
Si è tenuto a Napoli presso La Gloriette, bene confiscato alla camorra, dove la cooperativa L’Orsa Maggiore porta avanti percorsi di autonomia per ragazze e ragazzi con disabilità, l’annuncio della pubblicazione del volume “Il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Da maltolto a bene comune. Analisi comparativa della legislazione vigente in Italia e in Europa”, realizzato dalla Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania con il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Parthenope. L’evento si è tenuto nel giorno del 44esimo anniversario dell’uccisione di Pio La Torre, vittima innocente di cosa nostra, ispiratore della Legge che per la prima volta ha previsto nell’ordinamento italiano il reato di associazione mafiosa e la confisca dei patrimoni illeciti.
“Fondare culturalmente e giuridicamente la storia dei beni confiscati significa non avere pressapochismo, significa avere fiducia nello Stato e soprattutto riconoscere quelle opportunità che società civile e Stato possono concordare nel far sì che un bene dal male di provenienza possa diventare qualcosa di utile, di necessario e di soddisfacente per le persone”, queste le parole di don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania.
“Siamo partiti dalla Direttiva Europea del 2024 che è proprio focalizzata sul riutilizzo sociale dei beni confiscati, e questa Direttiva evidentemente ha raccolto il modello italiano per fare sempre meglio. Noi abbiamo una legislazione sul riutilizzo sociale dei beni che è all’avanguardia, ma ci sono delle criticità che possono essere superate per portare a buon fine tutte le pratiche di riuso sociale dei beni confiscati. Delle buone pratiche che sono testimoniate proprio da luogo che abbiamo scelto, mediante l’impegno della Cooperativa L’Orsa Maggiore qui a La Gloriette”, così Carla Pansini, professoressa e coordinatrice del DIES, del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, coautrice del volume.
“Per noi è importantissimo ricordare il nome di Pio La Torre, oggi lo facciamo qui perché ci ha consentito, facendo approvare la Legge sulle confische, di essere, purtroppo, i migliori al mondo per tutto ciò che confischiamo alla criminalità organizzata e ai sistemi corrotti. Andiamo in tutto il mondo a spiegare come il nostro sistema di confisca funziona. Questo volume ha la capacità di rappresentare ciò che l’Italia ha fatto e la sua capacità di essere da modello in Europa e nel mondo”, queste le parole di Francesco Menditto, magistrato già componente del CSM, coautore del volume.
Tra gli autori presenti, inoltre, Enrico Tedesco, segretario generale della Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania e Carlo Magri, responsabile dell’Area Beni Confiscati di Pol.i.s. Hanno partecipato all’evento, tra gli altri, la presidente del Tribunale per i minorenni di Napoli, Paola Brunese, l’assessore alla Polizia Municipale e alla Legalità del Comune di Napoli, Antonio De Iesu e il consigliere regionale della Campania, Davide D’Errico.
Il prossimo appuntamento è per il 22 maggio, vigilia dell’anniversario della Strage di Capaci, quando il volume sarà presentato nella sede del Dipartimento di Giurisprudenza dell’UniParthenope.
