
“La memoria di Annalisa Durante dentro e fuori dal carcere”, il suo struggente ricordo è approdato fino al simbolo stesso della giustizia: il libro “Mare dentro” è stato presentato nel pomeriggio di lunedì 4 maggio a Castel Capuano, nel meraviglioso Saloncino dei Busti. Un luogo intriso di bellezza e legalità, in cui la giustizia si è esercitata per decenni. Un luogo quanto mai adatto per raccontare di come una terribile tragedia, l’incolpevole morte di una ragazzina, sia potuto diventare un prodigioso strumento di impegno sociale e di riscatto di un quartiere, capace di ingenerare in chi si è macchiato di un reato un reale processo di cambiamento.
Nel volume, scritto da don Antonio Palmese, Presidente della Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania e Garante delle persone private della libertà personale per il Comune di Napoli, da Pino Perna, Presidente dell’Aps “Annalisa Durante” e da Giannino Durante, papà di Annalisa, sono raccolte le tante testimonianze che dalle carceri d’Italia giunsero fino alla famiglia Durante. Pensieri, poesie, disegni, manifestazioni di una indignazione e di una compassione reale e sentita.
Come ha detto la Presidente della Corte di Appello di Napoli Maria Rosaria Covelli, "Mare dentro è uno spazio interiore, un attraversamento emotivo. La storia di Annalisa è una ferita aperta ma è stata anche un punto di partenza per qualcosa di straordinario, che ha raggiunto anche il mondo penitenziario. Le loro parole dimostrano che è possibile un cambiamento; dal buio alla ricerca di una luce".
Anche per Aldo Policastro, Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Napoli "questo fatto drammatico si è trasformato in memoria che ha coinvolto tanti detenuti; Sono in tanti infatti che possono dire “è grazie a Giannino Durante se sono cambiato".
"Si possono salvare le persone di tanti modi diversi – ha evidenziato Claudia Pecoraro, Assessora all’Ambiente, Politiche abitative, Pari opportunità della Regione Campania, - e quello di Giannino ne è un grande esempio, quando il dolore diventa responsabilità collettiva".
"Ho creduto nella giustizia – ha ricordato ancora una volta Giannino Durante - e ho fatto bene. Subito dopo l’uccisione di mia figlia i miei nipoti volevano fare qualcosa… io gli dissi non fate niente, aspettiamo, prima o poi lo prendono, e lo hanno preso".
"Quando accade un fatto tragico come questo – ha concluso don Tonino – c’è un primo sguardo sul dolore, e un secondo sulla colpa. Ci vuole quindi un primo farmaco, il collirio della speranza, che ti permette di andare oltre l’accadimento, e un secondo farmaco, l’antibiotico della misericordia; così si ci unisce, si diventa comunità capace di cambiare le cose".
Alla presentazione del libro hanno portato i loro saluti la Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli Patrizia Mirra, l’Assessora all’Ambiente, Politiche abitative, Pari opportunità della Regione Campania, Claudia Pecoraro, l’ Assessore alla Polizia Municipale e alla Legalità del Comune di Napoli Antonio De Iesu, Il Presidente della Fondazione Castel Capuano Aldo De Chiara, il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli Carmine Foreste.
Sono intervenuti Maria Rosaria Covelli, Presidente della Corte di Appello di Napoli, Aldo Policastro, Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Napoli, Raffaele Marino, già Pubblico Ministero nel processo per l’uccisione di Annalisa Durante, Giannino Durante, Papà di Annalisa, Pino Perna, Presidente dell’Aps “Annalisa Durante”, Mariano Di Palma, Referente Libera Campania, Lucia Di Mauro Montanino, vedova di Gaetano, citata nel libro per la sua esperienza di riconciliazione.
Hanno portato le loro esperienza dal carcere Mattia Corvino, Funzionario Giuridico Pedagogico presso la C.C. “Giuseppe Salvia” di Poggioreale, Joanderson Monaco, che ha raccontato il suo percorso di riabilitazione.
