"Mare dentro", nel solco della giustizia riparativa la chiusura del Premio dedicato ad Annalisa Durante

Premio Durante

La terza ed ultima giornata della VII Edizione del Premio Nazionale dedicato ad Annalisa Durante si è conclusa con la cerimonia di premiazione delle candidature pervenute dagli istituti penitenziari e dalle biblioteche carcerarie italiane. Come premio i detenuti hanno ricevuto una copia del volume “Mare dentro. La memoria di Annalisa Durante, dentro e fuori dal carcere”, scritto per l’occasione da don Tonino Palmese, Giuseppe Perna e Giannino Durante, con prefazione del presidente della Regione Campania Roberto Fico, l’introduzione della direttrice del carcere di Poggioreale Giulia Russo e la postfazione del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, pubblicato dalla Marotta & Cafiero Edizioni su iniziativa della Fondazione Polis della Regione Campania.
 

Mare dentro” racconta di come la memoria di Annalisa Durante, giovane vittima innocente di camorra, sia riuscita a tramutarsi in impegno educativo e di riscatto per tanti giovani, nelle scuole e nelle carceri di tutta Italia. Dall’uccisione di una ragazzina di 14 anni, in un quartiere dove non si leggeva ed imperava la camorra, sorge oggi una biblioteca sociale, che è presidio di legalità ed include minori, famiglie, persone con disabilità, giovani in messa alla prova ed una comunità impegnata a rialzarsi.

Con il Premio Nazionale intitolato alla sua memoria, Annalisa è divenuta altresì strumento di giustizia riparativa ed occasione di riflessione e di riscatto anche per i detenuti.

I saluti istituzionali sono stati affidati alla presidente del Tribunale di Corte di Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli, al procuratore generale della Corte di Appello di Napoli, Aldo Policastro, all'assessore alla Cultura della Regione Campania, in rappresentanza del presidente Fico, Ninni Cutaia e all'assessore alla Legalità del Comune di Napoli, Antonio De Iesu. Intervenuto Samuele Ciambriello, garante regionale per le persone private della liberà personale. Presente Simona Di Monte, avvocato generale della Corte di Appello di Napoli

"Voglio ringraziare don Tonino Palmese e la Fondazione Polis Per le opere che compiono in memoria delle vittime innocenti, insieme al Coordinamento dei familiari delle vittime, anche nelle pratiche di giustizia riparativa rivolte ai detenuti. Il loro impegno è testimonianza effettiva di come possa esserci un cambiamento, una rinascita effettiva. Con Polis peraltro abbiamo aperto all'interno del Palazzo di Giustizia uno Spazio per le vittime di reato, un luogo di incontro, per una giustizia che non sia solo punitiva, sanzionatoria, ma una giustizia che ascolta, piena di umanità", queste le dichiarazioni della presidente Maria Rosaria Covelli.

"Ieri è stato il compleanno di Annalisa Durante, ci sembra giusto ricordarla con questa iniziativa speciale dove la famiglia Durante, Giannino Durante, porta avanti questa realtà all'interno di Forcella. Questa Biblioteca rappresenta per noi e per tutta la città una attenzione massima ai giovani, a cui dobbiamo garantire una vita migliore perché non accada più quello che è accaduto ad Annalisa, perché non accada più che chi muore a Napoli, giovane e anziano, deve dimostrare prima di essere innocente, una anomalia assoluta sul territorio nazionale. Questo significa liberare la città dalla camorra, dalla criminalità anche comune. La Magistratura si prenderà cura di svolgere la sua funzione fino in fondo per restituire a Napoli una vivibilità, in parte già acquisita, che sta acquisendo, per garantirla sempre di più". Sono le parole del procuratore generale Aldo Policastro.

"Partecipare a questa storia, in questo giorno particolare, dà il senso di quanto sia importante l'impegno che le Istituzioni devono riservare a questi eventi di memoria. La cultura può fare moltissimo, lo dimostra questa iniziativa nel nome di Annalisa, che vive da tanto tempo, da tanti anni, che è animata da persone reali, vere, soprattutto da papà Giannino, la storia di un uomo che rappresenta davvero la possibilità della rivolta in senso positivo, la possibilità di trovare strade nuove. Questo progetto che la Regione sostiene è da rafforzare ancora di più, ne abbiamo parlato con don Tonino Palmese, faremo tutto quello che dobbiamo fare e lo rafforzeremo molto. Crediamo moltissimo in queste azioni: le opere di memoria sono eventi culturali che vanno curati". Così l'assessore regionale Ninni Cutaia.

"Quando vengo in questa Biblioteca ricordo i miei tempi da poliziotto e la posso considerare a pieno titolo il simbolo della rigenerazione, non solo urbanistica, ma sociale dell'intero Quartiere. Giannino Durante fa un grande lavoro, è il propulsore di questa realtà. Porta nella sua anima il sacrificio della giovane Annalisa e sta esorcizzando il dolore per la morte della figlia con una attività continua nel segno della legalità. Questo libro è una testimonianza di questo lavoro; è bello raccogliere la testimonianza di persone che hanno sbagliato, che sono in carcere, ma che hanno un approccio con il dramma di Annalisa costruttivo, evolutivo, per il loro cambiamento". Queste le parole dell'assessore comunale, Antonio De Iesu.

"Le persone cosiddette ristrette, private della libertà, per la tenerezza e l'efficacia della memoria di Annalisa hanno voluto incontrare questa storia e capire da che parte stare. Questa è quella che chiamiamo forza della memoria che entra nel cuore dei detenuti e che permette loro di comprendere che l'innocenza non è solo anagrafica, è qualcosa di ben altro", così il presidente di Polis, don Tonino Palmese.

"Questa giornata per me e per la mia famiglia è come se fosse il primo giorno. Come sempre dico: non auguro a nessuno di provare il nostro dolore, però il Premio nel nome di Annalisa va avanti, funziona. Ci sono tante ragazze e tanti ragazzi che credono in un cambiamento e questo cambiamento credo che possa avvenire anche tra i detenuti, coloro che hanno diritto a una seconda fase, come dico io. Dobbiamo cercare di aiutarli. Il mio obiettivo è quello di creare una biblioteca, a partire da Poggioreale e poi in altri istituti di detenzione italiani, nel nome di Annalisa", queste le parole di Giannino Durante.

"Questo libro che presentiamo lo doniamo ai detenuti, perché Giannino è stato sempre vicino alla loro condizioni e i detenuti hanno sempre mostrato una sensibilità nei confronti della storia di Annalisa. C'è bisogno adesso di fare un passo in avanti: fare emergere quelle che sono le emozioni, le riflessioni, il leggersi dentro dei carcerati, dargli una seconda possibilità, e fare in modo che i carcerati adulti adottino quelli degli istituti minorili perché possano riscattarsi e non sbagliare più", in chiusura Pino Perna, presidente dell'Associazione di Promozione Sociale dedicata ad Annalisa Durante.

Di seguito, gli Istituti premiati nel giorno intitolato “Oltre le grate”

𝐂𝐀𝐒𝐀𝐂𝐈𝐑𝐂𝐎𝐍𝐃𝐀𝐑𝐈𝐀𝐋𝐄 𝐃𝐈𝐂𝐀𝐒𝐓𝐑𝐎𝐕𝐈𝐋𝐋𝐀𝐑𝐈 (𝐂𝐒)
 

𝐈𝐏𝐌 𝐃𝐈𝐀𝐈𝐑𝐎𝐋𝐀 (𝐁𝐍)
 

𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐓𝐀̀ 𝐅𝐔𝐓𝐔𝐑𝐎𝐃𝐈𝐌𝐀𝐑𝐂𝐈𝐀𝐍𝐈𝐒𝐄 (𝐂𝐄)
 

𝐂𝐀𝐒𝐀𝐂𝐈𝐑𝐂𝐎𝐍𝐃𝐀𝐑𝐈𝐀𝐋𝐄𝐃𝐈𝐌𝐀𝐓𝐄𝐑𝐀
 

𝐂𝐀𝐒𝐀𝐂𝐈𝐑𝐂𝐎𝐍𝐃𝐀𝐑𝐈𝐀𝐋𝐄𝐃𝐈𝐋𝐄𝐂𝐂𝐎
 

𝐂𝐀𝐒𝐀𝐂𝐈𝐑𝐂𝐎𝐍𝐃𝐀𝐑𝐈𝐀𝐋𝐄𝐃𝐈𝐆𝐄𝐋𝐀 (𝐂𝐋)
 

𝐂𝐀𝐒𝐀𝐂𝐈𝐑𝐂𝐎𝐍𝐃𝐀𝐑𝐈𝐀𝐋𝐄𝐃𝐈𝐒𝐎𝐍𝐃𝐑𝐈𝐎
 

𝐂𝐀𝐒𝐀𝐂𝐈𝐑𝐂𝐎𝐍𝐃𝐀𝐑𝐈𝐀𝐋𝐄𝐃𝐈𝐏𝐄𝐒𝐀𝐑𝐎
 

𝐂𝐀𝐒𝐀𝐃𝐈𝐑𝐄𝐂𝐋𝐔𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄𝐅𝐄𝐌𝐌𝐈𝐍𝐈𝐋𝐄𝐃𝐈𝐕𝐄𝐍𝐄𝐙𝐈𝐀
 

𝐂𝐀𝐒𝐀𝐂𝐈𝐑𝐂𝐎𝐍𝐃𝐀𝐑𝐈𝐀𝐋𝐄𝐃𝐈𝐍𝐀𝐏𝐎𝐋𝐈𝐏𝐎𝐆𝐆𝐈𝐎𝐑𝐄𝐀𝐋𝐄
 

𝐂𝐀𝐒𝐀𝐂𝐈𝐑𝐂𝐎𝐍𝐃𝐀𝐑𝐈𝐀𝐋𝐄𝐅𝐄𝐌𝐌𝐈𝐍𝐈𝐋𝐄𝐑𝐄𝐁𝐈𝐁𝐁𝐈𝐀𝐃𝐈𝐑𝐎𝐌𝐀
 

𝐂𝐀𝐒𝐀𝐂𝐈𝐑𝐂𝐎𝐍𝐃𝐀𝐑𝐈𝐀𝐋𝐄 - 𝐈𝐒𝐓𝐈𝐓𝐔𝐓𝐎𝐅𝐄𝐑𝐑𝐀𝐑𝐈𝐒𝐁𝐑𝐈𝐍𝐃𝐈𝐒𝐈
 

𝐈𝐈𝐒𝐂𝐄𝐒𝐀𝐑𝐄𝐁𝐀𝐓𝐓𝐈𝐒𝐓𝐈 - 𝐒𝐄𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄𝐂𝐀𝐑𝐂𝐄𝐑𝐀𝐑𝐈𝐀𝐃𝐈𝐕𝐄𝐋𝐋𝐄𝐓𝐑𝐈 (𝐑𝐌)
 

𝐁𝐈𝐁𝐋𝐈𝐎𝐓𝐄𝐂𝐀𝐂𝐀𝐑𝐂𝐄𝐑𝐀𝐑𝐈𝐀𝐃𝐈𝐒𝐀𝐍𝐓𝐀𝐌𝐀𝐑𝐈𝐀𝐂𝐀𝐏𝐔𝐀𝐕𝐄𝐓𝐄𝐑𝐄 (𝐂𝐄)
 

𝐈𝐋𝐒𝐎𝐆𝐍𝐎𝐄' 𝐒𝐄𝐌𝐏𝐑𝐄𝐎𝐃𝐕–𝐁𝐈𝐁𝐋𝐈𝐎𝐓𝐄𝐂𝐀𝐂𝐀𝐒𝐀𝐃𝐈𝐑𝐄𝐂𝐋𝐔𝐒𝐈𝐎𝐍𝐄𝐃𝐈𝐀𝐑𝐈𝐄𝐍𝐙𝐎 (𝐂𝐄)
 

𝐁𝐈𝐁𝐋𝐈𝐎𝐓𝐄𝐂𝐀𝐂𝐀𝐑𝐂𝐄𝐑𝐀𝐑𝐈𝐀𝐃𝐈𝐍𝐀𝐏𝐎𝐋𝐈𝐏𝐎𝐆𝐆𝐈𝐎𝐑𝐄𝐀𝐋𝐄
 

A conclusione della cerimonia, Giannino Durante ha letto la seguente lettera ai detenuti:

Cari detenuti,

vi scrivo con rispetto, perché prima di ogni errore e di ogni reato vengono le persone. Persone con una storia, delle ferite e con un valore che non viene cancellato da ciò che è accaduto.

La legalità non è solo un insieme di regole. È prima di tutto un patto tra le persone. Dalla legalità occorre imparare che le nostre azioni hanno conseguenze sugli altri, oltre che su noi stessi. Io l’ho subìto sulla mia pelle. Quando una legge viene violata, non si rompe solo una norma, ma si feriscono vite, famiglie, intere comunità. E con esse si ferisce anche la vita di chi commette il reato.

Sbagliare è umano. Assumersi la responsabilità dei propri errori, invece, è un atto di coraggio.

Vi scrivo allora, supplicandovi. Il tempo della detenzione non sia per voi solo un tempo di attesa, ma di riflessione e di conversione. È l’occasione per “leggersi dentro”, per capire cosa ha portato a certe scelte e chiedersi che tipo di persona si vuole essere domani. Nessuno è riducibile al proprio errore, ma ognuno è responsabile delle proprie scelte.

La legalità, quindi, è anche una possibilità di riscatto. Seguirla significa non fare più del male. Significa scegliere di costruire, invece di distruggere. Anche se non è una strada facile, è l’unica che ci rende degni di vivere.

Ricordiamoci sempre che la propria libertà esiste solo quando rispetta quella degli altri.

Vi auguro che questo tempo possa illuminarvi e che la memoria di mia figlia Annalisa possa essere un faro che vi aiuti nelle scelte e nel cammino”.

Il papà di Annalisa


 

Back to top