
Insieme per la memoria e il cambiamento: la bellezza e il ricordo al Festival dell'Antimafia Sociale.
In questi giorni, dal 22 al 24 ottobre, l’Università degli Studi di Napoli Federico II (Dipartimento di Economia, Management e Istituzioni) sta ospitando un importante momento di riflessione, confronto e impegno.
Dopo un intenso incontro collegiale presso il Centro Congressi del Complesso Universitario di Monte Sant'Angelo — che ha visto gli interventi e le testimonianze del mondo istituzionale, accademico e culturale — si è vissuto un momento di profonda commozione con l’inaugurazione della mostra "Non Invano".
L'esposizione, progettata e curata dall'architetto Mattia Benedetto, compone un unico e organico percorso di memoria: un cammino in cui i circa 300 volti delle vittime innocenti della criminalità in Campania dialogano con la macchina da scrivere di Giancarlo Siani, custodita in una teca all'interno del percorso espositivo. La storia di Giancarlo e il suo impegno d'informazione si uniscono così agli sguardi e al ricordo di tutte le vittime, in una narrazione corale che restituisce dignità, presenza e voce alla speranza di giustizia.
Tra i presenti don Tonino Palmese, Presidente della Fondazione Pol.i.s.della Regione Campania, Paolo Siani, fratello di Giancarlo Siani, il professore Leandro Limoccia, curatore dell'evento, il generale Biagio Storniolo, comandante provinciale dei Carabinieri, l'artista Lello Esposito.
A rendere ancora più intensa e partecipata l'inaugurazione è stata la presenza di alcuni familiari delle vittime innocenti della criminalità: Stefania D'Antonio, vedova di Augusto Moschetti; la signora Angela Attianese, vedova di Domenico Attianese; Nunzia Bevilacqua e Michele Coppola, moglie e figlio di Rosario Coppola.
La mostra rimarrà allestita presso il Dipartimento per circa dieci giorni, per poi intraprendere un percorso itinerante attraverso altri luoghi simbolici, istituzionali e culturali della Regione Campania.
Oggi è stata una bellissima giornata di cultura, memoria e alta sensibilità civile. Un richiamo forte alla responsabilità di ciascuno di noi, affinché il ricordo condiviso continui a muovere al cambiamento la nostra terra.
