Morte di Denise, figlia di Lea Garofalo, le parole di don Tonino Palmese

Lea Garofalo e Denise

"La morte di Denise, figlia di Lea Garofalo, testimone di giustizia vittima innocente che seppe ribellarsi alla morsa stringente della 'ndrangheta, non ci impone solamente una riflessione. Sarebbero parole scontate e non servirebbero a riportare in vita Denise. Ci impone presenza, protezione, comunità. Denise, come Rita Atria, giovane donna ribellatasi alle logiche familistiche di cosa nostra, nel suo scegliere la strada della giustizia ha seminato nella concretezza quegli ideali capaci di scardinare il potere mafioso, ma non ha trovato, almeno fino in fondo, una risposta che annullasse la solitudine di chi, cresciuto in un contesto opprimente, sceglie di cambiare il paradigma della propria vita, una risposta mancata che ha generato delle conseguenze estreme. Non basta più interrogarci, non basta più commemorare e ricordare post mortem, bisogna agire, incarnando la prossimità. Non sono pochi, anche nella nostra regione, i testimoni di giustizia che cercano ancora risposte concrete per il loro atto gratuito di testimonianza, c'è bisogno che siano non solo tutelati, ma difesi, valorizzati, custoditi", queste le parole di don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania.

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