidio, associazioni come Libera e la comunità locale lo ricordano come una vittima della camorra.
Vittorio viene considerato "ucciso" moralmente da un sistema che gli aveva tolto il fratello, gli aveva negato una figura paterna onesta, lo costringeva a vivere in un ambiente dove il destino sembrava già scritto.
Oggi il suo nome compare negli elenchi delle vittime innocenti delle mafie perché la sua morte è vista come un atto di protesta estremo contro un modello di vita che rifiutava con tutto se stesso.
"Vittorio ha scelto di morire per non diventare un camorrista" (dalle testimonianze raccolte da don Tonino Palmese).
