
di don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania, pubblicato sulle pagine online de "Il Mattino"
Lo scorso 11 gennaio abbiamo fatto memoria dell’uccisione di Milena Takera, giovane donna di origini ucraine trovata, in quel giorno del 2011, con il volto fracassato in una umile abitazione a Pomigliano d’Arco. A tutt’oggi il suo assassino non ha un nome. Milena aveva solo 37 anni, aveva iniziato a lavorare in un bar, ma non essendo “regolare” dovette lasciare l’occupazione, trovando poi impiego come domestica, riuscendo così a pagare il fitto per la casa. In Ucraina ha lasciato suo figlio, all’epoca diciassettenne, con una grave disabilità fisica.
Quello che sta accadendo recentemente nel nostro Occidente, negli Stati Uniti in particolare, come le innumerevoli morti in mare nel nostro Mediterraneo, le cui perdite sono state celebrate anche dal Presidente Mattarella nel ricordo del giovane annegato che aveva cucito con sé la propria pagella scolastica, non possono lasciarci neutrali.
La nostra missione, ma proprio il nostro “mestiere” di sostegno alle vittime innocenti e ai loro familiari ci impone una presa di posizione. Un intervento che non può prescindere da quello che già facciamo: ovvero rendere memoria alle vittime innocenti, nella comunità condivisa con i loro familiari e siamo chiamati a farlo anche per chi, nei nostri luoghi, non ha nessuno che lo rappresenti.
Non sono poche le vittime innocenti di origine extraitaliana che ricordiamo nella nostra Regione. Alcune, come Jerry Masslo, sono diventate un simbolo della lotta contro qualsiasi tipo di sopruso. Altre, come le sei giovani vittime innocenti africane della Strage di Castel Volturno, hanno creato un moto di indignazione contro le nuove schiavitù di cui i consessi mafiosi sono corresponsabili. Altre ancora, come Anatolij Korol, ucraine, hanno donato la propria vita per difendere gli altri, e, a distanza di più di dieci anni, continuiamo a celebrarlo insieme alla moglie Nadjya e i suoi figli.
Vi è poi Petru, il giovane fisarmonicista-calciatore, ucciso nel corso di una “stesa” nei pressi della stazione di Montesanto, la cui memoria è stata “adottata” dall’Ente Autonomo Volturno e dalla Fondazione Giancarlo Siani, unendo il ricordo del giornalista al suo.
Lavorando al di fuori della propria nazione, possiamo considerare migrante anche Angela Simone Santos, trentun anni, militare della US Navy di servizio a Napoli, uccisa nell’attentato terroristico noto come la Strage di Calata San Marco (14 Aprile 1988), originaria di Porto Rico, un territorio che ben conosce le tragedie e i patimenti della condizione migratoria.
E ci sono tanti nomi, tante vittime innocenti, la cui memoria vive nelle nostre commemorazioni quotidiane, pur se sono state dimenticate quasi del tutto dal panorama mediatico. Le loro storie, le loro vite, le loro morti violente rispecchiano i mali della società, l’individualismo, antitesi del principio di comunità di cui siamo latori. Si tratta di donne vittime della violenza patriarcale, spesso uccise insieme alle proprie figlie e ai propri figli, di uomini che hanno cercato di ribellarsi ai soprusi dei datori di lavoro, o vittime della precarietà stessa, e che nella nostra terra, invece di trovare speranza, hanno ricevuto la morte. Il nostro compito è quello di sconfiggere giorno dopo giorno l’oblio a cui sono state condannate e nella vita e nella morte. Sfuggire a questo destino è l’unica latitanza concessa: strapparli dalla dimenticanza per donarli alla memoria pubblica. Un compito che affrontiamo insieme a tutte e tutti i familiari delle vittime innocenti e che oggi, diviene un sintomo di resistenza a una deriva che sta investendo tutto il mondo a cui facciamo riferimento, un mondo che sta svergognandosi venendo meno a tutti i principi di cui si è fatto portatore negli ultimi ottant’anni.
Ricordare, fare memoria, celebrare. Ci hanno insegnato a farlo, rendendo visibili gli invisibili, donandogli la dignità che spetta a ciascuna donna e a ciascun uomo:
Irina Maliarenko (1 Marzo 2020)
Petru Muntean (1 Luglio 2022)
